Yesterday

Yesterday, il biopic sui Beatles che sorprende #analizziamo

#Analizziamo CINEMA ORIGINALI
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Dalla commedia romantica alla fantascienza, dal racconto di formazione al musical rock: Yesterday è un film completo, divertente e profondo.

 

Sorprende non trovare all’interno della colonna sonora di questo splendido film il brano Chiedi chi erano i Beatles degli Stadio, perché probabilmente nessuno all’interno del mondo “disinfestato” di Yesterday saprebbe dare una risposta.

È proprio questa infatti la trovata del primo (e ci auguriamo non ultimo) felicissimo incontro – tutto anglosassone – tra il regista Danny Boyle (Trainspotting, 28 giorni dopo) e lo sceneggiatore Richard Curtis (Love Actually, Quattro matrimoni e un funerale, Notting Hill): il primo tiene nuovamente a battesimo un attore di cognome Patel (dopo il Dev Patel di The Millionaire, protagonista di questo nuovo progetto è Himesh Patel, affatto parente del suo predecessore); il secondo si trova nuovamente alle prese con una commedia fantascientifica dopo Questione di tempo (ultima opera firmata anche come regista) e con il pezzo cult dei Beatles, già omaggiato più di venti anni fa assieme a Mr Bean.

Peter MacNicol e Rowan Atkinson cantano ubriachi Yesterday in Mr. Bean – L’ultima catastrofe, scritto dallo stesso Atkinson e Richard Cutis

Il plot è apparentemente molto semplice.
Un blackout cerebrale di portata mondiale  cancella dalla memoria umana il rivoluzionare repertorio dei Beatles (e di conseguenza anche quello degli Oasis, è ovvio), lasciando il protagonista Jack Malik in balia della sua coscienza: custodire gelosamente il ricordo dei geniali ragazzi di Liverpool o sfruttare a proprio vantaggio tale privilegio? Si perché c’è da aggiungere che il nostro protagonista è un musicista, un cantautore sventurato che alla soglia dei trent’anni si sta arrendendo all’idea di non sfondare nel mondo della discografia.

Egli non ha bisogno di sottrarre alcuni dei pezzi iconici della canzone leggera mondiale per conquistare una fanciulla – come faceva il Massimo Troisi di Non ci resta che piangere, improvvisando goffamente la strofa iniziale di Yesterday, senza ricordarne le parole esatte – perché la sua Ellie (Lily James) lo ama profondamente già dai tempi delle esibizioni alle scuole medie. Jack agisce puramente a favore della sua carriera, senza inutili buonismi.

Correva l’anno 1400: Massimo Troisi tenta di intonare Yesterday nel film Non ci resta che piangere

Quello di Boyle è un film che arriva in sala dopo il trionfo assoluto di Bohemian Rhapsody e Rocketman, due veri biopic che hanno segnato non solo due grandi successi commerciali, ma un vero è proprio fenomeno di riscoperta della musica del passato, dimostrando che essa non può essere considerata sepolta o superata, ma che al contrario sia tuttora attuale e di indiscussa superiorità contenutistica rispetto a quella contemporanea.

Grazie al cielo, la grande musica popolare dello scorso secolo riempie ancora le librerie di Spotify e quelle fisiche invase dai vinile, ma anche le sale cinematografiche di tutto il mondo.

Ed è proprio questo il senso che viene restituito dal film: Jack nonostante le differenti epoche, la diversa etnia, l’avanzare progressivo della tecnologia digitale rispetto al secolo scorso, nonostante egli si esibisca da solo e non in un quartetto, ottiene la stessa adesione originale riproponendo unicamente il sound e i testi beatlesiani.
Una parabola mozartiana che fa riflettere sullo stato della musica attuale e su come il passare il tempo non possa in nessun modo influire sulla profondità poetica di un’opera d’arte.

Yesterday
Himesh Patel e la star inglese Ed Sheeran, nel film nei panni di se stesso a testimonianza di un’impossibilità reale di confronto con la generazione artistica precedente

Yesterday è forse anche meglio di un semplice biopic sui Beatles.

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