RECENSIONE Chicago P.D 6×13

Chicago P.D. RECENSIONI SERIE TV
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Che episodio meraviglioso ha partorito Chicago P.D questa settimana.

Devo dirlo, tra tutte le tre serie Chicago questa al momento è assolutamente la mia preferita, senza se e senza ma.

Non so precisamente chi ci sia dietro la baracca ora che Haas è passato solo a Fire, ma devo ammettere che sta facendo un lavorone.

Chicago P.D negli anni precedenti ha sempre avuto problemi a manovrare i personaggi ma finalmente quest’anno c’è spazio per tutti.

Ognuno riesce a raccontare la propria storia, ognuno ha la sua puntata stand-alone, o almeno è coinvolto nelle dinamiche.

Ringrazio davvero che sia avvenuto questo salto di qualità perché era esattamente ciò che mancava alla serie per essere ottima.

Chiunque abbia letto le mie recensioni sa che io amo profondamente gli episodi con tematiche attuali, quindi quale migliore di questo?

È stata trattata una tematica che specialmente a Chicago è molto delicata, ma apprezzo come abbiano lasciato sbagliare entrambi i personaggi e non solo uno, evitando così etichette come “Nero buono bianco cattivo” (passatemi ovviamente i termini).

È stata fatta una scelta oculata, spiegando cosa c’è che non va nel sistema americano ma si è anche rientrati in un politically correct quasi accettabile, perchè è sbagliato etichettare come colpevole solo una parte della storia.

Credo che il personaggio di Kevin sia estremamente funzionale a questo obiettivo, proprio per la sua neutralità e la sua appartenenza a due mondi che a Chicago sembrano collidere sempre più.

Apprezzo come finalmente in Chicago P.D anche Atwater abbia un ruolo degno di tale nome.

Sarò sincera, non mi ha mai fatto né caldo né freddo come personaggio, ma mai come questa stagione ho cominciato a rivalutarlo.

Ho anche rivalutato le capacità recitative di LaRoyce, che sicuramente merita tutto il tempo che gli stanno dedicando.

Sto anche apprezzando più del solito Hank, mi sembra una persona completamente rigenerata.

Diciamo che sto cambiando punto di vista su di lui, da capo intransigente a vera guida e padre per tutti i suoi pupilli.

Inutile evidenziare che l’intelligence sia davvero una cosa a parte, ma credo che ogni singola persona all’interno dell’unità abbia un qualcosa di speciale e Hank farebbe di tutto per proteggerli uno ad uno.

Credo che anche lui stia iniziando ad essere più pragmatico e riflessivo, studiando molto più attentamente le sue mosse.

Non vedo l’ora di vedere la vendetta contro quel maledetto candidato singolo, odio.

Chicago Pd

Motivo per cui amo già Ray.

A parte che per me lui sarà sempre e solo Robert Zane, ma trovo che sia un attore che trasuda badass da tutti i pori, come pochi riescono a fare.

Per il momento, i’m with him.

Alla prossima!

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