Vikings recensione

RECENSIONE Vikings 5B

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Buonsalve popolo vichingo!

Siamo giunti al finale della seconda parte di Vikings, e devo dire che stiamo un po’ rimpiangendo le scorse stagioni, quelle in cui Ivar era ancora, a modo suo, sano di mente. Quelle in cui Floki faceva il guerriero e non il santone e in cui i figli di Ragnar non si facevano la guerra ma pensavano solo ad espandersi e governare.

Partiamo proprio dalla 5×11: The Revelation.

Non si capisce il motivo di sganciare una bomba come quella di Rollo che confida a Bjorn di essere suo padre. Soprattutto se questa rivelazione non viene considerata per tutto il resto della stagione e anzi, viene praticamente dimenticata.
Insomma, non sputiamo sulla memoria di Ragnar. Se anche l’espressione di Lagertha ci fa capire che potrebbe esserci del vero in quel che Rollo dice, perché la sua paternità su Bjorn non viene mai messa in discussione nelle stagioni precedenti? Anche solo un’eventuale tresca con Lagertha viene a malapena suggerita? No, non ci convince.
Ma andiamo avanti.

Questa 5b ricomincia da dove la 5a si è interrotta: con lo scontro tra Ivar e Bjorn.

Se da una parte il biondo vichingo si ritrova con una nuova moglie e con il desiderio più che mai ardente di riconquistare Kattegat, Ivar è in preda ad una follia senza freni, evento che ci costringe a rivalutare ciò che credevamo gli autori volessero per lui.
Da acuto capo stratega si lascia prendere in giro da una schiava, che non solo lui sposa e proclama regina, ma che inneggia alla sua divinità ingannandolo fino all’ultimo, spingendolo a sfogare la sua sete di sangue anche verso il suo stesso popolo, che lo ama solo per timore.

L’amore insano tra i due li trascina in un baratro senza fine, dove Fredys arriva a dargli un erede illegittimo.

Il Senz’Ossa lo abbandona alla morte perché deforme, compiendo un gesto estremo che lui traduce in misericordia, invece che in pazzia. Proprio come Ragnar aveva quasi lasciato morire lui, Ivar lascia morire il bambino, ed è lì che vacilliamo, notando questa enorme differenza con suo padre. Ed è questo il momento in cui lui perde anche la “fiducia” di Fredys.

Dopo aver dimostrato la sua astuzia sul campo di battaglia, spingendo il fratello alla ritirata, la regina conduce Bjorn e i suoi dentro Kattegat, consentendo loro la vittoria ma trovando la morte fra le braccia di un Ivar tradito e ormai solo, costretto alla fuga per salvarsi la vita.

Ubbe dimostra anch’egli di essere un degno figlio di Ragnar, convertendosi al cristianesimo insieme a Torvi, garantendo un futuro al suo popolo e una terra da coltivare, come voleva suo padre. Ed è qui in Wessex che accade l’impensabile.
Per alcune puntate ho trovato questa storyline più intrigante di quella principale improntata sui vichinghi e non so se sia un buon segno.
Le cospirazioni del fratello del re e l’ascesa di Alfred al trono sono le ultime righe della vita di Judith, che ancora una volta si dimostra pronta a tutto, anche ad uccidere il suo primogenito, per vedere il figlio di Athelstan governare sull’Inghilterra.

Ma tutto questo non aiuta a salvare questa 5b, che appare ad ogni puntata più lenta e priva di significato.

I personaggi vengono quasi del tutto stravolti senza ragione, vengono create storyline che però non vengono portate avanti e perdono di importanza. Insomma, qualcosa non funziona in questa parte di stagione.

Ne è testimone Magnus.

Il figlio illegittimo di Ragnar (???) introdotto nelle prime puntate e lasciato a sé stesso, mentre conosceva quello che credeva essere il suo fratellastro, che l’ha trascinato nella lotta contro Ivar durante la quale è rimasto ucciso.

Mi è parso completamente inutile come personaggio, senza contare che è stato inserito senza scopo, così come senza scopo era il non banale dettaglio della sua cristianità.

E ora tutte le nostre domande a riguardo si sono estinte con lui. Per non parlare della love story più rapida della storia, quella tra Bjorn e la futura sposa di Alfred, che sembrava dover consumare pagine e pagine di copione quando poi si è esaurita in sole due puntate senza aver portato poi a grandi stravolgimenti, se non la “miracolosa” gravidanza della ragazza. E che dire della quasi conversione di Hvitserk al buddismo, che sembrava aver risvegliato il giovane vichingo dall’ignavia, conducendolo ad usare la missione che il fratello gli aveva ordinato come arma, portando il re dalla sua parte contro Ivar? Gli spunti ci sono, non c’è che dire, ma vengono sviluppati male e senza cognizione di causa.


E perfino Bjorn ha avuto una brusca ricaduta,diventando un personaggio dal vocabolario limitato che poco somiglia al fiero guerriero delle scorse stagioni. Ha perso smalto, sembra che l’attenzione degli autori si sia focalizzata solo sulle sue storielle per poi sfociare nell’amore (?) con la vichinga che, perdonatemi, è fin troppo somigliante al suo amore d’infanzia, Porunn.


E poi ci sono Lagertha e Heamund.

La storia d’amore tra la nostra bionda preferita e il sanguinario vescovo non ha né capo né coda. Invaghitosi della vichinga (a ragione, per carità!), Heamund non ci ha pensato due volte a tradire Ivar per cadere ai suoi piedi, quindi  viene da pensare che la loro relazione non abbia avuto senso e che forse si voleva far soffrire di più Lagertha, trovatasi nuovamente ferita dall’uomo che amava e che è morto sotto i suoi occhi in maniera brutale…


Se non altro, con la rinascita che la vede ricomparire dopo un lasso indefinito di tempo in Wessex, Lagertha riacquista la sanità mentale e sembra finalmente serena nell’ultima puntata, quando consegna la spada del re al figlio Bjorn, finalmente sul trono di Kattegat.
Ultima ma non ultima, la storyline di Floki, che ancora rimane imperterrito in Islanda ad assistere allo sterminio dei pochi “fedeli” che si era portato con sé.


Onestamente poco si capisce di questa trama, se non che alla fine sia il viaggio che il dolore lo abbiano portato alla sconvolgente scoperta di una croce cristiana in una delle grotte dell’isola.
Ho sempre molto apprezzato Floki come personaggio… ma devo ammettere che lo preferivo pazzo e guerriero, che santone irriducibile.
Che dire, ci sarebbero molte cose da commentare ancora.

Forse però dobbiamo solo sperare che la sesta e ultima stagione renda giustizia a questa serie meravigliosa che sembra, aver bruscamente perso la rotta.

A presto!

Ringraziamo le affiliate Travis Fimmel Italia | Vikings che si spaccano ammerda con Ragnar Lothbrok