Shameless 9 finale: è finita per Fiona. L’uscita di Emmy Rossum e l’emancipazione dei Gallagher

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Nel 2011 esordiva negli Stati Uniti una serie maleducata e senza filtri che decideva di raccontare la gente rozza e inaffidabile dei sobborghi di Chicago. Realizzata per Showtime da John Wells, Shameless US è la versione statunitense dell’omonima serie britannica creata da Paul Abbott qualche anno prima.

Quando è approdata anche sulle nostre reti non sapevamo cosa pensarne ma la caotica famiglia Gallagher ha in poco tempo invaso lo schermo con rabbia e insolenza mai viste, lasciando poco spazio alle riflessioni di troppo.

Sono trascorse ben nove stagioni da allora e ciò di cui lo show ci ha resi partecipi è una graduale presa di coscienza su tutto ciò che nella vita può andare male prima che possa andare bene.

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                                 “You shut the hell up! I’m a fuc* mermaid.”

Sebbene sia ormai pratica ricorrente del made in USA quella di fronteggiare l’uscita di scena di alcuni personaggi principali prima di ammettere il naturale volgersi alla fine di uno show – vedi i titoli più disparati da The Vampire Diaries e Once Upon a Time fino a The Walking Dead…- Shameless US lo fa con uno stile niente affatto deludente.

Non uno ma ben due dei fratelli Gallagher sono arrivati in questa nona stagione al termine della loro corsa, che poi è solo la vera partenza verso ciò per cui sono stati preparati.

Ian (Cameron Monaghan) e Fiona (Emmy Rossum) hanno regalato allo show ciò che dovevano, inclusa la forza per restare in piedi con un nucleo di personaggi che non sapevamo pensare come autonomi e sufficientemente solidi. Si è trattato di un vero e proprio test per vedere quanto gli altri fratelli potessero sostenere da soli.

L’uscita di Monaghan è avvenuta nel midseason (salvo poi rivederlo nel finale appena andato in onda) della stagione 9, solo una settimana dopo l’annuncio dato dallo stesso attore sul proprio profilo Instagram. L’uscita di Emmy Rossum, invece, era notizia già in estate con anticipo sulla premiere.

Questo finale di stagione ci rende consapevoli di una rivoluzione iniziata già 2 o 3 stagioni addietro con una serie di meticolose catastrofi in grado di oscurarne gli indizi più evidenti come in un malconcio cluedo. Quella dei fratelli Gallagher è una vera e propria storia di emancipazione dal caso, dalla famiglia, dai vincoli della storyline.

Shameless ha dimostrato con la stagione 9 di esserci ancora e di saper gestire una coralità di protagonisti continuamente messi alla prova e significativamente interscambiabili nel ruolo leading che abbiamo troppo spesso associato a Fiona.

Certo, ammetteremo con oggettività che anche qui siamo davanti a dinamiche off-screen che hanno portato gli interpreti Monaghan e Rossum a svestirsi dei loro ruoli, ma basta navigare sui loro profili social per capire quanto i due siano veramente stati segnati dallo show insieme ai loro spettatori.

E allora vogliamo reinterpretare questo finale balzando di nove anni indietro, a quel pilot di cui – ci si potrebbe scommettere – alcuni dettagli non ci verrebbero mai in mente se non ci tornassimo davanti.

Quante volte in nove stagioni avete sentito Fiona o Lip, per esempio, riferirsi a Frank come papà? Voglio essere più chiara: quante volte abbiamo sentito Fiona rivolgersi a lui come tale?

Nel pilot di Shameless, che ci crediate o meno, Fiona non si è mai riferita a lui come Frank, non lo ha mai chiamato con un termine diverso da quello che invece gli è così lontano. Dad, papà. Certo è buffo, eppure Frank e la sua figlia maggiore vanno dal primo momento in direzioni inversamente proporzionali secondo cui all’avanzare dell’una c’è una costante regressione dell’altro.

E’ significativo in questo finale il momento in cui i due si rivolgono le ultime parole di spalle, senza guardarsi negli occhi, soprattutto perchè lo fanno con la lucidità che mancava nell’incipit di quei nove anni prima.

 

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-“Hai fatto un buon lavoro. Monica non era fatta per questo, tu ti sei fatta avanti e hai aiutato. Grazie.” –“Aiutato. Ho fatto tutto io, Frank.”

E proprio con il pilot Shameless esordiva servendosi della voce di Frank per presentare l’intera famiglia:

“Fiona, la mia roccia, enorme aiuto, ha le migliori doti di sua madre. Eccetto essere una str* piscotica.”

E ancora, già nella 9×12 che precede la ripresa di Fiona dopo la catastrofe, Frank si rivolge a Lip così:

“Dovresti trascorrere meno tempo ad incolparla e più a ringraziarla.         Per cosa? E’ dura crescere sei ragazzi da sola.”

Ma in questi sei forse non sapremo mai se Frank stava conteggiando anche la figlia maggiore o proprio se stesso.

Insomma, la serie ha voluto ripercorrere in pochi episodi la maturazione di Fiona avvenuta durante i nove anni della serie. E lo ha fatto anche grazie a Frank che, anno dopo anno, si è distaccato sempre di più da una qualsiasi forma di figura paterna.

Dopo essersi sacrificata per i suoi fratelli Fiona sceglie finalmente se stessa, ma lo fa solo dopo aver capito che emanciparsi dal South Side non significa ergersi su di esso o respirare nei quartieri più fancy, bensì riconoscere la propria storia e le proprie debolezze, toccando il fondo prima di realizzare che ci siamo meritati qualsiasi possibilità abbiamo ancora davanti.

