RECENSIONE Chicago P.D. 6×11

Chicago P.D. RECENSIONI SERIE TV
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Chicago P.D mi sta sorprendendo sempre di più, ma che sono tutte ste gioie?

Sì, questo episodio mi è piaciuto davvero tanto.

Ha dato ufficialmente il via ad una futura trama sensata e perché no, interessante.

Diciamo che forse è sempre la teoria “Intelligence contro tutti” ma in questo caso mi sento curiosa come una scimmietta.

L’episodio mi è piaciuto perché ha dato conferma a tutto ciò che abbiamo visto/dedotto nei precedenti episodi.

C’è una continuità ed una trama consistente, ecco.

Diciamo che tutti ricordano cos’è successo nell’episodio precedente e nessuno agisce come se niente fosse, nessuno dimentica, ma si va avanti e questo è fondamentale.

A D O R O

Adoro vedere Hank Voigh al bivio, tra cosa è eticamente giusto e il suo passato.

Hank ha commesso tanti, troppi errori ma sa sempre perché indossa quella divisa e perché serve Chicago.

Diciamo che vedere i suoi favori ritorcersi contro è una cosa rara, perché normalmente il nostro sergente calcola qualsiasi imprevisto.

Credo si aprirà una parentesi di lotta coi poteri forti, che inevitabilmente porterà alla luce molti scheletri nell’armadio e questo mi piace da morire.

Insomma, sono entusiasta di questa nuova trama perché non vedo l’ora di vedere Hank e l’intera squadra navigare in acque complesse e sconosciute e perché no, incagliarsi ogni tanto.

In questa puntata di Chicago P.D ho amato ogni singolo personaggio, dal primo all’ultimo.

Ho adorato Adam e la sua presa di coscienza, la sua prova di maturità.

Adam non è più il ragazzino della prima stagione e finalmente viene mostrata la sua parte più profonda, più responsabile.

Credo fosse davvero necessario attuare questa presa di coscienza su questo personaggio, anche perché diciamolo, Adam è sempre stato visto come il ragazzino della situazione, incapace di mantenere relazioni, ruoli e responsabilità.

Ad oggi vedo un nuovo Adam, decisamente più funzionale a livello di trama e quindi, forse, un po’ più protagonista e meno in ombra.

Ho apprezzato l’immensa onestà di Kim nel trattare Antonio.

Perché ha mostrato di essere profondamente vicina al suo partner, ma non è nemmeno disposta a dimenticare con uno schiocco di dita quello che è successo, come è naturale.

Ecco, il punto è proprio questo: il rapporto si sta evolvendo in una maniera estremamente naturale e non forzata come spesso succede nelle serie sorelle, in cui i rapporti prendono pieghe improbabili senza alcuna logica.

Credo che la fiducia vada riconquistata passo passo, e Antonio ha ancora molto da dimostrare al suo team.

Tuttavia non capisco perché abbiano sparato a Kevin per poi abbandonarlo in ospedale, con Trudy che fa da mamma della situazione.

Cioè, se proprio dovete piazzargli una pallottola in corpo consideratelo un po’ di più, dategli cinque minuti di gloria, di considerazione, non so fate voi.

E la scena finale, beh che dire… mi è sembrata un déjà-vu.

Vedere Jay correre dietro ad Hank per evitargli di fare l’ennesima cavolata mi ha ricordato tantissimo Erin.

Quanto mi manca.

E diciamo che nella mia testa ho visto Jay prendere in mano l’eredità lasciata da Erin e provare a salvare tutta la baracca e i burattini, impedendo ad Hank di fare uno dei più grandi scivoloni della sua carriera.

Diciamo che Jay si sta mostrando uno dei personaggi di punta, come d’altronde hanno cercato di farlo apparire, e sta svolgendo questo ruolo egregiamente… Chissà cosa ci svelerà il futuro.

Lo scopriremo solo vivendo.

Alla prossima!

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