RECENSIONE Outlander 4×01 – America the Beautiful

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Sopravvissuti di Culloden, viaggiatori dalle Indie ed emergenti dalle acque tropicali, i protagonisti di Outlander sono finalmente tornati…in America!

Outlander è tornato ed è più bello che mai, soprattutto perché i suo protagonisti – Claire (Caitriona Balfe) e Jamie (Sam Heughan) – continuano ad incantare lo schermo come se la serie di Starz non fosse già invecchiata di 3 anni.

America the Beautiful: un inizio del tutto nuovo

Se le tre stagioni precedenti della serie ci avevano abituati a degli incipit quasi plateali in forma di anticipazione su quello che, anche se solo in parte, avremmo dovuto aspettarci nel corso degli episodi successivi, questa quarta esordisce invece diversamente.

Sappiamo dove ci siamo lasciati nell’ultimo finale, ovvero sulle sponde del Nuovo Mondo quando, di ritorno dalle Indie Occidentali, la tempesta che ha distrutto la Artemis e separato l’equipaggio ha deciso di tenere comunque insieme i due amanti, approdati in Georgia.

Il prologo della nuova stagione, questa volta, non vuole anticiparci quasi nulla, o almeno così potrebbe sembrare: un’antica popolazione di nativi ci viene mostrata mentre crea un cerchio di pietre ed esegue dei rituali nel Nord America del 2000 A.C.

Su questa sequenza che poi aprirà la vera narrazione, come di consueto, la voce di Claire ci guida nella nuova vita che vedremo, ma che ‘di nuovo’ sa ben poco:

Per secoli gli esseri umani sono stati infinitamente affascinati dai cerchi, attribuendo un significato alla loro posizione. Dall’eterna rotazione dei pianeti intorno al Sole, al movimento delle lancette dell’orologio a una semplice fede nuziale.

E io, più degli altri, sapevo bene quanto un cerchio potesse influire sulla vita di una persona…o sulla sua morte.

Carolina del Nord, 1767. È proprio con un addio che questa premiere inaugura la nuova stagione: un altro amico fidato ci lascia mentre un nuovo personaggio entra in scena, ed è proprio quello che (non) sembra.

Sarà proprio il forte sentimentalismo verso l’amicizia a ricordarci non solo i vecchi ‘caduti’ ma anche a fornire i protagonisti di un punto debole che gli costerà ancora una volta delle gravi perdite. Ahimè, pare che la fedeltà e la bontà d’animo non ripaghi mai Jamie e Claire di tutte le sofferenze già subite.

La scena nella taverna è sicuramente una delle più commoventi e nostalgiche dell’episodio: la canzone intonata porta con sé la celebrazione di un amico ma anche l’immagine di una Scozia lontana.

Come già detto, si avverte il distacco dallo stile precedente che ha sempre scelto di mostrarci spezzoni passati o momenti futuri rispetto a quello della narrazione centrale. Ma adesso siamo nel Nuovo Mondo: è l’America che sarà la nazione di Brianna, a cui Jamie si sente paternalmente legato pur non avendola mai accarezzata o guardata negli occhi.

E’ proprio un momento regalato al pensiero di Bree che pone le basi di questa stagione, di cui ciò che in più sappiamo lo dobbiamo per fortuna – o per colpa – ai trailer che lo hanno anticipato.

Claire e Jamie si trovano di nuovo dalla parte sbagliata della Storia

Come la battaglia di Culloden persa dai clan scozzesi contro l’Inghilterra, così presto arriverà in America la guerra tra le colonie e la corona britannica.

Così, quando il Governatore gli offre delle terre da coltivare, accettandole Jamie dovrà garantire la propria fedeltà alla Corona. Quando ci sarà la guerra, Claire lo avverte, questa volta gli inglesi perderanno e loro saranno di nuovo dalla parte sbagliata.

Nonostante ciò, nemmeno il nostalgico bisogno di rivedere la Scozia impedirà a Jamie qualcosa di più grande: far parte di coloro che hanno costruito il paese in cui nascerà sua figlia.

Chissà – e magari chi ha letto i libri ha la fortuna di saperlo – che negli intenti di Jamie e Claire non ci sia quello di lasciare qualche indizio che la ragazza possa rintracciare nei libri di storia, esattamente come nella scorsa stagione è grazie ad alcuni vecchi archivi che Claire ha potuto scoprire Jamie ancora vivo e tornare da lui dopo 20 anni trascorsi in due secoli diversi.

Con la serie di Starz tratta dal ciclo di romanzi di Diana Gabaldon, siamo ancora di fronte ad un prodotto ben confezionato. Outlander riesce ancora ad intrattenere quanto ad incuriosire storicamente, mentre mantiene nella componente sentimentale un elemento inscindibile ma mai noioso.

Tuttavia, c’è da ammetterlo, è mancato il presente di Brianna e Roger in questo primo episodio

Anche la ripresa degli eventi mi ha un po’ lasciata spiazzata. Avrei probabilmente preferito del tono nel vedere il ritrovamento della ciurma e come Jamie e Claire si approcciano all’America nei loro primi momenti. È stato invece preferito un breve ma sostanzioso salto temporale dove i coniugi Fraser sono già integrati in quella società da cui intendono inizialmente scappare.

Sicuramente di forte impatto è l’introduzione del nuovo villain, il pirata Stephen Bonnet (Ed Speleers). Dopo una simpatica e intrigante presentazione, sarà proprio lui a mettere in pericolo la nuova vita dei Fraser, ma questo ce lo avevano già anticipato.

Infine devo ammetere di non aver pienamente apprezzato la scelta musicale dell’ultima sequenza: l’accostamento al periodo storico del brano di Ray Charles – che fornisce anche il titolo all’episodio – non sembra nello stile della serie che conosciamo e trovo che abbia qualitativamente abbassato la credibilità della scena.

All’arrivo dei titoli di coda, però, conta una sola cosa: Outlander è tornato e non ci lascerà molto presto.

N.B. Non ci è sicuramente sfuggito il riferimento a John Grey! Dite che lo rivedremo? E comunque Murtagh, ci manchi anche tu!

Siamo solo all’inizio e già non vediamo l’ora di parlare dei prossimi episodi! Vi aspettiamo con le prossime recensioni!

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