Il segreto, però, è quello di disabituarsi. Quante volte sentiamo dire che la felicità sta fuori dalla nostra zona di comfort? Perchè sì, la disperazione è la comfort zone di Fiona, dove può deliberatamente sbattere la testa e sentirsi giustificata, nessuno la biasimerebbe. Quando si confida con Ian, infatti, sta cercando per l’ultima volta un vicolo cieco da prendere a pugni, ma la verità è che quella seconda possibilità (“e una terza, e una quarta…” sottolinea V) lei se l’è meritata e ormai ne sarà perseguitarla finchè non deciderà di coglierla.

Shameless
“Dovresti andare. Dovresti andartene, ca*. Te lo meriti. Dovresti andare il più lontano che puoi.[…]Vai più lontano che puoi e non guardare mai indietro, okay?”
E se l’incontro tra i due può apparire dettato solo dall’impellenza a regalare l’ultimo frame dei due fratelli, non dobbiamo però lasciarci ingannare.

Certo, nel midseason Fiona non ha fatto in tempo a salutare Ian ed è vero anche che entrambi i personaggi hanno bisogno di salutare il pubblico, ma se facciamo lo stesso salto di prima possiamo vedere di più.

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-“Devi essere stanca di occuparti di tutti.”-“Almeno posso. Vuol dire che sono desiderata.”-“Cristo, Fiona. Se tutto ciò che vuoi è che ci sia bisogno di te, allora congratulazioni. Ti sei trovata un lavoro per la vita con questo buffone [Frank].”
Ian era poco più che un bambino ma aveva gettato una miccia che è poi rimasta nascosta sotto al tappeto a bruciare fino a questa stagione.

Questo intero discorso, però, non varrebbe nulla se non sottolineassimo ciò che significa per i Gallagher che restano.

Per quanto ogni giovane Gallagher avrà sempre bisogno dei suoi fratelli, ognuno di loro adesso sa come badare a se stesso. Ciò non è accaduto all’improvviso e non è accaduto perchè sono semplicemente cresciuti, ma perchè Fiona gli ha fornito tutti i modelli – giusti e sbagliati – a cui guardare.

È il momento, adesso, in cui ognuno di loro può iniziare a vivere piuttosto che sopravvivere, camminare a testa alta piuttosto che spintonarsi tra la discutibile realtà del ghetto. È un modo come un altro, quello di Shameless, di dire che non esistono luoghi malvagi ma persone che si lasciano condizionare da essi.

Ian, prima di tutti, ha accettato le conseguenze delle proprie azioni ed è stato ricompensato da un lieto fine che ha sicuramente il sapore un po’ inverosimile del fanservice, ma non si può condannare quando è coerente con l’assurdità del South Side che amiamo.

Debbie è in grado di gestire una bambina e una casa intera, Lip ha tutte le basi per essere il padre che Frank non è mai stato, Carl potrebbe diventare il più grande successo di casa Gallagher. Persino Liam ha già imparato a prendersi quello che vuole.

Al termine del finale mi è stato detto: “Sono titubante. Mi è piaciuto il finale di Fiona ma non capisco perchè non se ne vanno tutti da lì“.

La risposta è sorta poi in maniera naturale, quasi ovvia. Perchè ci sono nati. E’ il loro habitat e hanno imparato a sopravviverci, ma Fiona no. Fiona non ci è mai veramente riuscita perchè ha dovuto annullarsi per i suoi fratelli, che poi hanno potuto cogliere i frutti del suo sacrificio. Solo adesso la maggiore di casa ha la possibilità di riscattarsi, dopo essersi concessa alla debolezza che avrebbe dovuto provare molto tempo prima come i suoi fratelli.

“Mi fido di te. Per me è qualcosa di più grande di un ‘ti amo’. E’ un impegno maggiore. E io mi fido di te.”

Fiona Gallagher ha attraversato ogni fase possibile dalle prime stagioni che la vedevano assuefatta al ruolo di tutore quanto dipendente dalle relazioni sbagliate di cui ci ha resi partecipi. All’ennesima delusione ha scelto poi un totale distaccamento emotivo da cui maturava già la fase successiva: nella premiere della stagione 8 esordiva con la necessità di una relazione stabile. Con la chiusura del profilo su Tinder l’abbiamo vista quindi esente da ogni relazione – ne abbiamo fatta di strada dalla lavatrice che ancora sopravvive a casa Gallagher’ – fino all’incontro con Ford, che però ci ha depistati ancora una volta.

Fiona non necessita di radici ma di quella leggerezza negatagli quando era solo una ragazzina, ed è bellissimo – voglio aggiungere – vedere che in realtà il volto di Emmy Rossum non è cambiato per nulla in nove stagioni, tanto da farci immaginare che quel treno lo abbia preso molto tempo prima.

Con il suo nono season finale, quindi, Shameless indubbiamente chiude un’era ma si apre contemporaneamente alla sua storia più vera: l’incognita a cui tutti dovremmo andare incontro senza rancori e senza freni.

E’ inevitabile che quando i nostri personaggi preferiti escono di scena il destino di una serie inizia a metterci in difficoltà, ma se dovesse avverarsi una teoria secondo cui ognuno di loro uscirà di scena a tempo debito allora possiamo solo sperare che questo sia l’inizio di un finale di serie straordinario. Speriamo solo che ciò avvenga prima che Franny abbia compiuto 19 anni.

Shameless US è stato già rinnovato per una stagione 10 e pare che Cameron Monaghan tornerà regolarmente nei panni di Ian come suggerisce già la sua presenza in questo finale. Uno scherzo che potrebbe confermare la teoria appena espressa.

Ma pensavate avessimo finito? Per non dimenticare, salutiamo Fiona ed Emmy Rossum anche così, in pieno stile Shameless:

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