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RECENSIONE The Walking Dead 9×03

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L’avevamo capito fin dal primo episodio di questa nona stagione di The Walking Dead: la pace non può durare. 

Rick crede davvero nel mondo che sta tentando di costruire per onorare la memoria e il desiderio di Carl. Ma nonostante i suoi sforzi, l’equilibrio è troppo fragile e le tensioni tra i Saviors e gli altri gruppi sono troppo forti.

Questo episodio è “l’avvertimento finale”: il rischio che le cose peggiorino e la guerra ricominci è dietro l’angolo. A far precipitare gli eventi ci pensa la morte di Justin. Il Savior viene trovato ormai zombie, ma è chiaro che è stato ucciso. Subito cominciano i sospetti e le accuse, con i Saviors che si ribellano chiedendo il diritto di avere le armi per difendersi. Solo l’intervento di Rick scongiura il peggio.

Sono tanti i riferimenti al passato, con Rick che riprende il suo ruolo di poliziotto e Daryl che mette in discussione le sue decisioni: “Perché i Saviors hanno un futuro, mentre Glenn, Abraham e Sasha no?”

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Il sentir nominare le persone che hanno perso è un duro colpo per noi e per Rick stesso che si confida poi con Carol. Carol è l’unica che sembra davvero comprendere la difficoltà della posizione di Rick. Per entrambi uccidere sarebbe facile, ma si obbligano a non farlo perché adesso “ogni vita conta” e questo è tutto ciò a cui devono aggrapparsi per poter andare avanti. Rick è il primo a svegliarsi la mattina con la tentazione di uccidere Negan, ma sa che deve resistergli. Se sia giusto o meno io non ve lo so dire.

Di certo, la pensano diversamente Maggie e Daryl che rappresentano l’opposizione latente a Rick, come un fuoco che brucia sotto la cenere. E ho davvero paura dell’incendio che potrebbe scaturire. Continuo ad avere il presentimento che sarà una loro azione a causare indirettamente la morte di Rick.

È stata proprio la giustizia di Maggie, che ha fatto impiccare Gregory, che ha spinto le donne di Oceanside a cercare la propria vendetta verso i Saviors. Ci sono proprio loro dietro le sparizioni e uccisioni dei Saviors: “le regole di Rick non sono le uniche”.

Nel momento in cui Maggie e Daryl scelgono di non intervenire e quindi di firmare metaforicamente la condanna a morte di Arat, segnano un punto di non ritorno nel loro rapporto con Rick: “Abbiamo dato al metodo di Rick una possibilità. È tempo di vedere Negan.” Non si torna indietro.

"It's time to see Negan."

Nel frattempo un nuovo mistero legato a Jadis si infittisce. Jadis non mi è mai piaciuta e forse i Saviors fanno bene a fidarsi di lei ancora meno che degli altri. Con chi parla alla radio? Cosa sono A e B? Chi c’è su quel misterioso elicottero? 

Questi piccoli misteri reggono bene lo show: finalmente c’è qualcosa da aspettare ogni settimana, qualcosa di cui essere curiosi.

PROMOSSI:

Rick e Michonne: è chiaro che stanno davvero spianando la strada per l’uscita di scena di Rick (e io già comincio a sentirmi un po’ male). I riferimenti al passato sono continui, così come le scene da famiglia felice in stile Mulino Bianco. E devo ammettere che mi piacciono. In particolare, ho amato le sequenze che hanno visto protagonisti la coppia e Judith, come se fossero una famiglia normale, come se non fossero passati attraverso l’Apocalisse, come se non avessero perso tutto ciò che di più caro avevano. Ma anche se la serenità dura poco, Rick e Michonne se la meritano. La scelta e il desiderio di avere un figlio va proprio nella direzione di ricostruire un futuro e una normalità che pensavano di aver perso per sempre.

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BOCCIATI:

Justin: boccio l’uscita di scena di Justin perché è avvenuta troppo in fretta secondo me. Avere un attore come Zach McGowan e farlo fuori in tre episodi dovrebbe essere considerato un crimine. Speravo nel vederlo trasformarsi in un antagonista reale e motivato, invece che vederlo uscire di scena così.

 

In ogni caso, anche questo terzo episodio per me è ampiamente promosso. Era da tanto che non aspettavo con curiosità gli episodi di The Walking Dead quindi posso ritenermi soddisfatta della nuova piega che ha preso la serie. Mi resta comunque il dubbio che dopo che Andrew Lincoln lascerà la serie, The Walking Dead non avrà più ragione di esistere ma vedremo. A questo punto sono pronta a ricredermi.

 

Le recensioni degli scorsi episodi le trovate qui. Come sempre grazie per essere ancora qui con noi e un grazie enorme alle fantastiche pagine affiliate: Caryl ItaliaJeffrey Dean Morgan ItaliaAndrew Lincoln Italy. Passate a trovarle e veniteci a trovare anche sulla nostra pagina Facebook!