A STAR IS BORN

A Star is Born – la recensione da Venezia 75

BIENNALE CINEMA CINEMA ORIGINALI RECENSIONI
Share

Lady Gaga e Bradley Cooper in un musical attesissimo alla 75esima edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia

Uno dei film più attesi di questa edizione della Mostra Internazionale del Cinema è la pellicola, fuori concorso, A Star Is Born, primo lavoro che vede Bradley Cooper dietro la macchina da presa come regista.

Con entrambe le star presenti in laguna per presentare il musical in anteprima mondiale, la critica ha accolto la pellicola tiepidamente e noi non possiamo che essere d’accordo.
Il film non passerà alla storia di certo per originalità o per essere uno de musical più promettenti degli ultimi anni ma, a suo modo, riesce ad essere godibile e ad intrattenere lo spettatore seppure con una sceneggiatura piuttosto scontata.

Un treno veloce verso il non ritorno

La storia si svolge troppo velocemente ed è interessante da seguire per la prima mezz’ora, dopo la quale entrambi i protagonisti sembrano prendere un treno ad alta velocità senza possibilità di ritorno e ciò è evidente proprio nel modo in cui il loro rapporto si evolve: il bisogno constante di vedersi ed esserci l’una per l’altro, la carriera del personaggio femminile che decolla quasi in maniera impossibile, tanto da farle vincere addirittura un Grammy all’interno del film (l’abbinamento a Gaga è chiamatissimo, secondo me).

La famosa colonna sonora, in parte originale, è orecchiabile e abbraccia perfettamente il film ma non incanta come avrebbe dovuto o come si sperava.
Le voci dei protagonisti insieme non stonano e sono armoniose ma manca quel qualcosa che poteva tirare fuori veramente una colonna sonora degna di stare nella storia dei musical.

Una storia perfetta per i tempi, quello che si vede è quello che c’è

Per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi e le loro interpretazioni, non c’è niente che non vada. Sono personaggi piuttosto generici dai quali non ci si aspetta grandi sfumature, entrambi hanno i loro traumi e le loro turbe. La loro storia è perfettamente adatta per l’epoca in cui ci troviamo, quello che si vede è quello che c’è.

Per quanto questo remake sia ben fatto e abbia tutto quello che necessita per essere un bel film, non decolla come dovrebbe; nel voler raccontare troppe cose a volte risulta frettoloso e alla fine ha una durata troppo lunga per quello che racconta.

In sostanza, è la storia di una cameriera che per caso incontra un famoso cantante in rovina a causa delle sue dipendenze, tra i due si crea da subito un’intesa sia romantica che professionale. Lui sin da subito rimane colpito dal talento di lei e la vedrà sbocciare davanti ai suoi occhi fino a farla diventare una star.
Questo porterà l’uomo ad affrontare i suoi demoni personali rimanendone imprigionato.

La prima regia di Bradley Cooper manca di voce

Una parentesi è da dedicare alla regia, la prima, di Cooper che non si sforza di essere innovativo o di dare un tocco personale al girato, mantenendo sempre un tono medio che risulta banale.
Per essere un primo film, è un lavoro senza infamia e senza lode e senza un particolare timbro registico che avrebbe potuto rendere il film quantomeno interessante sotto questo punto di vista.  Stessa cosa vale per la fotografia, che è inesistente e non mette in alcun modo in soggezione lo spettatore.

In conclusione, si tratta di una pellicola che vorrebbe e avrebbe potuto essere un successo ma non lo è. È possibile che lo vedremo ricevere qualche riconoscimento, merito della sponsorizzazione e della presenza scenica delle due star; alla fine, però, A Star Is Born rimane solamente un bellissimo sogno dal quale bisogna risvegliarsi.

Per rimanere sempre aggiornati, seguiteci sulla pagina Facebook, sul gruppo dedicato a Cinema&TV  e sugli altri social. Se avete suggerimenti o volete entrare a far parte del nostro team, inviateci una e-mail oppure contattateci sui nostri social.