David Di Donatello

David di Donatello 2019: Dogman è il miglior film, Alessandro Borghi il miglior attore. Tutti i vincitori e i momenti principali della serata

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David di Donatello 2019: Dogman di Matteo Garrone è il protagonista indiscusso

che tuttavia non riesce a strappare ad Alessandro Borghi l’ultima statuetta

Si è svolta nella serata del 27 marzo la 64ª edizione dei David di Donatello, condotta da Carlo Conti per premiare il meglio del cinema italiano dell’ultimo anno.

Un’edizione ricca di titoli contesi dalle manifestazioni che l’hanno preceduta, dal vincitore dell’Oscar alla sceneggiatura Chiamami col tuo nome a Dogman di Matteo Garrone premiato a Venezia e chiamato a rappresentare l’Italia nella corsa agli Academy di quest’anno. Si passa per i premi speciali alla carriera con Tim Burton e Dario Argento, passando per Uma Thurman e l’immancabile in memoriam dei grandi nomi del cinema perduti nell’ultimo anno.

Vediamo insieme le candidature e i vincitori di questa edizione che non è mancata di sorprese ma soprattutto di volti chiaramente emozionati e discorsi pesati per far breccia nella nostra coscienza.

Ecco la lista:

Miglior film

Chiamami col tuo nome (Call me by your name), Luca Guadagnino

Dogman, Matteo Garrone

Euforia, Valeria Golino

Lazzaro Felice, Alice Rohrwacher

Sulla mia pelle, Alessio Cremonini

 

Miglio regista

Mario Martone – Capri-Revolution

Luca Guadagnino – Chiamami col tuo nome

Matteo Garrone – Dogman

Valeria Golino – Euforia

Alice Rohrwacher – Lazzaro felice

 

Miglior regista esordiente

Alessio Cremonini – Sulla mia pelle

Luca Facchini – Fabrizio De André – Principe libero

Simone Spada – Hotel Gagarin

Fabio e Damiano D’Innocenzo – La terra dell’abbastanza

Valerio Mastandrea – Ride

 

Miglior sceneggiatura originale

Ugo Chiti, Massimo Gaudioso, Matteo Garrone – Dogman

Francesca Marcian, Valia Santella, Valeria Golino – Euforia

Fabio e Damiano D’Innocenzo – La terra dell’abbastanza

Alice Rohrwacher – Lazzaro felice

Alessio Cremonini, Lisa Nur Sultan – Sulla mia pelle

 

Miglior sceneggiatura non originale

Luca Guadagnino, Walter Fasano, James Ivory – Chiamami col tuo nome

Stephen Amidon, Francesca Archibughi, Paolo Virzì, Francesco Piccolo – Ella & John (The Leisure Seeker)

Stefano Mordini, Massimiliano Catoni – Il testimone invisibile

Zero Calcare, Oscar Glioti, Valerio Mastandrea, Johnny Palomba – La profezia dell’armadillo

Luca Miniero, Nicola Guaglianone – Sono tornato

 

Miglior produttore

Howard Rosenman, peter Spears, Luca Guadagnino, Emilie Georges, Rodrigo Teixeira, Marco Morabito, James Ivory – Chiamami col tuo nome

Archimede, Rai Cinema, Le Pacte – Dogman

Agostino Saccà, Maria Grazia Saccà e Giuseppe Saccà per Pepito Produzioni, con Rai Cinema – La terra dell’abbastanza

Carlo Cresto-Dina per Tempesta con Rai Cinema in coproduzione con Amka Films Productions, Ad Vitam Production, KNM, Pola Pandora – Lazzaro felice

Cinemaundici – Lucky Red – Sulla mia pelle

 

Miglior attrice protagonista

Marianna Fontana – Capri revolution

Tina Turco – Il vizio della speranza

Elena Sofia Ricci – Loro (3° David su 4 candidature)

