RECENSIONE Chicago P.D. 6×01

Chicago P.D. RECENSIONI SERIE TV
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Chicago P.D. ci farà soffrire come pochi, segnatevelo.

Signori e signore i nostri poliziotti preferiti sono tornati più carichi che mai e quest’anno sarà Sara che vi accompagnerà per la via delle recensioni.

Che dire, il season finale della quinta stagione è stato una batosta… o meglio, lo è stata tutta la precedente stagione.

La quinta è stata la stagione del cambiamento, la prima senza Erin Lindsay, che nel bene o nel male era il fulcro dello show sotto molti aspetti.

È stata una stagione diversa, nuova sotto certi punti di vista.

Tutti i personaggi hanno acquisito un ruolo ben specifico, una nuova consapevolezza ecco.

Questo per dire che mi aspetto molto da questa sesta stagione, perché le premesse ci sono davvero tutte.

Dire addio ad Alvin Olinsky sicuramente sarà un passaggio articolato e complicato, ma ho adorato questo episodio, commovendomi anche nel finale.

In Chicago P.D sono maledettamente bravi a dire addio ai personaggi.

È stato un episodio carico emotivamente ma anche a livello di trama, sotto moltissimi aspetti.

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Ho apprezzato la debolezza di Voight, quella nuda e cruda che mostra quando perde qualcuno.

Credo che Jason Beghe sia un attore davvero capace quando si tratta di queste situazioni e vedere Hank Voight completamente a pezzi, con la mano tremante, non è cosa da tutti i giorni.

Hank ha perso la moglie, un figlio e il suo migliore amico, non dimentichiamocelo.

Trovo che il personaggio di Hank sia complesso, articolato e difficile da inquadrare al primo sguardo, ma questa versione disperata è nuova.

Con Justin era subentrata subito la furia cieca, quella di un padre ferito e desideroso di vendetta.

Stavolta è stato diverso.

È subentrato il senso di colpa, quello che ti mangia vivo, facendoti effettivamente chiedere perché.

Credo che una redenzione sia sempre possibile, spero solo che Hank trovi la via più giusta per quella che sarà la sua vita al momento solitaria.

Da apprezzare ancora una volta la performance e il ruolo di Trudy Platt, che resta l’unico vero faro in mezzo al mare per questa squadra.

Nonostante un ruolo più di nicchia trovo che Amy Morton stia facendo un lavoro magistrale, dando al suo personaggio il giusto pizzico di ironia e sensibilità che serve in questi casi.

Lunga vita a Trudy Platt.

Sarò sincera, la biondina per il momento mi stuzzica come personaggio. Diciamo che la vedo diversa dagli altri che hanno sempre fatto la guerra all’Intelligence.

Questa donna sembra essere avanti, disposta a sfruttarli invece che farseli nemici, staremo a vedere.

La questione Ruzek- Antonio, che dire?

Hanno ragione entrambi.

Per come abbiamo conosciuto i personaggi in questi sei anni di Chicago P.D. non potremmo aspettarci altro.

Ruzek è quello fumantino, l’impulsivo della situazione, quello che sparisce e ritorna più confuso di prima.

Antonio dal canto suo è il poliziotto tutto d’un pezzo, integro nella sua moralità.

Non mi sento di dire sì, tizio ha ragione e caio no, ma vorrei criticare un piccolo aspetto di Ruzek.

Ho trovato troppo infantile, il che è diverso da impulsivo, il suo comportamento nei confronti di Antonio.

Va bene il disaccordo, ma così mi è sembrato troppo eccessivo, ecco tutto.

È anche vero che al dolore non si comanda, ma quando si è un poliziotto dell’intelligence e un adulto con alle spalle una storia abbastanza importante bisogna anche fermarsi a pensare due minuti.

Ottima comunque l’interpretazione di Patrick, il ruolo incazzoso gli sta proprio bene.

Ho adorato la presa di posizione di Hailey, e sarò sincera, questo personaggio a me piace proprio tanto.

Trovo che una figura così a Chicago P.D. faccia bene, perché richiama vagamente il personaggio della Bush ma sotto altri aspetti sono diametralmente opposte.

Hailey è una Erin che non è cresciuta sotto l’ala di Hank Voight.

È meno impulsiva, più razionale e tendente ad analizzare le situazioni.

Spero che a Tracy venga concesso molto più tempo sullo schermo e sul suo personaggio perché lo merita davvero, ha grandissime potenzialità.

Stranamente un po’ più di nicchia i personaggi di Kim e Jay, che oggi han fatto quasi da spettatori.

Da un lato è giusto, d’altronde grazie alle loro storie d’amore hanno avuto gran tempo sullo schermo, ma dall’altro mi piacerebbe riavere la nostra Burgess e il nostro Halstead preferito (sorry not sorry Will)

Toccherà a loro nel crossover? Staremo a vedere, tenetevi pronti!

Alla prossima!

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