The Walking Dead

RECENSIONE The Walking Dead 8×11

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The Walking Dead è tornato a piacermi abbastanza in questa seconda metà dell’ottava stagione e ovviamente quando finalmente, dopo mesi, sono di nuovo felice che sia lunedì per vedere l’episodio, ci si mette lo streaming a remarmi contro. Riuscire a vedere questo episodio è stato lungo e faticoso e questo è il motivo per cui questa recensione arriva in ritardo. Ma nonostante le stelle avverse, l’attesa è tutto sommato valsa la pena perché Dead or Alive Or… è un episodio piuttosto buono.

La serie è ancora ben lontana dagli standard a cui ci avevano abituato le prime stagioni, ma sta recuperando terreno rispetto all’abisso in cui era sprofondata durante la prima metà di stagione. I personaggi sembrano aver smesso di compiere gesti completamente privi di senso. Stanno finalmente confluendo tutti verso un unico luogo – Hilltop – e con un unico scopo: affrontare Negan una volta per tutte.

Gli episodi di The Walking Dead che si concentrano sugli sviluppi e sui rapporti tra i personaggi sono sempre stati i miei preferiti ed è per questo che mi ritengo abbastanza soddisfatta della direzione che sta prendendo lo show in questi ultimi tre episodi. 

Dopo la morte di Carl, abbiamo visto come hanno affrontato il lutto Michonne e Rick e questa settimana, invece, seguiamo il gruppo di Alexandria che guidato da Daryl e Rosita cerca di raggiungere Hilltop senza cadere tra le mani dei Saviors. A creare scompiglio è Tara che accecata dalla vendetta vorrebbe uccidere Dwight che invece adesso si sta rivelando una risorsa per il gruppo. E’ proprio a causa di Tara e del suo tentativo di ucciderlo che l’uomo si ritrova faccia a faccia con i suoi ex compagni ed è quindi costretto a fare il doppio gioco e a tornare al Santuario.

 Dwight non è il solo a fare ritorno al Santuario, dove Negan ha messo Eugene a capo di un avamposto affinché possa avere tutto il necessario per fabbricare nuovi proiettili. Eugene aveva aiutato Gabriel e il dottor Carson a fuggire affinché tornassero a Hilltop, ma dopo una fuga rocambolesca e un po’ improbabile i due vengono rintracciati dai Saviors. Carson viene ucciso e Gabriel, ormai quasi cieco a causa di un’infezione, viene riportato da Eugene.

Nel frattempo Daryl e gli altri riescono a raggiungere Hilltop dove Maggie è alle prese con il suo nuovo e complesso ruolo di leader.

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PROMOSSI

Dwight: mi rendo conto che iniziare la sezione dei “Promossi” con Dwight sta diventando una costante, ma credetemi quando vi dico che è diventato il mio personaggio preferito! Secondo voi soffro della sindrome di Stoccolma o di quella della crocerossina? Si accettano pareri!

Ad ogni modo, Dwight sta davvero facendo di tutto per aiutare il gruppo ed è sincero. Glielo si legge negli occhi che questa è la sua vera natura, non l’attitudine violenta che era costretto ad avere con i Saviors. Tutto ciò che ha fatto lo ha fatto per Sherry e anche se è consapevole che questo non sia né giustificabile né perdonabile, è la verità. E la verità è tutto ciò che gli resta. Dwight ha sbagliato ed è pronto a pagare, ma prima vuole fare ammenda. A questo proposito è emblematica la frase che rivolge a Daryl: “Sono qui per aiutarvi a battere Negan. Dopo di questo, so come andrà a finire.” Sa che le probabilità di essere ucciso sono alte, ma preferisce comunque aiutarli piuttosto che fuggire. Vorrei proprio vedere Dwight accettato nel gruppo, merita un happy ending.

Siddiq: abbiamo visto poco di questo nuovo personaggio, ma mi ci sono già affezionata. Appena arrivato a Hilltop mette già a disposizione del gruppo le sue conoscenze mediche. Quando viene chiesto come è morto Carl, Carol dice “In tutto questo casino stava aiutando un estraneo”. Carl sapeva che Siddiq è una brava persona e spero davvero che gli autori non sprechino un personaggio con un tale potenziale.

Maggie: sto apprezzando Maggie ancora più del solito. Il suo minutaggio ultimamente è molto poco, ma basta a fare trasparire l’enorme forza di questa donna. Oltre che essere forte e coraggiosa, