morto tra una settimana

RECENSIONE Morto tra una settimana… o ti ridiamo i soldi

CINEMA RECENSIONI
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Una commedia nera e pungente è l’esordio cinematografico di Tom Edmunds, presente nelle sale italiane in queste giornate di gelido autunno.

Morto tra una settimana è un film che ha un forte debito con quell’irripetibile e purtroppo dimenticata stagione a cavallo tra gli anni ‘40 e ‘50 in cui la casa di produzione britannica Ealing Studios sfornava alcuni dei più raffinati esemplari del black humor cinematografico: Sangue blu, Whisky a volontà, ma soprattutto La signora omicidi, un meraviglioso cult movie che è stato recentemente riportato in sala grazie alla retrospettiva dedicata a Peter Sellers all’interno della recente edizione della Festa del cinema di Roma.
Una cornice perfetta quindi per presentare il film di Tom Edmunds.
Non stupisce infatti trovare nella prima scena del film una citazione diretta del remake dei fratelli Coen di quest’ultimo, Ladykillers, quando il giovane protagonista William attua il suo primo goffo tentativo di suicidio gettandosi da un ponte, per poi atterrare  fortunatamente/sfortunatamente su un’imbarcazione in transito proprio sotto i suoi piedi; esattamente come accade ai vari corpi senza vita nel film dei diabolici Joel ed Ethan Coen.
A differenza delle pellicole sopra citate, il film fa un passo in avanti ambientando la vicenda in una società distopica dove l’attività di assassino è considerata una comune professione lavorativa, con tanto di ferie retribuite, fondo pensione e TFR. È Tom Wilkinson a interpretare l’attempato serial killer su commissione ormai prossimo alla ritirata, irresistibile nel suo emisfero privato tra moglie decoratrice di cuscini e gli amati pappagallini da salotto.
William invece è un giovane aspirante scrittore mai pubblicato ormai disilluso dalla vita e con decine di tentativi di suicidi alle spalle, che decide di rivolgersi ad un professionista.
Ma il desiderio di staccare la spina viene interrotto dal prorompente arrivo di Elle, che porta nuova linfa nella vita sentimentale e lavorativa del giovane disperato.
Da qui l’impossibilità di rescissione del contratto e la costante fuga per la vita, inseguiti da un carnefice che ha assoldato lo stesso William.
Tirando le somme Morto tra una settimana è un film piacevole, un po’ bizzarro forse, capace di strappare una risata carica di senso  di colpa per la spietata visione dell’umanità che restituisce il regista.
Un buon debutto che non tradisce il legame con la tradizione cinematografica britannica. Una commedia disumana ma fatta di personaggi umanissimi, sofisticata e non volgare, grottesca ma mai completamente slegata alla realtà.

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