Sharp Objects: nessuna stagione 2 per il thriller con Amy Adams

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Nessuna stagione 2 per Sharp Objects

Lo shwrunner dice di no ad un sequel con Amy Adams

Buone e brutte notizie per gli spettatori di Sharp Objects, la serie estiva di HBO con Amy Adams nel tormentato ruolo di Camille.

La serie tratta dal romanzo di Gillian Flynn è stata concepita per una stagione autoconclusiva e la produzione si dichiara ferma nelle sue intenzioni.

La showrunner dell’adattamento televisivo, Marti Noxon, ha chiarito la propria posizione durante il press tour della Television Critics Association.

“Non stiamo parlando di una stagione 2. Questo è tutto, saltateci dentro finchè potete”.

Chi si trova dietro la produzione della serie quindi, non intende spingersi oltre come è invece accaduto per Big Little Lies, altro straordinario successo di HBO con un cast stellare. In quel caso, però, la situazione è stata rovesciata dalle stesse attrici – Reese Witherspoon e Nicole Kidman in particolare – che, coinvolte anche nella produzione, hanno insistito per continuare la storia delle mamme di Monterey. Anche il quel caso Jean-Marc Vallée, il regista della prima stagione si era detto contrario ad un seguito e si è, infine, tirato definitivamente indietro.

Per Sharp Objects, invece, la situazione è leggermente diversa. A quanto pare, le ragioni dietro la ferma decisione di non avanzare oltre gli 8 episodi già in programmazione sono diverse. Non si tratta di ascolti perchè la serie ha da subito ricevuto consensi e guadagnato il suo pubblico; abbiamo a che fare, piuttosto, con riflessioni di diversa natura.

Il personaggio di Amy Adams è estremamente complesso e tormentato, interpretare Camille a lungo richiede uno sforzo davvero notevole e anche con alcuni rischi.

Nell’intervista con The Wrap, il capo della programmazione di HBO, Casey Bloys ha espressamente detto:

“Come sapete lo show è molto dark, ed il personaggio di Amy è davvero molto oscuro. Per un’attrice è un ruolo difficile da interpretare. Io credo che lei non voglia interpretare quel personaggio di nuovo, è lo capisco benissimo. E’ molto da portare avanti e senza di lei, semplicemente, non vedo nulla. Credo che questo sia il caso in cui ti dici ‘abbiamo avuto una fantastica serie limitata e la lasceremo così'”.

Durante il panel tenutosi ai TCA, l’autrice del romanzo ha spiegato che, diversamente da Gone Girl – il cui adattamento cinematografico del 2014 è stato nominato anche agli Oscar e ai Golden Globes -, Sharp Objects sembrava perfetto per una serie perchè permettesse, con più di due ore, di raccontare a fondo la storia di Camille.

“Aveva bisogno di quella lunghezza, d’altra parte, per essere certi che la storia di Camille e lo studio del personaggio non si perdessero all’interno dello stesso mistero”, ha continuato Flynn.

“Come avete visto, non sappiamo nemmeno quale sia il problema di Camille fino al termine del primo episodio.”

Noxon ha spiegato che la decisione di preservare l’occhio sulla protagonista fino all’ultimo momento della premiere è giustificata dall’idea fondamentale che molti potevano non aver letto il libro e che quindi potessero non sapere con cosa stavano per confrontarsi nella visione. L’intenzione era quella di ricreare anche nello spettatore quella connessione profonda con la storia che si realizza nel lettore durante lo stesso momento nel romanzo.

Sharp Objects va in onda tutte le domeniche sul network americano.

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