RECENSIONE Captain Marvel

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“Thank You Stan.”

Quando un film come Captain Marvel inizia con questa frase, ripercorrendo i cameo del suo creatore, non si può non amare.
Sarò sincera, da questo film mi sarei aspettata tutto, tranne una cosa simile.
Quando nel mondo Marvel sono state introdotte le donne come vere eroine e non sono come compagne di vita, Natasha Romanoff per citarne una, la donna era quasi una macchina da guerra.
Una come Natasha, programmata solo per uccidere, è quanto meno umano si possa immaginare.
Per quanto amato come personaggio non è mai stato troppo empatico o emotivo, nonostante l’immenso bagaglio che si porta appresso.

La luce, il vero cambiamento si è visto a malapena con Wanda e la sua giovanissima debolezza, difficile da controllare e spesso troppo invasiva, ma Captain Marvel è proprio un discorso a parte.

Carol Danvers è quanto più umana si possa mai immaginare, con tutte le sue fragilità e le sue debolezze.

È una supereroina non molto familiare col termine, in pieno contrasto con la vita che la circonda.
Captain Marvel si apre così, con una ragazza confusa ma determinata solo a combattere, senza sé e senza ma.
Carol è un personaggio senza identità, senza un passato e senza legami, con un solo obiettivo: combattere. È un personaggio in cui ci si può facilmente identificare, quasi terreno.
Non pensavo, ma mi è piaciuta davvero tanto e credo sarà presto nella mia top ten dei personaggi Marvel.

Non so spiegarlo, ma forse Carol sotto molti aspetti è un qualcuno a cui si può aspirare senza difficoltà, onda energetica a parte ovviamente.
Carol Danvers è umana, come nessun supereroe è mai stato, nemmeno Steve Rogers.
Sarò sincera, l’inizio del film non mi ha entusiasmata più di tanto, perché mi sembrava una dei tanti supereroi passati di lì.

Dopo 11 anni e 19 film mi sembrava di trovarmi davanti all’ennesima ragazza con problemi comportamentali ma nulla più, con la ribellione e la spavalderia tipica di questo universo, la sfacciataggine travestita da coraggio.
Che dire, mi sbagliavo.
So di quante polemiche ci sono state in questi mesi, ma Captain Marvel è davvero un film che esalta a pieno la vera essenza della donna, senza renderla invincibile o insensibile.

Carol è sicuramente un personaggio complesso, che al suo interno ingloba qualsiasi sfumatura del girl power.

E fate attenzione, questo film non è assolutamente politically correct, non vuole sicuramente proclamare il femminismo al di sopra di tutto perché oggi va di moda, anzi, tutt’altro.
Non vuole mostrare la donna come macchina spacca tutto, ma bensì in un modo molto più semplice: uguale all’uomo.
Captain Marvel è un film dove le distinzioni di sesso non prendono mai pieno controllo della situazione, se non quando si sottolineano i classici luoghi comuni delle donne sempre in secondo piano rispetto ad uomo per quanto riguarda pilotare un aereo.
È un film con una forte preponderanza femminile, ma con una compagine maschile di tutto rispetto.
Trovo che abbiano fatto tutti un ottimo lavoro, da Brie Larson a Samuel L. Jackson a Jude Law.
Brie non ha vinto un Oscar per caso e Jude non è sicuramente il primo che passa, questo va sottolineato, ma sono riusciti a creare una caratterizzazione dei personaggi intensa e unica, rendendo loro questi personaggi in una maniera quasi intima.

Ho davvero amato il grande lavoro che hanno fatto, perché credetemi che si vede.

In realtà mi è piaciuto proprio l’assemblaggio del cast in generale, con queste storie che come piccoli tasselli sono andati a formare un puzzle perfetto.
Dalla bambina al gatto, ognuno ha avuto un suo ruolo.

Captain Marvel

Sicuramente a noi veterani Marvel un Coulson in erba o un Fury con entrambi gli occhi risultano intriganti, ma dietro c’è ben altro, basti pensare ad un piccolo quadrupede peloso come coprotagonista.

Dà a Nick Fury una sfumatura mai vista, molto più vicina allo spettatore di come non lo sia mai stato.

In linea generale ho apprezzato la trama perché è lineare, dà spiegazioni a qualsiasi cosa, e dopo Infinity War non creare altri quesiti è fondamentale alla buona riuscita del franchise e al fine stesso del film. Infatti Captain Marvel è apparentemente fine a se stesso, ma con tante dietrologie. Ho davvero adorato il fatto che non si siano persi cercando di fare l’ennesimo film che ti tiene appeso fino all’ultimo, perché non avevamo bisogno di questo.
È tutto un mix dei precedenti filoni Marvel, riprendendo l’ironia sperimentata in Thor e la profondità argomentativa toccata in Black Panther.

Ma, cosa c’è di più bello per me in Captain Marvel è un’altra cosa: da un senso a tutto il mondo Marvel conosciuto fin ora.
Captain Marvel è esattamente tutto quello di cui abbiamo sempre avuto bisogno senza saperlo.
Ci serviva per capire tutto, specie l’importanza della scena finale di Infinity War.

Potrei citare il Tesseract, per dirne una, ma questo film mi è proprio piaciuto, ha dato senso a tutto.

Questo salto negli anni ’90 è un po’ come un ritorno alle origini da un sapore completamente diverso.

Infatti, anche il villain non è scontato.
Insomma, fino ad adesso la distinzione tra bene e male è stata decisamente netta, chi non avrebbe pensato agli alieni col mento alla Thanos come cattivoni del momento?

In questo caso i due mondi si sovrappongono, andando a delineare dei contorni sfumati, fino alla dura e cruda verità: non tutti i cattivi sono degni di tale nome.Gli Skrull sarebbero stati sì il villain perfetto, ma incredibilmente scontato.
Diciamo che un Jude Law controverso, presentato come paterno e amorevole, rappresenta sicuramente una strada più sconosciuta ed intrigante.

Captain Marvel mi ha conquistata nella sua semplicità, nel suo arrivare direttamente alla parte più sensibile delle persone senza bisogno estremo di piangere o di creare drammi inutili.

È un film profondo e ricco di insegnamenti, consapevole di esserlo e di non dover ostentarlo.

Captain Marvel nonostante segua una linea diversa dai suoi “colleghi” si è amalgamata al meglio con questo mondo, rendendo oltre che indispensabile anche significativa la sua presenza in Endgame.
Chris Evans e Scarlett sono stati sicuramente la sorpresa dei titoli di coda ma concedetemelo, non vedo l’ora di vedere Captain Marvel coi suoi Avengers.
Perché sono suoi, tutto nasce grazie a lei.
E forse, non abbiamo ancora ringraziato abbastanza Nick Fury per questo.

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