Alba Rohrwacher – Troppa grazia

Anna Foglietta – Un giorno all’improvviso

 

Miglior attore protagonista

Marcello Fonte – Dogman

Riccardo Scamarcio – Euforia

Luca Marinelli – Fabrizio De André – Principe libero

Toni Servillo – Loro

Alessandro Borghi – Sulla mia pelle

 

Miglior attrice non protagonista

Marina Confalone – Il vizio della speranza

Donatella Finocchiaro – Capri-Revolution

Nicoletta Braschi – Lazzaro felice

Kasia Smutniak – Loro

Jasmin Trinca – Sulla mia pelle

 

Miglior attore non protagonista

Edoardo Pesce – Dogman

Massimo Ghini – A casa tutti bene

Valerio Mastandrea – Euforia

Ennio Fantastichini – Fabrizio De André – Principe libero

Fabrizio Bentivoglio – Loro

 

Miglior autore della fotografia

Nicolaj Brüel – Dogman

Michele D’Attanasio – Capri-Revolution

Sayombhu Mukdeeprom – Chiamami col tuo nome

Paolo Carnera – La terra dell’abbastanza

Hélène Louvart – Lazzaro felice

 

Miglior musicista

Apparat e Philipp Thimm – Capri-Revolution

Nicola Piovani – A casa tutti bene

Nicola Tescari – Euforia

Lele Marchitelli – Loro

Mokadelic – Sulla mia pelle

 

Miglior canzone originale

L’invenzione di un poeta, Nicola Piovani, Aisha Cerami, Tosca – A casa tutti bene

Araceae, Apparat, Philipp Thimm, Simon Brambell – Capri-Revolution

Mystery of Love, Sufjan Stevens – Chiamami col tuo nome

‘A speranza, Enzo Avitabile – Il vizio della speranza

‘Na gelosia, Lele Marchitelli, Peppe Servillo, Toni Servillo – Loro

 

Miglior scenografo

Giancarlo Muselli – Capri-Revolution

Samuel Deshors – Chiamami col tuo nome

Dimitri Capuani – Dogman

Emita Frigato – Lazzaro felice

Stefania Cella – Loro

 

Miglior costumista

Ursula Patzak – Capri-Revolution

Giulia Piersanti – Chiamami col tuo nome

Massimo Cantini Parrini – Dogman

Loredana Buscemi – Lazzaro felice

Carlo Poggioli – Loro

 

Miglior truccatore

Alessandro D’Anna – Capri-Revolution

Fernanda Perez – Chiamami col tuo nome

Dalia Colli, Lorenzo Tamburini – Dogman

Maurizio Silvi – Loro

Roberto Pastore – Sulla mia pelle

 

Miglior acconciatore

Gaetano Panico – Capri-Revolution

Manolo Garcia – Chiamami col tuo nome

Daniela Tartari – Dogman

Aldo Signoretti – Loro

Massimo Gattabrusi – Moschettieri del re – La penultima missione

 

Miglior montatore

Jacopo Quadri – Natalie Cristiani – Capri-Revolution

Walter Fasano – Chiamami col tuo nome

Marco Spoletini – Dogman

Giorgio Franchini – Euforia

Chiara Vullo – Sulla mia pelle

 

Miglior suono

Capri-Revolution 

Chiamami col tuo nome

Dogman

Lazzaro felice

Loro

 

Migliori effetti speciali visivi

Sara Paesani, Rodolfo Migliari – Capri-Revolution

Rodolfo Migliari – Dogman

Victor Perez – Il ragazzo invisibile – Seconda generazione

Rodolfo Migliari, Monica Galantucci – La Befana vien di notte

Simone Coco, James Woods – Loro

Giuseppe Squillaci – Michelangelo – Infinito

 

