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Oscar 2019: Spike Lee tra “black power” e autisti maligni

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Gli Oscar 2019, raggiungendo vari record storici per gli afroamericani nominati e premiati, si sono conclusi tra messaggi politici e antirazzisti.

A far notizia, questa volta, è l’iconico Spike Lee che porta a casa una statuetta come miglior sceneggiatura non originale per BlacKkKlansman e non perde occasione per lanciare un messaggio agli elettori americani in vista delle Presidenziali del 2020, accompagnato da un breve excursus sul passato degli afroamericani del paese.

Ecco le sue parole:

Il mondo di oggi è pura ironia. La data, il 24. Il mese di febbraio, il più breve dell’anno, il mese della Storia dei Neri. L’anno, il 2019. L’anno, il 1619. La Storia, la sua storia. 1619, 2019, 400 anni. Quattrocento anni fa i nostri antenati sono stati rubati all’Africa e portati a Jamestown, in Virginia, per essere schiavizzati. I nostri antenati lavoravano la terra dalla mattina alla sera.

Mia nonna si era laureata, anche se sua madre era una schiava. Mia nonna mise da parte assegni della sicurezza sociale per mandare suo nipote, detto Spikey poo, al Morehouse College e alla NYU Film. La NYU!

Davanti al mondo stasera voglio ringraziare i nostri antenati che ci hanno aiutato a costruire questo paese facendolo diventare quello che è oggi, insieme al genocidio del suo popolo nativo. Se ci ricollegheremo tutti con i nostri antenati avremo amore, saggezza e riavremo la nostra umanità. Sarà un momento potente. L’elezione del 2020 è dietro l’angolo: mobilitiamoci, stiamo dalla parte giusta della storia. Facciamo la scelta morale dell’amore contro l’odio. Facciamo la cosa giusta! Sapevate che avrei detto questa cosa…

Il giornalista Andrew Dalton dell’Associated Press ha raccontato di aver visto Lee nel tentativo di abbandonare la sala mentre Green Book stava per vincere la statuetta, per poi essere fermato dalla sicurezza; subito dopo è tornato al suo posto, ma dando le spalle ai premiati.
Il regista in seguito ha commentato la vicenda dicendo: “Ogni volta che qualcuno guida qualcosa, io perdo”. Un chiaro riferimento agli Oscar del 1989 dove il suo “Fa’ la cosa giusta” perse in favore di “A Spasso con Daisy”.

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