Doctor who 13

Recensione Doctor Who 11×03

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Montgomery, 1955

Il terzo episodio di questa stagione di Doctor Who ci catapulta in un momento fondamentale dell’America degli anni ’50

L’ultima peculiare meta del nuovo Dottore – o per meglio dire Dottoressa – è frutto di uno dei non rari capricci del suo fedele Tardis. E come se non bastasse il processo di adattamento del Signore del Tempo alla sua nuova forma femminile – sia per lui, che per noi – è ancora in corso, ma è certo che riuscirà a venirne fuori a testa alta e ben più forte di prima.

Il nuovo gruppo, fresco di ritrovamento del mezzo di trasporto, si ritrova subito a dover fare i conti con svariati misteri: la meta scelta dalla macchina spazio-temporale sembra, infatti, non avere senso; che anche la stessa si stia adattando al suo “nuovo” pilota ?

Qualche sequenza più tardi contribuisce a chiarire come stanno veramente le cose: è la vigilia di un fondamentale evento storico, ovvero quello della nascita del movimento per i diritti civili delle persone di colore, fondato dal celebre Martin Luther King. L’arrivo in questo delicato periodo storico è anticipato da un singolare evento che vede coinvolta Rosa Parks, anch’essa attivista per i diritti civili, che tentenna nel sedersi nel posto assegnato alle persone di colore sull’autobus.

Il nuovo Dottore e i suoi tre compagni iniziano ad avventurarsi per la città di Montgomery a caccia di qualche indizio.

Nella ricerca s’imbattono nel dilagante pregiudizio e razzismo della gente dell’epoca che contribuisce ad amplificare il senso di disagio dei protagonisti per un mondo così diverso – ma, forse, neanche troppo – da quello dei tempi attuali; ciò vale, in particolare, per Ryan e Yasmin.

L’intervento della signora Parks impedisce l’inasprirsi della situazione, mentre il dottore rileva anomalie temporali provenire da lei; qualcosa non quadra. Seguendo alcune tracce di energia il gruppo fa così la conoscenza di un inquietante viaggiatore temporale che sembra voler cambiare la storia.

L’interferenza del misterioso personaggio è incentrata, quindi, sul tema principale della puntata: i diritti civili delle minoranze ed il contrasto alla discriminazione. Concetti solo apparentemente atipici per Doctor Who, ma che in realtà permeano la saga fin dai suoi albori.

Inoltre risulta evidente che il nuovo antagonista dalle motivazioni ignote, probabilmente, darà del filo da torcere ai nostri lungo tutta questa nuova stagione. Magari riusciranno anche a portarlo dalla loro parte.
Per fortuna dottore e compagni, sfruttando ingegno e lavoro di squadra, riescono a impedire che la storia venga cambiata, consentendo a Rosa Parks di salire sull’autobus dal quale la stessa metterà in moto gli eventi che condurranno alla nascita del movimento per i diritti civili.

L’episodio ci reintroduce al frenetico ritmo della serie, con il nuovo Dottore sempre più determinato a difendere lo spazio-tempo da qualsiasi forma di angheria o sopruso.

Inoltre peculiarità di questa puntata è l’aver trattato le tematiche della solidarietà e pacifica convivenza – valide tanto a livello di specie dell’universo, quanto di popoli o etnie della Terra – in maniera più esplicita del solito, sensibilizzando lo spettatore su tematiche sempre attuali.

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