RECENSIONE Mayans MC 1×01 1×02

Mayans MC RECENSIONI SERIE TV
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Il rombo di una moto, una strada sconfinata, un corvo, un protagonista armato di occhiali e di un ghigno indecifrabile disegnato sul viso.
Sono elementi familiari per ogni fan di Sons of Anarchy, e non per niente compongono la scena dei primi secondi di Mayans MC, il tormentato spinoff della serie targata FX di Kurt Sutter.
Parte di certo col botto questo pilot, che ha lottato con tutte le sue forze per andare in onda. Sì, perché più di una volta la sua produzione si è arrestata per poi ripartire, fino all’approvazione finale che gli ha fatto guadagnare l’ordine dei primi 10 episodi e che, se me lo permettete, di certo avranno un seguito.
Ambientato 4 anni dopo gli eventi accaduti ai Sons of Anarchy, Mayans racconta la storia del prospect EZ, che lotta per uscire dal mondo criminale di cui fa parte e che irrimediabilmente continua a trascinarlo con sé.
Vi ricorda  qualcosa?
Già, Mayans mostra molti punti in comune con la serie originale, seppur sia da essa molto diversa, com’è giusto che sia:

EZ/JAX: un’aura di mistero avvolge i bellissimi protagonisti delle due serie, che ci mostrano subito la loro diversità rispetto al club di motociclisti del quale fanno parte e che in qualche modo sembra non cogliere l’angoscia che li attanaglia. Di certo i ruoli ricoperti sono agli antipodi: Jax è il “principe” dei Sons, giovane membro destinato a diventare il nuovo leader; EZ è un semplice prospect che sta lottando per guadagnarsi la fiducia e la toppa dei Mayans.

Il club. Il club è fratellanza, il club è sacrificio, il club è onore e rispetto. Ci sono Mayans e Mayans, e poi c’è Alvarez, capo indiscusso e da me molto amato ancora da Sons.

Emily/Tara: la donna amata, Ofelia, come mi piace definirla, nella trasposizione crime dell’Amleto che è SoA. Tara era chiaramente l’amore di Jax, che perde sé stessa, vittima degli eventi. Emily ha di certo un temperamento molto simile, ma possiamo ammirare una certa diversità nella storia, che vede l’ex fidanzata di EZ sposata all’uomo che qui ricopre un ruolo di potere, un capo, un potenziale alleato o nemico. E c’è un bambino, che ancora non ci è chiaro di chi sia figlio, ma che diventa presto merce di scambio come lo era diventato Abel nella gloriosa 3 stagione di Soa.

Un angelo custode: se in SoA la figura della senzatetto ci accompagna dalla prima all’ultima puntata, abbiamo subito l’impressione che stavolta questo ruolo verrà ricoperto da un delizioso cagnolone che segue EZ in più di una scena.

Insomma, di elementi in comune ce ne sono, ma c’è anche una ventata di novità, rappresentata dai vari flashback che ci raccontano il passato di EZ permettendoci di conoscerlo meglio e di capire il legame con Emily.
D’impatto anche la sigla, così come l’azione che da sempre caratterizza i lavori di Sutter. Tuttavia è ancora presto per cantare vittoria: nei primi due episodi i personaggi ci vengono presentati, ci viene mostrato il mondo violento in cui vivono i protagonisti ma alcuni ruoli non sono del tutto identificati, a partire dal padre, figura mentore per EZ, l’unico che sembra conoscere il motivo per cui EZ si trova nei Mayans e che purtroppo credo non corrisponda al sogno di gloria e rispetto che gli altri inseguono.
C’è Galindo, che da uomo di potere è terrorizzato dall’idea di perderlo e si fa paralizzare da questo, tanto da compromettere la sicurezza del bambino, agendo di impulso solo come dimostrazione di forza.
Ci sono Emily e EZ, che posso solo immaginare non si siano mai veramente lasciati, ma che potrebbero, e che (un po’ di prevedibilità c’è anche qui!) comprometteranno la posizione di EZ rispetto al club e allo stesso Galindo nei prossimi episodi.
Tutto sommato, i 50 minuti di puntata non annoiano, l’azione ha un ritmo serrato e J Pardo (EZ) si dimostra convincente nel ruolo del giovane EZ.
Da amante delle serie originali spesso sono prevenuta verso sequel, revival e tutto ciò che somiglia ad essi ma Mayans per ora non delude: attendiamo la puntata 3.

Ringraziamo Charlie Hunnam Daily –  Mayans MC Italia

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