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Stranger Things: le dure aspettative sulla seconda stagione

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A parlare è il produttore esecutivo di Stranger Things durante un’intervista

Ecco che cos’ha rivelato!

Stranger Things è diventato fin da subito un fenomeno culturale. La prima stagione da record, approdata sugli schermi nel Luglio del 2016, è stata battuta dalla seconda. Con le sue sei candidature agli Emmy, ha aiutato Netflix ad emergere come il network più nominato di quest’anno mentre i giovani membri del suo cast sono diventate delle vere e proprie celebrità.

Stranger Things

 Ecco che cos’ha rivelato Shawn Levy, produttore esecutivo della serie, durante un’intervista

Per riuscire a mantenere lo standard di una serie tv partita con il botto, bisogna fare davvero molto lavoro. Questa è stata la parte più complicata. Fin da subito, l’idea di tutta la crew è stata di andare oltre i limiti che si erano imposti e cercare idee innovative pur mantenendo lo standard culturale utilizzato. È stata per tutti una sfida!

Tutti si sono impegnati soprattutto nella ricerca di nuove tecniche e di nuovi scenari. Come chiunque ha potuto constatare dalla prima puntata della seconda stagione di Stranger Things, direi che sono proprio riusciti nell’intento! È con orgoglio che Shawn Levy parla di questo traguardo, anche grazie al supporto di Netflix. “Di certo non potevano continuare con un ragazzo nel costume del Demogorgone!”, almeno secondo lui. Sfido chiunque a riconoscere un ragazzo dentro quella forma mostruosa!

Demogorgone Stranger Things

Si è parlato anche dei momenti preferiti della crew

Sembra che tutti concordino su questo punto. Senza alcun dubbio il momento preferito di tutti è quando Undici si presenta a casa dei Byers. E ovviamente lo sguardo di Finn Wolfhard che rivede la ragazza che ama dopo tutto quel tempo. “Non smetterà mai di venirmi la pelle d’oca, ripensandoci!”
Che i produttori della serie stiano diventando più romantici? Sembra proprio di no, anche se non sappiamo ancora nulla sulla terza stagione. Shawn Levy ha dichiarato di essere contro ogni tipo di spoiler.

Lo stesso Levy ha descritto lo stile anni ’80 come se fosse un unicorno per i giorni nostri

È lo stile retrò dei mitici anni ’80 ciò che ha colpito di questa serie. Quest’aspetto, difficile da bilanciare per un pubblico odierno, è stato la ciliegina su una torta gustosissima. Il produttore esecutivo ha ammesso che ha studiato, insieme ai fratelli Duffer, non solo lo stile e il modo di vivere degli anni ’80, ma anche il modo di usare le luci, girare le scene, tenere la videocamera di quel decennio. Certamente nessuno potrebbe dire che non ci siano riusciti!

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