RECENSIONE Chicago Fire 7×13

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E niente, dopo questa puntata di Chicago Fire voglio partecipare al Polar Plunge.

Dormo coi calzini d’estate, con 4 coperte d’inverno e non vivo manco troppo al freddo, ma shh.

Ecco sarei così

Scherzi a parte, molto godibile questa puntata di Chicago Fire.

Niente di particolare, di troppo pretenzioso ma tutto sommato non banale e anche abbastanza guardabile.

Alcune scelte mi fanno decisamente storcere il naso, ma ad una certa io non sono l’autrice ma una povera studentessa universitaria che deve adattarsi alle scelte degli altri, e così sia. (Amen)

Credo mi manchi semplicemente una trama di fondo, un qualcosa che colleghi gli episodi che al momento tendono molto allo stand-alone, come le prime stagioni di Law & Order o CSI, per capirsi.

Serve una trama che colleghi tutto, e non saranno sicuramente Severide e Casey che ce la forniranno su un piatto d’argento.

Sono profondamente felice di rivedere questa bromance in azione, ma c’è comunque qualcosa che inevitabilmente stona.

Sostanzialmente credo che stoni rivedere il Severide delle prime stagioni di Fire, senza nessun rimorso o pensiero.

Non fraintendetemi, preferisco sicuramente la sua versione spensierata e libertina, ma credo anche che in questi anni sia cresciuto.

Ha incontrato delusioni cocenti, si è visto sfumare tra le mani il sogno di diventare finalmente papà, si è sposato e ha perso una compagna.

Il personaggio di Severide ha avuto un percorso immenso, e mi dispiace incredibilmente che non venga valorizzato come merita.

Capisco già di più Matt, che è sempre stato quello serio, composto e impegnato, il suo sentirsi arrugginito e fuori contesto, perché è questo il frutto del suo percorso durato ben sette stagioni.

Queste sette stagioni di Chicago Fire non vanno sacrificate in barba ad un episodio sconclusionato, ecco tutto.

Non avrò capito il messaggio, ma Hermann purtroppo non mi è piaciuto.

L’interpretazione di David è da 10+, ma mi ha creato un senso di disagio che non so sinceramente spiegarmi.

Mi ha incredibilmente infastidito l’atteggiamento e avrei saltato volentieri la sua parte, perché ho trovato il suo urlare inconcludente.

Per carità, il concetto della sicurezza stradale è assolutamente promosso, ma il modo in cui è stato affrontato non proprio.

Forse parla la mia gioventù, parla il fatto che per la mia esperienza non mi son mai sentita urlare contro per un tamponamento in macchina, ma mi ha davvero lasciato l’amaro in bocca.

Avrei preferito un discorsone di quelli Fire-style e non tutta sta caciara.

Invece ho apprezzato al massimo la storyline di Emily, perché questo è il messaggio che deve passare.

Lo stalking non è un gioco, né corteggiamento.

Lo stalking è un qualcosa di ossessivo, un comportamento malato che mette irrimediabilmente in un angolo la vittima che non deve mai essere lasciata sola, non importa quanto forte sia.

E che la 51 e Chicago Fire in generale si faccia bandiera di questo messaggio mi fa acquistare speranza negli americani e negli esseri umani in generale.

Più personaggi come Emily Foster, più colleghi come quelli della caserma 51 e perché no, più meritocrazia nel lavoro svolto bene e più fiducia nelle donne in generale.

Ce lo meritiamo.

Alla prossima!

Un saluto alle nostre affiliate ChicagoFire Italia |Taylor Kinney Fans Italia|CaseyEDawson:ChicagoFire Italia | Casey&Severide – ChicagoFire |  One Chicago Daily | Chicago Fire & PD fanclub italia

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