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RECENSIONE The Walking Dead 9×11

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Se dovessi rappresentare visivamente l’andamento di questa nona stagione di The Walking Dead utilizzerei probabilmente l’elettrocardiogramma di un paziente con aritmia. Un episodio buono – due meno buoni; due coinvolgenti – uno meno; e così via, alternandosi costantemente. Bounty fa parte degli episodi buoni.

L’episodio si apre con un flashback che ci riporta indietro a tempi in parte più felici, quando Jesus era ancora in vita e Maggie era ancora alla guida di Hilltop. Ezekiel finalmente può mettere su carta il suo sogno di vedere le comunità unite nella forma di uno statuto che è il collegamento che riporta l’azione nel presente.

Mentre Ezekiel, Carol e altri abitanti del Regno compiono una spedizione in un cinema, Hilltop è ancora alle prese con la temibile Alpha.

PROMOSSI

Alpha: Alpha non ha fatto altro che parlare – o meglio sussurrare – eppure ogni volta che viene inquadrata un po’ ci ghiaccia il sangue nelle vene. Alpha sembra quasi uscita da Mad Max. Il modo impassibile con cui ordina a una donna del suo gruppo di lasciare che il proprio bambino venga divorato dai walkers rivela la sua follia, la completa disumanità. Nella visione distorta di Alpha, i Sussurratori sono animali che vivono tra i morti e “vivere tra i morti significa vivere in silenzio”. Chi non è in grado di farlo non sopravvive: è la selezione naturale.

La freddezza di Alpha e la follia che si legge nei suoi occhi e nei suoi gesti apparentemente calmi prospettano una villain degna dei suoi predecessori più illustri.

Daryl: come già accennavo nella recensione dello scorso episodio, sono contenta che Daryl stia assumendo sempre di più il ruolo di leader ritrovando la centralità che aveva perso da tempo. In particolare mi piace che lui stia affrontando gli eventi con senso del dovere, ma anche mettendo in discussione le sue posizioni. Lo dimostra per esempio il fatto che abbia deciso di andare a cercare Henry, il quale sembra avere una certa propensione a mettersi nei guai. Henry, in un certo senso, lo ha posto di fronte al fatto che la nuova generazione non può più accontentarsi di sopravvivere e basta, ma ha necessità di cominciare a vivere anche rischiando.

Di Daryl ho anche apprezzato la preoccupazione che ha nei confronti di Lydia, costretta a tornare dalla madre violenta. Daryl sa cosa significa crescere con un genitore violento e ho apprezzato che venisse nuovamente posto l’accento su questa cosa che li accomuna.

Cinema: la parte di episodio dedicata alla spedizione di Ezekiel ha rallentato un po’ il ritmo e diminuito l’interesse. Tuttavia, ha il pregio di aver posto nuovamente l’accento sull’importanza di ricostruire partendo anche dalla cultura e dall’arte. Ezekiel infatti è intenzionato a recuperare una lampada da proiettore in modo tale che alla fiera che sta organizzando le persone possano perdersi nella magia del cinema ormai quasi dimenticata o per i bambini addirittura mai conosciuta. Così come già aveva fatto parlando del violino di Luke, The Walking Dead ha ricordato quanto l’arte e la cultura siano importanti per creare comunità e per vivere invece che semplicemente sopravvivere, quello che sembra un po’ il tema ricorrente a cui lo show si sta dedicando.

Nell’attesa che lo scontro con i Sussurratori entri nel vivo, mi auguro che The Walking Dead riesca ad approfondire questo nuovo gruppo di antagonisti come merita. 

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