Harry Potter: The Exhibition. Scopritela insieme a noi

CURIOSITA' EVENTI ORIGINALI
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Harry Potter: The Exhibition finirà il 9 Settembre

Questa è la nostra esperienza

Harry Potter: The Exhibition, la mostra più bella sul famoso maghetto, è arrivata il 12 Maggio a Milano. E presto se ne andrà! Leggi la nostra esperienza e potrai immergerti anche tu in questa fantastica esperienza!

Harry Potter: The Exhibition

Il viaggio inizia alle 11.30, sotto il sole di Agosto. La fila sembra lunga, ma il rumore della convalida dei biglietti è veloce. È solo dopo una manciata di minuti che finalmente si entra.

Si incomincia

Vedere tutte le locandine italiane dei film, dal lontano 2001 fino al 2011, fa un certo effetto. Come un tuffo nel passato, la pelle d’oca torna sulle braccia. Prima di iniziare con la cerimonia di smistamento, si può fare una foto di gruppo. E con le bacchette! Come poter dire di no? Semplicemente guardando il risultato: ovviamente sono uscita con gli occhi quasi chiusi, un’espressione inguardabile. È stato comunque bello provarci. Almeno ho potuto giocare un po’ con la bacchetta! E ricordate, è Leviòsa, non Leviosà!

La cerimonia di smistamento

Dopo le solite quattro regole di tutte le mostre, si inizia davvero. La stanza è poco illuminata, se non un piccolo palchetto. Un ragazzo ci invita ad avvicinarci. Quello che tiene in mano è il vero Cappello Parlante e guardarlo, proprio sopra lo sgabello di legno, fa un certo effetto. Tanti sono i bambini e solo 4 i posti dello smistamento. Ho rinunciato fin dall’inizio, preferendo godermi tutto quanto. O almeno fino a quando lo stesso ragazzo nota la mia zazzera rossa, presentandomi a tutti quei perfetti sconosciuti come una Weasley. E mi fa passare davanti, ovviamente (anche perché sono bassa e forse voleva farmi vedere qualcosa che non fossero le teste altrui). Dopo i primi 3 bambini (tutti Grifondoro), indica me. Prima di avanzare, mi guardo un attimo intorno e poi mi avvio sul palchetto, davanti a tutti. Mi siedo sullo sgabello e dopo giusto qualche domanda, il ragazzo posa il Cappello Parlante sulla mia testa. Corvonero. Mica male, anche se sono una Tassorosso (testurbante Corvonero)! Ammetto anche di aver pensato “Non Serpeverde”.
A scendere, avevo le gambe di gelatina e le mani tremanti, tanta è stata l’emozione. La mostra non poteva iniziare meglio.

Harry Potter: The Exhibition

Uno sguardo dietro le quinte

Sorbetto al limone. È dopo queste parole che la magica porta si apre, lasciandoci finalmente esplorare la mostra.
Inizia proprio bene! La signora grassa ci accoglie con la sua straordinaria prestazione canora (distruggendo il bicchiere contro la parete). Anche altri quadri si muovono, appesi alla parete. Insomma, l’aria di Hogwarts si respira fin da subito! Si susseguono poi teche di diverse grandezze. Tantissimi oggetti di scena sono lì, a pochi centrimetri. Pensare che siano proprio gli stessi usati nel film è emozionante.
I vestiti, gli stessi indossati da Emma Watson, Daniel Ratcliff, Rupert Grint e gli altri, a pochi centrimetri da me. Inutile dire che ho riempito la memoria del mio telefono con mille foto!

Harry Potter: The Exhibition

La scuola è importante

Tanti sono gli oggetti mostrati. La vera lettera di Hogwarts, gli occhiali di Harry. Ma non solo! Molto spazio è dato anche agli altri personaggi, amati e non. Come possiamo dimenticare, ad esempio, Gilderoy Lockhart? Il professore più strambo di Hogwarts ha avuto una parte e qualche teca solo per lui!

