RECENSIONE Chicago P.D 6×09

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Amici, ma cosa sta succedendo in Chicago P.D?

Cioè, io mi distraggo due minuti ed escono episodi del genere? Ma quante gioie.

Un episodio così carico emotivamente era estremamente necessario, anche se qualcosa continua a non quadrarmi troppo.

Tutto sommato va detto che in questa prima parte di stagione gli autori di Chicago P.D. hanno fatto un lavoro decisamente ottimale, concentrandosi addirittura su qualcuno al di fuori di Hank Voight e la sua rabbia straripante.

Magicamente, oggi Hank era quello più in bolla e più calmo, il mondo sta per finire, ne sono certa.

Diciamo che sto midseason finale mi ha lasciato un’angoscia allucinante, e chi ci arriva fino a gennaio?

No perché mi daranno una spiegazione logica a gennaio, vero?

Chicago P.d

A me mancano parecchi pezzi nella storyline di Antonio.

Ma proprio tanti.

Tutti, forse.

Cioè, avrei una domanda… da quando Antonio è diventato un tossico? No perché credo davvero di essermi persa dei pezzi di trama, ma io gli episodi li ho visti tutti, credo.

Insomma, come è successo questo al poliziotto più corretto e ligio alle regole di tutta Chicago?

Perché io ho dei serissimi problemi a spiegarmelo, o meglio non trovo un motivo sensato.

Per carità, caruccio Jon Seda con la barba ma mannaggia la miseria c’erano altri modi.

Così come sono profondamente convinta che far rapire Eva Dawson non sia stata una mossa troppo intelligente.

‘Nsomma, abbiamo iniziato col rapimento di Diego, diciamo che non do torto a quella santa donna di Laura che ne ha abbastanza di veder figli sparire.

Avrei scelto qualcosa di più fantasioso, ecco.

Non so come andrà a finire tutto sto macello, ma sono curiosa come un bambino che scopre cose nuove per la prima volta.

Jay.

Adam e Hailey continuano a non piacermi, ma questi sono dettagli secondari.

Mica per altro eh, ma i Linstead ci hanno messo cinque anni a convivere, mi sembra un po’ prematura la questione, non credete cari amicicci?

Poi fate quel che volete, ma la convivenza porta anche un po’ sfiga.

Spero che Hank ci sorprenda ancora una volta, perché al momento tutte le mie speranze sono riposte in lui, il che è preoccupante lo so.

Credo che sia necessario che, per una volta, diventi lui la voce della ragione e guidi un attimo tutti su dei binari predefiniti, sennò qua il deragliamento è vicinissimo.

Sospetto che si spingerà ancora una volta oltre il limite consentito dalla decenza, ma onestamente credo sia il suo modo di fare le cose e questo non cambierà mai.

Non pretendo sicuramente che Hank diventi Antonio 2.0 dei tempi d’oro, ma che almeno provi a mandare avanti la baracca senza altri omicidi.

Non ho molto da dire su questo episodio, forse perché è stato molto Antonio-centrico e quindi non c’è molto da dire.

Forse questo personaggio ha subito troppe lavatrici, se capite cosa intendo.

Prima la conversione alla causa di Hank, varie sparatorie, figli rapiti, divorzio, storia con potenziale naufragata, la parentesi Justice… credo che Antonio abbia perso molto della sua vera essenza in questo modo.

È stato trascinato nel vortice e ora gli autori non sanno più dove farlo rimbalzare, il che può anche starci.

Chiedo solo di non snaturarlo completamente, tutto qua.

Buone feste amici!

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