Il Professore e Il Pazzo

RECENSIONE “Il Professore e il Pazzo”

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Arte, Approvazione, Impegno;  tre parole che si rincorrono durante i 124 minuti di Il Professore e il Pazzo, biografia diretta da P.B. Shemran, e che sembrano incredibilmente perfette per descriverlo.

Arte: perché di arte si parla, quando hai di fronte un film come questo
Approvazione: perché non si può non approvare
Impegno: perché è il filo conduttore del film e dei personaggi che lo compongono. L’impegno nel portare avanti una missione che sembrava impossibile, impegno nel salvare un amico, impegno nell’amare i libri e nell’affrontare le difficoltà della vita.

Quando mi sono presa l’onere di scrivere questa recensione non avrei mai pensato che mi sarei trovata in difficoltà. Soprattutto dal momento che non ho altro che parole di lode per un film che ha saputo catturare la mia attenzione dal primo all’ultimo minuto e che mi ha entusiasmato come pochi, spingendomi a consigliarne la visione a chiunque, persino a colleghi o conoscenti che so perfettamente non amare più di tanto il mondo del cinema.

Non si può semplicemente buttarsi e scrivere qualche riga per descrivere questo film. Il suo cuore pulsante si basa sulle parole, sulla loro etimologia e sul significato, sul peso che spesso diamo per scontato nel linguaggio di tutti i giorni.

Il professore e il pazzo è la vera storia di una straordinaria amicizia, nata per via epistolare e cresciuta negli anni sulle basi di una profonda stima reciproca e sull’umiltà e la grandezza di due semplici, ma complicati, uomini che hanno vissuto vite diverse ma che hanno saputo ritrovarsi e salvarsi a vicenda nei vent’anni che li hanno visti protagonisti di una mastodontica missione: stilare il primo dizionario della lingua inglese, in grado di raccogliere ogni parola fino a quel momento conosciuta, completa di significato, origine e declinazione utilizzata nel tempo, l’Oxford English Dictionary.

James Murray è il modesto padre di sei figli, marito fedele e professore londinese. Fattosi da solo, grazie allo studio e al duro lavoro riceve il prestigioso incarico di redigere il primo dizionario della lingua inglese. Dopo mesi di stallo, l’uomo decide di rivolgersi all’intera popolazione britannica, pubblicando un appello in cui chiede espressamente aiuto per raccogliere tutte le parole sinora incontrate e utilizzate.

Alla richiesta rispondono centinaia di persone, tra le quali spicca il Dottor Minor, medico chirurgo amante dei libri. L’uomo è ora rinchiuso in una struttura psichiatrica per aver ucciso un uomo che egli credeva fosse il suo aguzzino. Tormentato dagli orrori della guerra e dai sensi di colpa per ciò che ha fatto, Minor conferisce nuova linfa al lavoro di Murray che, curioso, decide di incontrarlo, stringendo così una bizzarra ma solida amicizia.

Di contorno ci sono due grandi donne, il punto di riferimento dei due protagonisti. La signora Merret, dapprima ostile, sceglie di aiutare l’uomo che ha strappato ai suoi figli il padre. La signora Murray, invece, sostiene l’operato del marito anche se forse non lo comprende fino in fondo e diventa la spinta che costringe i letterati ad approvarlo.

Difficile quindi non restare affascinati dalla trama e dalla sceneggiatura che fin dalla prima scena intrappolano lo spettatore, che ben volentieri si lascia avvicinare. Desideriamo carpire ogni parola, ogni espressione, ogni cadenza con le quali dialoghi e situazioni si rincorrono sullo sc­hermo. Inoltre, una melodica colonna sonora accompagna le scene, accentuando la passione, l’angoscia, l’entusiasmo che già di per sé la pellicola trasuda.

Il professore e il pazzo è una storia di coraggio, di perdono, di follia, che forse racconta la “solita” intrepida impresa ma che trasmette anche spunti di riflessione. Lo spettatore si chiede chi sia il pazzo tra i due, si commuove e si emoziona davanti ad una sfida a colpi di paroloni, che fanno brillare gli occhi dei protagonisti e regalano anche qualche risata.

E se la trama continua a non convincervi fino in fondo, cos’altro può farlo se non l’elenco dei magistrali artisti che mettono in atto la storia? Gibson e Penn non hanno certo bisogno di presentazioni, ma forse l’interpretazione che hanno mostrato in questa pellicola sì. Sean Penn ha di nuovo dimostrato di essere un attore di calibro straordinario, in grado di calarsi nei ruoli più disparati: il suo dottor Minor ha una personalità fragile, ferita, ma allo stesso tempo coriacea e affascinante. Gibson, invece, spinge lo spettatore ad immedesimarsi nel suo personaggio curioso, vivace, buono e intelligente. Egli è travolto dall’onerosa responsabilità di “istruire” le generazioni future e sorprendere quelle contemporanee fronteggiando giochi di potere e ignoranza.


Da non sottovalutare anche la bella Natalie Dormer, meglio conosciuta come la Margaery Tyrell di Game of Thrones. La Dormer interpreta la vedova Merret, forte e volitiva, che si avvicina al carnefice del marito e lo perdona.

Un grazie va a Mel Gibson, che vent’anni fa è incappato nel libro L’assassino più colto del mondo, e ha creduto nella sua purezza. Ne ha acquistato i diritti e ne ha fatto un grandioso film che merita di essere visto da tutti coloro che amano il mondo dei libri e non.

Il professore e il pazzo vi aspetta al cinema dal 21 Marzo. Non perdetevelo.

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