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RECENSIONE The Walking Dead 9×05

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What Comes AfterCosa c’è dopo. È questo il titolo del temutissimo quinto episodio di The Walking Dead. Annunciato ormai da mesi come l’episodio in cui Andrew Lincoln avrebbe lasciato lo show rendendolo orfano del suo protagonista, è arrivato per me come un macigno di aspettative e timori. E devo dire che mi ha lasciata in bilico tra diverse sensazioni: da una parte la commozione e l’apprezzamento di alcune scelte, dall’altra l’impressione che ci sia qualcosa che non ha funzionato come dovrebbe e la delusione per un finale che avrebbe dovuto osare di più.

L’episodio che doveva essere il capolavoro di questa stagione, si è rivelato ai miei occhi come invece il più debole. Una prima mezza delusione per una stagione che invece sta facendo bene.

 

Nello scorso episodio, Rick è rimasto gravemente ferito e accerchiato da un’orda di zombie. Ma anche in una situazione così grave per la sua vita, la preoccupazione principale per l’ex sceriffo è proteggere la sua gente, la sua famiglia. In bilico tra la lucidità e l’incoscienza (e le visioni), Rick fa un viaggio metaforico nel passato, chiedendo perdono per i suoi peccati e ripensando con gratitudine a ciò che di buono è riuscito a costruire.

Quando è ormai nei pressi del ponte, capisce che l’unico modo per salvare i suoi è farlo saltare in aria compiendo un ultimo tragico sacrificio sotto agli occhi disperati di Daryl, Michonne, Carol e Maggie.

Ma la storia non finisce dove pensavamo tutti che finisse: Anne chiede aiuto ai misteriosi tipi dell’elicottero che portano in salvo Rick, gravemente ferito ma vivo, lasciando di fatto un finale aperto alla sua parabola in The Walking Dead.

Per spiazzarci ancora un po’, l’episodio si conclude con un salto temporale di almeno 4 o 5 anni e ci presenta una Judith ormai cresciuta e determinata a seguire le orme del padre e del fratello.

PROMOSSI

Le visioni di Rick: nonostante non abbia apprezzato la scelta di lasciare Rick in vita (ve ne parlerò dopo), mi è piaciuto come hanno costruito il suo percorso di addio. In particolare ho amato i confronti con Shane e Hershel. È stato davvero bello rivedere i volti di Jon Bernthal e Scott Wilson nella serie e mi ha riportato con la mente alle prime incredibili stagioni di questo show che io ho amato alla follia. Rivedere Shane e Hershel è per Rick un momento di redenzione dai suoi peccati. L’uomo sente il bisogno di liberarsi dai due più grandi pesi che si è sempre portato dentro: l’aver ucciso il suo migliore amico che era per lui un fratello e l’aver causato indirettamente la morte di colui che considerava quasi un padre. Chiedendo scusa a due delle persone per lui più care, Rick si libera. 

La ricerca senza sosta della sua famiglia si conclude quando ha una visione di Michonne. Quel “I found you” che pronuncia con il sorriso sulle labbra sancisce la sua presa di coscienza. È stanco e sa che ora può andarsene. 

Daryl: dopo il duro confronto dello scorso episodio, Daryl e Rick si erano lasciati  con un “Be safe” e io credevo che non si sarebbero più rivisti. Invece gli autori ci hanno regalato un ultimo incontro a distanza che per me rappresenta il momento più alto, straziante e commovente dell’episodio. Quando Rick sta per far saltare il ponte, Daryl capisce le sue intenzioni con un solo sguardo. Ed è l’unico a non tentare di fermarlo. Daryl sa che Rick è spacciato, sa che quello è l’unico modo per salvare il gruppo dall’orda. Sa che il sacrificio di Rick è necessario e inevitabile. E con gli occhi pieni di lacrime e disperazione gli presta tutto l’aiuto che può.

C’è una sorta di detto legato a The Walking Dead fin dalle prime stagioni: “when Daryl cries, we all cry”. Non è mai stato più vero di così. Daryl ha perso un amico, un leader, una spalla su cui poter contare nonostante i contrasti. Daryl ha perso suo fratello, di nuovo. 

Judith: la cosa che più ho apprezzato del salto temporale è stata sicuramente vedere Judith cresciuta e così determinata. La pistola di Rick in mano e il cappello di Carl in testa mi hanno emozionata tantissimo. Non vedo l’ora di conoscere il suo personaggio.

BOCCIATI

Negan: una cosa che non mi è piaciuta è stato il confronto tra Negan e Maggie. Negan vuole morire e implora Maggie di ucciderlo. Nonostante Maggie fosse andata ad Alexandria proprio con quello scopo, dopo averci parlato capisce che la più grande punizione e vendetta che gli possa infliggere è quella di lasciarlo in vita. Nonostante io apprezzi lo sviluppo, mi è sembrato tutto troppo affrettato. A maggior ragione in un episodio come questo dedicato all’uscita di scena di Rick.

L’elicottero: sarò brutale. Rick doveva morire. Se seguite da un po’ di tempo le mie recensioni sapete quanto io ami Rick. Per me The Walking Dead è Rick. Dopo l’annuncio della AMC dell’abbandono di Andrew Lincoln, mi ero messa l’anima in pace e speravo in un’uscita di scena degna del personaggio. E invece la AMC a quanto pare ci ha trollati con un finale aperto della sua storia. Una scappatoia per il futuro. Io credo che avrebbero dovuto osare di più e dare una chiusura netta per rispetto a noi fan e soprattutto al personaggio di Rick Grimes. 

Oltretutto hanno annunciato una serie di tre film con protagonista Rick. Se, come sembra, questi saranno spin off posteriori a questo episodio e quindi collocati nella misteriosa comunità dell’elicottero, per me sarà una delusione. Come potrebbe Rick non tornare dalla sua famiglia? Spero che trovino una sceneggiatura pazzesca perché questo è l’unico modo per cui io possa accettare questa cosa.

The Walking Dead è arrivato a un inevitabile punto di svolta. L’ampio salto temporale sancisce definitivamente il cambiamento e credo che ora lo show abbia davvero bisogno di una buona sceneggiatura per rinnovarsi e non morire. Perché ora che siamo orfani di Rick Grimes abbandonare la serie diventa sempre più facile. Mi mancherà Andrew Lincoln, mi mancherà Rick Grimes.

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