RECENSIONE Chicago Med 4×09

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Carrrino questo finale di Chicago Med, ma sicuramente non “breathtaking”, come direbbero i cari soci oltreoceano.

Non so, è stato un bel finale ma credo sia stato anche molto, troppo scontato.

Non c’è stato niente di entusiasmante o inaspettato, diciamo che credo sia andato tutto secondo copione scritto tra le righe dal primissimo episodio.

Volevo il colpo di scena, tutto qua ecco.

Chicago Med non è una serie così disastrata, trovo soltanto che alcune volte cadano in una banalità che passa alla storia, come mai vista nelle serie sorelle.

Credo sia vittima del circolo vizioso dei medical drama che prima o poi attaccano la stessa solfa e se la trascinano avanti per stagioni e stagioni, senza trovare scampo.

Preferirei qualcosa meno a servizio di trama e più fine a se stesso.

Chicago Med

Che il matrimonio non si sarebbe fatto era ovvio come poco altro.

Cioè, ve pare che ci propinano dopo solo 4 stagioni il matrimonio del secolo? Ma davvero?

Diciamo che dopo i Linstead e i Dawsey non la vedo per niente rosea, figuriamoci se già ci rifilano il matrimonio.

Non ho apprezzato il fatto che non ci sia stato tutto l’ospedale, anche se l’ho trovato molto realistico.

Mi dispiace soltanto per la non presenza di Connor, perché alla fine è amico di Will, ma alla fine della fiera probabilmente è stato meglio così, vista la conclusione.

Credo che pure i colleghi fossero scettici su sto benedetto matrimonio ma shh, concentriamoci su quel patatino di Owen Manning.

E poi c’è Ethan Choi, che dopo battaglie e battaglie prende la risposta di una donna per buona, nonostante sia palese che non lo sia, ma davvero?

Scherzi a parte, non capisco questo infierire inutilmente su quella povera crista di April, perché se non è accanimento questo io non so cosa possa esserlo.

April è un personaggio decisamente di nicchia, ma non è così pessima come la fanno apparire.

Cioè, ha perso un figlio, sempre nell’ombra del fratello, lasciandosi alle spalle una storia tormentata a causa di una malattia, diamole un po’ di felicità no?

Non mi sembra ci sia davvero un fine a questa trama se non il massacro di una povera ragazza che è diventata la vittima sacrificale degli autori per questo gioco di ruoli.

No, non mi sta piacendo e non credo mi piacerà fino a quando non ci troverò un senso logico.

In compenso ci sono Ava e Connor che continuando ad essere il duo perfetto, senza se e senza ma, come li adoro.

Mi piace come stanno impostando il loro rapporto, specialmente perché Connor ha preso una scelta saggia e si è finalmente aperto senza troppi sotterfugi o segreti che intanto non portano a niente, citofonare a Will Halstead.

A proposito, ora lo chiuderanno in una torre come Rapunzel e poi? Cosa facciamo? Aspettiamo che i Milkovich emigrino all’estero così la principessa può tornare dalla sua amata? Eddai su.

Non mi sento nemmeno di criticare Natalie perché pure lei mi sembra una mezza vittima ma non so realmente cosa pensare se non aspettare il prossimo episodio che promette faville.

Odio la pausa natalizia.

Ma odio anche la sessione invernale.

Odio tutti, anche qualche autore qua e là.

Buone feste!

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