Harry Potter: The Exhibition

Piton ha uno spazio rilevante, con anche le pozioni che si muovono! Gli ingredienti e le erbe sono talmente vere che il ragno in salamoia spaventa qualcuno. Il tocco da maestro è, però, mostrare il libro del Principe Mezzosangue (e lasciatemelo dire: una scrittura da dottore).
Ma anche la Cooman e la Sprite hanno uno spazietto tutto loro, con gli utensili del loro lavoro. Qua, inoltre, arriva la prima parte interattiva della mostra. In una piccola serra, si può estrarre una mandragola… Ma occhio alle sue urla! Si sentono per metà mostra (e di certo non è poco). Adesso so come Neville si è sentito.
Ci sono anche i personaggi più odiati. Chi nel fandom ama davvero la Umbridge? Probabilmente nessuno, eppure anche alla mostra è presente. Nota positiva in tutto quel rosa confetto? I piattini con i gatti sono adorabili! Sempre rosa, ovviamente.

Lo sport è importante

Ruolo importante nei libri e nei film è sicuramente stato ricoperto dal Quidditch. Dai Cannoni di Chudley, alla partita tra Irlanda e Bulgaria. Tutto è lì, come da sempre immaginato e visto. Il boccino d’oro, quel boccino d’oro, svetta in una piccola teca, accompagnato dalla pluffa e dai bolidi. Fortunatamente incatenati e tranquilli! Tutte le divise sono mostrate con ordine e scintillanti. Ma la chicca? Poter tenere in mano la pluffa e fare centro (con tanto del ding dei film)! Sono rimasta delle ore e posso affermare con orgoglio che potrei avere un futuro nel Quidditch.

Harry Potter: The Exhibition

I film e i nemici

La divisione è fatta anche per film. Ogni scenario e ogni stanza sono a tema. Un’ala della mostra è dedicata solo e soltanto ai cattivi del film, da Raptor a Voldemort. Ma anche i Mangiamorte e i Dissennatori trovano spazio in quest’area. Di certo, però, la cosa più inquietante è la statua di cera di Colin Canon, quando è stato pietrificato. Però, chissà perché la Umbridge non è contemplata in questa parte. Forse è troppo rosa per il colore predominante: il nero.
Più vivace e decisamente forse più apprezzata anche dai più piccoli è la sala del Torneo Tremaghi. Le divise di Durmstrang e Beauxbatons sono, a mio parere, una delle parti più belle! Anche l’abito rosa (“che sia azzurro!”, urlano i libri) di Hermione ha fatto molto scalpore, insieme allo smoking di Ron.

Harry Potter: The Exhibition

Non dimentichiamoci dei banchetti

Ma, davvero, qual è la cosa che più piace di questo universo? I dolci di Mielandia e gli scherzi dei Weasley! Non possono di certo mancare, con quei bellissimi colori sgargianti. Mi fanno venire l’acquolina in bocca. E come me, anche a molti altri bambini (che se potessero, saccheggerebbero quelle teche).

E le creature?

Nessuna paura! Anche loro hanno il loro spazio. E dove potevano essere se non vicino alla capanna di Hagrid? Tutto è gigante lì dentro, persino la poltrona. Mi ci sono seduta e sono sprofondata. Potrei usarla come letto.
Fierobecco, Fanny, Aragog e altre creature si mostrano a noi nati babbani (ne sono ancora profondamente convinta). Certo, non si fanno accarezzare, ma osservarle da vicino è comunque emozionante. Peccato, però, avrei tanto voluto volare sull’Ippogrifo o sul piccolo Thestral.

La mostra si conclude con un’altra foto (questa volta in divisa) ed un bellissimo shop. L’emozione ancora non mi è passata e non credo passerà presto. Tutto è stato interessante, perfetto e meraviglioso, proprio come ce lo immaginiamo (e forse anche meglio!).

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