RECENSIONE The Originals 5×10

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Lacrime e morti: questo è The Originals

E niente, dieci episodi di The Originals e cinque passati a piangere, buono no?
Buongiorno gente! Sia io che The Originals siamo tornati (pure io mi sono presa le ferie) e la situazione è sempre peggio.
Ora, non so voi, ma io di Giulietta Plec non mi fido da anni.
Questa ci ha già stroncato due personaggi regular più un’infinità di personcine simpatiche, volete dire che ha finito? Figuriamoci!
Io sto ancora aspettando il peggio, tra una puntata che solo vederla mi fa sudare e un’altra.
Che dire, a me sta stagione al contrario dei miei soci americani sta piacendo. È la classica stagione conclusiva dolce-amara che lascia un retrogusto in bocca strano.

Il mondo di The Originals e TVD è sempre stato questo, un po’ come il bastone e la carota.

Non mi aspettavo una stagione serena, questo mai. Sicuramente ci ho sperato, ma non me la aspettavo proprio.
A me lo stile di The Originals piace, così come mi piace l’immenso drama che circonda i Mikaelson.

Hope forse lo è un po’ troppo.
Questa ragazzina è un concentrato di sfiga che manco Alaric.
Già ha una famiglia e dei genitori problematici, aggiungiamoci pure la presenza inquietante che sussurra e siamo a cavallo.
Al momento credo che sia proprio una bomba ad orologeria, ed aggiungiamoci la maledizione ed ecco il pacco perfetto.
Hope ha bisogno di una stabilità che Klaus da solo non può dargli.

Klaus è impulso, rabbia, impeto, passione, tutte cose che collidono con ciò che necessita lei.

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Papa Bear

Hope ha bisogno di un pilastro stabile a cui aggrapparsi, un pilastro dove può fermarsi a respirare e pensare.
Perché sostanzialmente lei ha bisogno di pensare a come risolvere la situazione.
Credo che lei sia una strega potentissima, con tutti i mezzi a disposizione per potersi liberare dell’inquilino fastidioso.

Ad oggi, nonostante la mia fiducia non sia assoluta, voglio avere fede in Roman. Spero abbia capito quanto davvero vale quell’angioletto che ha a fianco e che sia l’unico amico disposto ad aiutarla.
Hope ha bisogno della leggerezza tipica di una qualsiasi adolescente e forse la classica cotta può dargliela, specialmente ora.

Ma chi mi ha davvero stretto il cuore sono tre personaggi, in questo ordine: Declan, Vincent e Marcel.
Declan mi ha fatto sorridere perché mi ha ricordato Cami e la sua innocenza le prime stagioni.
Credo che rappresentasse la versione maschile della cugina, e ciò mi ha reso molto nostalgica. Lo sapete, Cami non è sicuramente stata la mia preferita, ma è stata fondamentale.
Spero che anche Declan abbia un peso, seppur minore.

Altro personaggio che mai ho digerito ma che oggi mi ha fatto davvero pena è Vincent, mentre ho adorato Ivy.
Mi è piaciuto il messaggio positivo che ha trasmesso: essere sempre fedeli a se stessi.
Non importa dove ti porterà la vita, ma bisogna restare fedeli ai propri dogmi. Mi piaceva come strega, ma credo che la sua fine le abbia reso davvero onore.
Non so esprimere a parole davvero quanto questa piccola scelta autoriale mi abbia davvero soddisfatto, forse perché cerco sempre il minimo significato dietro ogni cosa.


E poi Marcel, benedetto ragazzo.

Josh non meritava questa fine.

Non meritava di morire, ma meritava di trovare la sua pace.
Il discorso di Marcel mi ha fatto piangere, perché credo che Josh sia davvero uno dei pochi senza peccato in questa serie.
È sempre stato un ottimo amico e un fedele alleato, mettendo da parte anche tutti i rancori.
E vederlo in mezzo al bosco, che sale sulla macchina e sorride ad Aiden è la ricompensa migliore.
Questo finale vale tutte le lacrime.

Alla prossima!

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