Jessia Jones

RECENSIONE Jessica Jones – stagione 2: un viaggio nel passato

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Con Marvel e Netflix abbiamo imparato a conoscere e amare gli antieroi urbani cupi e solitari della Casa delle Idee, ben lontani dall’esuberanza di Avengers e compagnia. Lo show crossover The Defenders ha chiuso il cerchio di quella sorta di prima fase che si era aperta con i vari show stand alone. Quella che, rifacendoci al MCU, potremmo definire Fase Due è iniziata a gonfie vele con l’ottima The Punisher e prosegue ora con la seconda stagione di Jessica Jones.

Insieme a Daredevil, Jessica Jones è sicuramente il franchise più riuscito, merito di grandi villain e di una scrittura più adulta e complessa soprattutto nel tratteggiare i protagonisti, elementi che invece sono meno incisivi in Luke Cage e Iron Fist. La seconda stagione di Jessica Jones è arrivata sulla piattaforma di streaming online l’8 marzo e di certo non è un caso che sia approdata sugli schermi proprio nella Giornata Internazionale della Donna. Le radici dello show sono fortemente femminili e femministe e non solo perché la protagonista e buona parte dei personaggi principali sono donne. La showrunner è Melissa Rosenberg e dietro la macchina da presa si sono susseguite tutte registe, un segnale chiaro in un momento storico in cui a Hollywood si sta mettendo in discussione uno status quo ben preciso. I temi stessi trattati in questa stagione e gli sviluppi legati ai personaggi rimarcano una attenzione particolare a quanto detto.

Gli eventi della seconda stagione di Jessica Jones ripartono da dove si erano interrotti con la fine di The Defenders, ma Jessica non è cambiata più di tanto. È sempre quella donna forte e decisa che si nasconde dietro la maschera della scontrosità e dietro le bottiglie di alcolici. Ma è anche quella pronta ad aiutare gli altri, per quanto tenti di camuffarlo da semplice lavoro. La Alias Investigation sembra andare bene, soprattutto grazie anche agli sforzi di Malcom ormai disintossicato e sempre più deciso a prendere in mano la propria vita.

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Jessica non vuole essere un’eroina, ma suo malgrado si ritrova sempre immischiata in questioni più grandi di lei e che la riguardano da vicino. La sua migliore amica Trish decide di indagare su ciò che è successo a Jessica dopo l’incidente in cui sono morti i suoi genitori per scoprire chi l’ha resa “gitfed”. Ma le indagini di Trish piano piano porteranno a galla una verità inimmaginabile contribuendo ad allontanare, forse irrimediabilmente, le due amiche.

Non voglio svelare nulla di più della trama, per non fare spoiler, ma voglio invece concentrarmi sui personaggi perché sono davvero la chiave di lettura della serie. Se la storia può a volte risultare lenta o pesante, la grande forza dello show sono ancora una volta proprio i personaggi e la loro introspezione.

Ho amato Malcom e la sua devozione verso Jessica, ma anche il coraggio e la determinazione nel tenerle testa perché, diciamocelo, Jessica non è una persona facile a cui stare accanto. Jessica tende a dare per scontate le persone e con Malcom lo ha sempre fatto. Credo però che gli eventi di questa stagione le abbiano insegnato a non nascondere l’affetto verso gli altri e a non rifiutarlo. Da personaggio secondario, Malcom sta piano piano disegnando il proprio sentiero e non vedo l’ora di scoprire dove questo lo porterà.

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Trish, invece, è diventata una sorta di antagonista ed è venuto fuori un lato di lei che l’ha resa abbastanza insopportabile. Ha vissuto una vita intera all’ombra delle aspettative di sua madre. Non si è mai sentita all’altezza e nonostante abbia una carriera e un uomo che la ama, vuole di più. Il fatto che Jessica abbia i poteri la fa sentire perennemente in difetto. Trish ha un vero e proprio complesso di inferiorità che, unito a narcisismo e egocentrismo, porta a galla tutta l’invidia che prova verso la sua migliore amica e che la condurrà a compiere un gesto estremo.

E infine Jessica che è profondamente umana anche se fa di tutto per non sentire nulla. Per anni ha costretto se stessa a vivere in una fortezza quasi inespugnabile, sola e senza legami per scelta. Se già avete visto lo show sapete che la sua è una scelta comprensibile dopo tutta la sofferenza che ha dovuto affrontare. I suoi occhi sono colmi di rassegnazione e profonda tristezza, come se pensasse di non meritare amore e affetto. Jessica tiene tutti a distanza perché crede di essere un pericolo per coloro che ama o che potrebbe amare. Krysten Ritter è stata davvero brava nel rendere la sofferenza e il senso di colpa che la attanagliano, così in contrasto con la sua forza – non soltanto fisica. A far cadere una volta per tutte la sua corazza ci pensano Oscar, il custode del suo palazzo, e una donna misteriosa che giunge dal passato e sulla quale non dirò nulla di più.

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Questa seconda stagione, inoltre, rappresenta per Jessica il momento di affrontare ciò che le ha sempre dato la caccia. Non solo il lutto per la sua famiglia, ma anche la sua natura (che non è quella di un mostro come crede) e soprattutto i fantasmi del passato, Kilgrave compreso.

La mancanza di un vero e proprio villain carismatico come il Kilgrave di David Tennant si sente eccome e non basta un suo breve ritorno a modificare le cose. Ma questo non è necessariamente un male perché, anzi, il fatto che lo show sia più focalizzato su Jessica stessa e sulle sue origini lo rende più complesso e introspettivo.

Insomma, più introspezione e meno storia per una seconda stagione che parte lenta, ma non delude le aspettative e anzi riserva delle belle sorprese. La seconda stagione di Jessica Jones è un viaggio che scava nel passato e nei ricordi per arrivare alle origini e alla natura profonda di un personaggio complesso e fortemente umano. Gli autori devono ora essere in grado di dare una svolta plausibile al personaggio di Jessica, in modo che la sua evoluzione non rimanga confinata a questa seconda stagione.

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COSE RANDOM CHE MI SONO PIACIUTE:

  • Oscar: vi sfido a non innamorarvi di lui alla prima inquadratura! Oltre che molto bello, lo trovo anche perfetto per Jessica. La capisce e le dà lo spazio che le serve. E per la prima volta Jessica assapora quell’idea di famiglia che pensa di non poter avere.
  • Attualità: come sempre Jessica Jones non si tira indietro dal toccare dei temi quanto mai attuali e importanti. In questo caso: le molestie nel mondo dello spettacolo, le dipendenze, i maltrattamenti in carcere e molto altro.
  • Kilgrave: è sempre bello rivedere David Tennant in un ruolo così iconico, anche se in questo caso breve e marginale. Una guest star decisamente approvata!

 

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