Italian pride (1)

#ItalianPride, la rinascita della fiction: Non Mentire

#ItalianPride IN EVIDENZA ORIGINALI
Share

“#ItalianPride: la rubrica pasta pizza e mandolino.

In un’industria italiana reduce da grandi successi e ricca di piccole perle, Italian pride porta alla scoperta dell’orgoglio italiano di ieri e di oggi, perché la nostra cultura non è completamente scomparsa.”


A chi mai verrebbe in mente di parlare di fiction italiana nel 2019?

Insomma, bisogna essere onesti, oltre qualche piccola eccezione su Netflix e serie estremamente longeve, quanti anni sono che l’Italia non produce un buon prodotto?

Beh, come dice Alessandro Borghi, sicuramente il cinema e l’industria italiana non sono nel massimo del loro splendore, ma forse qualcosa sta per cambiare.

In una tv contaminata da trash, reality ben poco reali e programmi con contenuti spiccioli, forse, è apparso uno spiraglio.

Mediaset, dopo anni che quella che può essere definita tv spazzatura, ha deciso di puntare di nuovo sulle fiction.
Ed è da questo che nasce Non Mentire.
Tre serate, niente di troppo pretenzioso, di una serie remake di Liar, già arrivato nel belpaese in versione originale.
Ma questa volta si è rifatto tutto, con attori e produttori italiani.
Così, dall’oggi al domani, ci si ritrova davanti una delle serie più avvincenti mandate in onda negli ultimi anni.

Italian

“Nessuno sa mai la verità”

Non Mentire è un thriller complesso, strutturato in maniera tale che la verità non sia mai limpida e comprensibile. Lo spettatore ci si deve immergere a pieno, fare mille teorie, complice anche l’influenza a stelle e strisce, per poi scoprire una parte di verità.
Esatto, solo una parte, perché nessun dubbio sarà mai chiarito fino in fondo.

Non Mentire fa appassionare lo spettatore e lo tiene in sospeso una settimana, fino al sorprendere ma chiaro finale: tanti colpi di scena, poche sorprese vere e proprie.
È una serie fatta per arrivare al sodo, ma d’altronde con solo tre puntate ci si può aspettare soltanto questo. È un gioco di inquadrature, alternate tra una Torino illuminata di notte e paesaggi aperti, in totale contrasto con la città, come può essere un lago.
Che dire poi, quando la canzone di apertura è Zombie dei Cranberries una chance bisogna darla per forza.

Ma la vera punta di diamante sono gli attori.
Alessandro Preziosi e Greta Scarano non sono conosciuti su così larga scala, ma diciamo che non hanno iniziato ieri a fare gli attori.
Il primo è stato il sogno adolescenziale/infantile di buona parte delle ragazze degli anni ’90, con il ruolo di Fabrizio Ristori in Elisa di Rivombrosa, lei vincitrice del Nastro d’Argento per Suburra.

non mentire

I due non saranno mai una coppia vera e propria, ma sullo schermo riusciranno a creare una sinergia fatta di odio, un sentimento tanto difficile quanto l’amore. Saranno legati da questo filo sottile, pronto a spezzarsi al minimo sollecito.
Entrambi si ritrovano ad interpretare due personaggi obiettivamente complessi, problematici ma anche apparentemente normali, con una vita impeccabile.
Lei maestra precaria, lui chirurgo di successo.

Alessandro e Greta hanno offerto una performance incredibile, portando sullo schermo tutta la loro bravura: se la suspence rimane fino alla fine, il merito va soprattutto a loro.
È difficile interpretare il colpevole, ma è anche complesso interpretare la vittima, specialmente quando la linea che li divide è talmente sottile da scomparire.
Se non si è saputo chi ha mentito per buona parte della serie è stato grazie alla versatilità ed espressività dei due attori, un minuto prima fragili e quello dopo talmente inquietanti da preoccupare con uno sguardo.
Ma la cosa che più ho apprezzato è come sia stato rappresentato un argomento delicato come lo stupro in tutte le sue sfaccettature dell’età moderna.

Non è un caso che nei social network, i “se l’è cercata” scritto tra migliaia di commenti prendano rilevanza e la paura di denunciare.
Non Mentire ha portato sullo schermo la dura realtà, dove la vittima avrà sempre qualcosa da recriminarsi, che sia la gonna troppo corta o il bicchiere di troppo.
Ha portato nella maniera più spontanea possibile la differenza di credibilità, data da un determinato ceto sociale o qualche visita di troppo dallo psicologo.

Ma soprattutto, ha portato sullo schermo l’incredibile importanza del consenso.

Ha sottolineato come un “No” non abbia tanti significati diversi, come il consenso sia sottovalutato ed interpretato come poco accattivante, ma anche mostrato come il consenso renda davvero speciale un rapporto.
Ed è questo che andrebbe visto oggi in tv.

Quindi cari seriofili, riacquistate speranza, forse la fiction tricolore è pronta a ripartire.

Se volete sapere eventuali sviluppi per una nuova stagione seguite Non Mentire Fiction FanPage

Per rimanere sempre aggiornati sulle novità, seguiteci sulla pagina Facebook, sul gruppo dedicato a Cinema&TV, sul Canale Telegram e sugli altri social. Se avete suggerimenti o volete entrare a far parte del nostro team, inviateci una e-mail oppure contattateci sui nostri social.