Il Vizio Della Speranza la conferenza a RomaFF13

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La resistenza umana è la più grande delle rivoluzioni

Così Edoardo De Angelis risponde alla prima domanda postagli durante la conferenza stampa del suo ultimo film “Il Vizio Della Speranza”, presentato oggi alla Festa del Cinema di Roma.

L’idea del film nasce da un pensiero del regista riguardo all’inverno freddo e gelido, che bisogna affrontare, si accende un fuoco per scaldarsi, chi sopravvive e ha la pazienza di aspettare resiste.
Ed ecco che quando qualcosa cambia si riesce a serve a un imperativo etico, quello di avere o crearsi una possibilità per poter agire.

La pellicola è qualcosa di diverso per lo stile del regista

Per De Angelis è doveroso per chi racconta storia cercare nuove forme di linguaggio che si adattino al sentimento di chi queste storie le deve godere. La sperimentazione e l’innovazione sembrano follia ma sono necessarie.

La musica diventa un elemento importante del film, per Enzo Avitabile (a lui si devono le musiche originali) ci sono tre volontà che  sono presenti e persistenti nel film.
La prima è quella che la colonna sonora non deve avere un tema conduttore che prevalga su quello presenti in altre scene, ogni tema vive di vita propria e si adatta ad ogni scena.
Il suono quindi deve raccontare con le sue note e le sue sfumature.
Inoltre i temi musicali del film sono senza un vestito fisso, infatti la varietà di scelta musicale è dovuta al fatto che la colonna sonora deve essere libera e con la sua libertà deve raccontare esattamente quello che accade durante il film.

La speranza è il seme di ogni rivoluzione

Pina Turco ( Maria, la protagonista nel film) spiega così  cosa ha voluto riportare sullo schermo con la sua interpretazione.
” La fiducia legata alla speranza, diventa fede e con la fede si può creare qualunque cose e scrivere il proprio destino. “
Per trovare qualcosa che dia speranza è bastato pensare alla cosa più semplice, primordiale e istintiva del mondo: la nascita di un bambino. E sebbene il ruolo fosse complicato, è proprio grazie alla speranza che l’attrice è riuscita nel suo ruolo.

Com’ha fatto Marina Confalone a interpretare un personaggio spietato come Zi’ Mari?

L’attrice ha risposto dicendo che si è semplicemente fidata  del regista che l’ha guidata nell’interpretazione di un ruolo lontano da lei.
In quel mondo di vizi e degrado che è la vita della Zi’Mari, l’eroina è l’unica cosa che riesce a tirarla fuori da quello squallore che la circonda.
Di certo il clima armonioso sul set ha aiutato molto la donna che le ha permesso di interpretare un ruolo freddo e spietato come il suo.

Il Vizio della Speranza
Conferenza Il Vizio della Speranza

Regista, sceneggiatore e musiche: tre ruoli tecnici maschili in un film popolato da sole donne.
Per lo sceneggiatore, Umberto Contarello, De Angelis ha realizzato un film lirico immerso in qualcosa che di per sé è anche opposto e nemico della lirica stessa. Grazie anche alla regia di grandissima qualità il film ricopre perfettamente l’idea che lo ha visto nascere: un tema spirituale, mistico, con elementi religiosi.
Infatti l’andamento della storia assomiglia a una parabola, una parabola che ha un cuore antichissimo, quasi arcaico, nell’arte cinematografica serve attingere dal passato però, dato che attingendo dal presente si tende ad essere limitati, imprigionati.

Insomma un cast affiatato per un film che fa riflettere e che va visto per cogliere pienamente tutto quello che c’è nella speranza.

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