bat times at the el royale

Conferenza Bad Times at the El Royale: Drew Goddard a RomaFF13

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Siamo stati alla conferenza di Bad Times at the El Royale di Drew Goddard

Il film di apertura della 13°edizione della Festa del Cinema è Bad Times at the El Royale di Drew Goddard.

Un racconto di 141 minuti in cui si incrociano le vite di sette persone capitate a El Royale un po’ per caso un po’ per intenzione.

Il motel è situato tra due stati: California e Nevada, dualità che a detta del regista rappresenta perfettamente anche la dualità dei personaggi. La caratterizzazione di questi è un elemento fondamentale per il film che non si reggerebbe senza una differenziazione simile. La scrittura dei personaggi avviene sempre prima di pensare al cast o al budget, che sono scelte successive.

Durante la conferenza Goddard ha raccontato di quanto ami i personaggi complessi e ben strutturati. L’empatia dei protagonisti è fondamentale per lo scopo finale del film.

Un personaggio che sicuramente spicca è quello interpretato da Chris Hemsworth (Billy Lee) la cui collaborazione con il regista è decennale. La sua interpretazione è del tutto innovativa. Goddard ha fortemente voluto che Hemsworth esplorasse il suo lato oscuro e la scelta si è rivelata vincente.

Un altro personaggio degno di nota è quello di Rosie, interpretata da Cailee Spaeny (presente in conferenza), che per la sua performance ha ritenuto fondamentale comprenderne la psicologia e la complessità mentale. Il fatto che Rosie Boots fosse innamorata ha reso l’interpretazione più semplice. Si tratta di una ragazza che ha trovato il suo ambiente, il suo luogo felice.

La lotta tra bene e male è un elemento importante per il regista che in quest’opera ha voluto riportare malesseri e razzismi ancora attuali.

L’idea del film è nata 5 anni fa e la realizzazione è stata piuttosto complicata ed è durata molti mesi. Le scene, infatti, sono state girate cronologicamente ed essendo la storia raccontata in una notte, ogni fatto e ogni più piccolo dettaglio non previsto andava a influenzare la scena successiva. La scelta di girare il film in pellicola non è casuale. È stata una scelta sia emotiva sia comoda, dato che a fine giornata preferiva vedere il girato un’unica volta.

Molti sono i riferimenti a registi che lo hanno influenzato. Palesi gli omaggi a Tarantino e ai Fratelli Coen, punti cardini della formazione registica di Goddard che ha voluto sperimentare qualcosa di nuovo.

Drew Goddard e Cailee Spaeny

A proposito della sua formazione, è impossibile non citare Joss Whedon e JJ Abrams con cui ha lavorato per il franchise di Buffy e per Lost. Entrambi gli autori/registi avevano un’impostazione televisiva cinematografica e Goddard sarà sempre loro grato.

In conclusione il regista è molto soddisfatto di come è stato realizzato il film ed è consapevolmente fiero del senso di speranza e redenzione che dona allo spettatore.

Presto arriverà anche la recensione di questo film brillante e intenso. Assolutamente da non perdere. Continuate a seguirci!

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