RECENSIONE Outlander 4×02 – Do No Harm

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Outlander,  Do No Harm è ancora un episodio di preparazione in questa quarta stagione

Niente da fare, di Brianna non un’ombra nemmeno in questo secondo episodio, ma i nostri Fraser sono tornati e il Nuovo Mondo è tutto da scoprire.

La premiere di Outlander per questa quarta stagione si è presentata a noi come una sorta di ponte tra il vecchio e il nuovo continente, ma soprattutto tra questa e le precedenti stagioni.

America the Beautiful più che un canto di apertura della serie di Starz è stato quell’accordo che, quando lo senti, ti richiama alla mente delle immagini senza ben collocarle perchè manca l’insieme a dargli un contesto adeguato.

Do No Harm fa, invece, proprio questo lavoro: ci introduce all’America come se fossimo appena arrivati e ci presenta il vero villain di questa stagione, la Storia.

Nel corso di questo episodio Jamie e Claire si ritrovano davanti ad un contesto che ci era già stato accennato nella terza stagione e che qui ci mostra, come in una tappa successiva, quello che la donna già conosce: la vita degli schiavi nelle piantagioni delle colonie.

Dopo essere stati violentemente derubati e privati di un altro amico, i Fraser giungono alla lussuosa dimora di Jocasta (Maria Doyle Kennedy), la più giovane dei McKenzie.

La zia di Jamie si presenta immediatamente come un personaggio complesso: accoglie a braccia aperte la sua famiglia e intuisce immediatamente diverse sfumature di Claire nonostante la vista l’abbia abbandonata da tempo. Sebbene i caratteri delle due donne sembrino non combaciare, sono in realtà molto vicini e non fermano Jocasta dal cedere a Jamie la propria tenuta e le annesse ‘proprietà’ nominandolo unico erede.

Quasi non ce ne accorgiamo quando, ammaliati dalle distese verdi lungo il fiume, arriviamo alla tenuta. Appena sulla destra dell’alta panoramica si lasciano intravedere i gruppi di schiavi che lavorano la terra sotto il sole, da cui la nostra attenzione è distolta perché del tutto rivolta all’accoglienza.

Ora, è qui che sorgono le domande: zia Jocasta è uno dei buoni o dei cattivi? È più simile a Colum o a Dougal?

Jamie intanto non può contenere l’entusiasmo nel realizzare che la somiglianza con sua madre Ellen gli permette di presentare a Claire una parte di lei.

D’altro canto, e ciò va annotato tra le ‘sfumature’ menzionate prima, Claire non sembra del tutto convinta della nuova opportunità davanti a loro.

“Ciò che per alcuni è un sogno, per altri può essere un incubo” è ciò che ci dice Jamie nel primo episodio a proposito dei nativi americani, quando Claire sembra quasi aver dimenticato quanto in realtà sia costato ad altri l’American Dream.

Questa volta siamo davanti alle piantagioni popolate dagli schiavi neri, proprietà che si può solo decidere se trattare con più o meno dignità, ma non come semplici persone.

Eppure sembra che Jocasta, davanti al disappunto di Claire, non abbia comunque tutti i torti: non si può cambiare la storia da soli, si può solo impedire che faccia più male del dovuto. E, d’altronde, la padrona sembra essere davvero capace di intrattenere una relazione con i suoi servitori, come le ragazze che non si tirano indietro da commenti o pettegolezzi che potrebbero infastidirla ma che invece sembrano divertirla come se le restituissero la vista per qualche momento.

River Run è il sogno in cui Claire non vorrebbe trovarsi, ma è anche l’unica alternativa all’offerta del Governatore.

Appurato, però, che nessun atto di proprietà conferisce a Jamie l’autorità di cambiare lo stato delle cose, decisivo sarà un avvenimento che costringerà Claire a fallire i propri principi.

Quando un giovane schiavo attacca uno dei supervisori bianchi, infatti, la legge vuole che vengano puniti con la morte. Prima che ciò possa accadere, però, il ragazzo viene brutalmente punito diversamente. Claire cercherà di salvargli la vita mettendo a rischio la stabilità di tutta River Run e la vita degli altri schiavi.

Non ci sono vie di fuga, e la nostra Sassenach è costretta a cedere il giovane ad una morte docile sotto le sue cure prima che venga dilaniato da una legge priva di giustizia.

È questo il punto di inizio della nuova vita di Claire e Jamie: lasciare River Run e accettare l’offerta del Governatore, ovvero edificare tutto dalla terra nuda e dalle radici. Un tutto che si chiamerà Fraser’s Ridge, nel cuore del Nord Carolina.

Si tratta di un episodio di passaggio, una panoramica generale e senza abbellimenti sul Nuovo Mondo ma soprattutto su Jamie e Claire. Veniamo interrogati su quanto dei loro personaggi conosciamo e accettiamo a questo punto della storia senza aspettarci sorprese dalle loro decisioni. Tutto ciò non è un male – conoscere i personaggi profondamente – ma possiamo anche dirlo apertamente: siamo davanti ad un ritmo narrativo diverso e dobbiamo ancora capire come rallentare le nostre aspettative.

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