Miglior documentario

Arrivederci Saigon, regia di Wilma Labate

Friedkin Uncut, regia di Francesci Zippel

L’arte viva di Julian Schnabel, regia di Pappi Corsicato

La strada dei Samouni, regia di Stefano Savona

Santiago, Italia, regia di Nanni Moretti

 

Miglior film straniero

Roma, regia di Alfonso Cuarón 

Bohemian Rhapsody, regia di Bryan Singer

Cold War (Zimna wojna), regia di Paweł Pawlikowski

Il filo nascosto (Phantom Thread), regia di Paul Thomas Anderson

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri (Three Billboards Outside Ebbing, Missouri), regia di Martin McDonagh

Miglior cortometraggio

Frontiera, regia di Alessandro Di Gregorio

Il nostro concerto, regia di Francesco Piras

Im Bären, regia di Lilian Sassanelli

Magic Alps, regia di Andrea Brusa e Marco Scotuzzi

Yousef, regia di Mohamed Hossameldin

 

David dello spettatore

A casa tutti bene, regia di Gabriele Muccino

David speciale

Tim Burton – alla carriera

Dario Argento

Francesca Lo Schiavo

Uma Thurman

 

Gli highlights della serata

Premiata da Raul Bova, attualmente impegnato negli Stati Uniti con un progetto di Netflix, Elena Sofia Ricci riceve il suo 3° David con Loro, senza però fuggire l’emozione rivolta alla crew ma soprattutto alle sue figlie, augurando loro e a tutti i giovani di trovare e inseguire la propria passione.

A seguire ritira il suo premio al miglior documentario Nanni Moretti, al 9° David di Donatello su ben 44 candidature ricevute.

Arriva il momento poi della splendida Uma Thurman che riverà il suo David speciale dopo aver consegnato ad Alessandro Borghi il premio per Sulla mia pelle, dedicato a Cucchi e “agli esseri umani che devono essere considerati tali a prescindere da tutto”. L’esordio alla regia di Alessio Cremonini si porta così a casa ben 4 statuette. Segue poi ancora il premio speciale ad un confuso – o amareggiato – Dario Argento che, confessa apertamente, non ne aveva mai ricevuto uno prima ed è forse arrivato troppo tardi.

Ma l’asso piglia tutto della serata è senza ombra alcuna il Dogman di Mattero Garrone che con 9 premi un po’ si cruccia di aver mancato quello al miglior attore protagonista proprio nella serata in cui Marcello Fonte aveva sua madre ad accompagnarlo. Acceso anche il dibattito sulla contesa tra sala e fruizione in tv a cui Garrone ha dedicato parte del suo discorso, in netto contrasto con il ruolo che Netflix ha svolto per Sulla mia pelle di Cremonini.

Il successo internazionale Chiamami col tuo nome, diretto da Luca Guadagnino, si aggiudica intanto 2 David di Donatello per la sceneggiatura di James Ivory già premiata agli Oscar e per la canzone originale di Sufjan Stevens Mistery of Love. Anche Capri-Revolution torna a casa con 2 premi, mentre Il vizio della speranza, acclamatissimo e premiato alla scorsa Festa del Cinema di Roma, se ne aggiudica solo una per la miglior attrice non protagonista Marina Confalone.

Affrettati i premi tecnici al termine della serata, a dare l’ultima spinta a questa edizione è la presenza di Alfonso Cuarón per ritirare di persona il premio al miglior film straniero per Roma, film già vincitore di Venezia 75 e di 3 Oscar su ben 10 candidature ricevute quest’anno.

Dopo una breve commemorazione dei grandi protagonisti del cinema persi nell’ultimo anno, da Olmi a Fantastichini passando per Bertolucci – a cui Conti non poteva che aggiungere l’amico Fabrizio Frizzi, per molti anche la voce di Woody nel lungometraggio Disney Toy Story – , la serata si conclude quindi con il neo presidente Piera Detassis ad annunciarela vittoria (apparentemente indiscussa) di Dogman come miglior film di questa edizione dei David.

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