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RECENSIONE The Walking Dead 8×16 – season finale

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Ed eccoci qui. Siamo finalmente giunti al finale di stagione anche per The Walking Dead. Se avete seguito le mie recensioni in questi mesi, sapete di sicuro quanto per me questa ottava stagione sia stata difficile da digerire e da portare avanti. Non vi nascondo che, per la prima volta in tutti questi anni di assoluta fedeltà, mi è passato per la testa di abbandonarla. Ho più volte tentato di chiudere un occhio su ciò che ormai dalla quarta stagione ha cominciato a funzionare sempre meno, ma quest’anno la delusione è stata davvero troppa. Persino la speranza di un futuro miglioramento si sta spegnendo.

In questo quadro di episodi insignificanti, con tre o quattro eccezioni, si inserisce il finale di stagione che pur non brillando per audacia e coinvolgimento per lo meno sta in piedi. Seppur mi abbia deluso dal punto di vista dello scontro tra Negan e Rick, ci sono alcune cose che ho apprezzato.

Lo scorso episodio, Negan aveva messo bene in chiaro la sua posizione tra i Saviors uccidendo Simon che minacciava la sua leadership. Ha anche smascherato Dwight e lo ha usato come ignaro messaggero di un finto piano. Rick e il gruppo cadono in pieno nell’imboscata tesa dai Saviors, ma a salvarli è l’ultima persona che mi sarei mai potuta aspettare: Eugene. Con un piano ingegnoso, Eugene ribalta la situazione e dà modo a Rick di attaccare.

1892

I Saviors si arrendono subito e Negan, dopo essersi distratto, viene ferito alla gola da Rick. Rick potrebbe lasciarlo morire dissanguato, invece sceglie di seguire la volontà di Carl e chiede a Siddiq di salvarlo. Tra lo stupore generale e la rabbia – giustificata e comprensibile – di Maggie, quindi, Negan diventa prigioniero e monito, mentre il gruppo tenta di iniziare un’opera di ricostruzione e convivenza per trovare quel nuovo mondo di cui parlava Carl. 

PROMOSSI

Rick: non mi è piaciuto lo scontro con Negan, ma ho apprezzato Rick. Il cambiamento di Rick e la scelta di risparmiare Negan (per quanto discutibile) potrebbero sembrare affrettati, ma in realtà il terreno è stato preparato a lungo. Il punto di rottura definitivo è stato uccidere i Saviors dopo aver dato loro la speranza di accettarli a Hilltop. Lì Rick ha toccato il fondo rimangiandosi la parola data e quindi ha deciso di risalire. “La misericordia prevale sulla mia ira” aveva detto a inizio stagione, con gli occhi pieni di lacrime, in quello che era un flashforward a questo finale. Ora Rick ripete quelle parole e piange lacrime di liberazione. Liberazione dalla rabbia, dal dolore e della vendetta che lo hanno legato a Negan per tutto questo tempo. 

Rick a volte fa delle stupidaggini, ma quando parla mi ricordo perché lo amo e perché lui è, e sempre sarà, il vero leader di questo gruppo di sopravvissuti. 

2005

Il piano di Eugene: badate bene, parlo del piano e non di Eugene. Eugene continua a starmi antipatico come pochi, ma devo ammettere che il suo piano è brillante e soprattutto è stato un colpo di scena inaspettato. Lo scienziato salva il gruppo perché ha manomesso le armi dei Saviors: quando tentano di sparare in realtà si feriscono loro stessi e questo dà modo a Rick e gli altri di contrattaccare. Onestamente però avrei preferito che semplicemente non fosse stato in grado di produrre i proiettili, invece di doverne tessere le lodi.

BOCCIATI

Lo scontro: l’unico vero bocciato dell’episodio per me è lo scontro tra Negan e Rick. Il problema è che, dopo tutto questo tempo passato a darsi la caccia, lo scontro sarebbe dovuto essere la spina dorsale dell’episodio. E invece viene risolto tutto in modo troppo semplice. Non è tanto per il fatto che sia stato molto rapido, quanto per il fatto che Negan si fa assolutamente abbindolare. Bastano poche parole di Rick su Carl e l’uomo abbassa la guardia quel tanto che serve a Rick per colpirlo. L’ho trovato davvero poco credibile, soprattutto per una persona come Negan. Questo ha sicuramente inficiato il mio giudizio finale sull’episodio.

 

Insomma, l’ottava stagione di The Walking Dead è stata una faticaccia. Mi ha davvero stravolta e non in senso positivo. Si è trattato di una stagione piena zeppa di eventi e episodi filler e nonsense e a farne le spese è stata la caratterizzazione dei personaggi. I protagonisti che hanno reso grandi le prime stagioni sono ormai ridotti a macchiette, con l’eccezione di Maggie. Daryl è ormai un fantasma e anche Carol si sta riducendo a uno stereotipo.

Chi ne esce bene sono invece i personaggi secondari: Dillon, Tara, Siddiq, Simon e soprattutto Dwight. The Walking Dead mi avrà anche deluso, ma nel season finale Dwight ha sorriso e questo per me vale più dell’intera stagione!

Questo finale è stato piuttosto deludente dal punto di vista dello scontro con Negan. Tutto troppo facile. Ma Dwight ha sorriso e questo vale più di tutta la stagione messa insieme ❤️

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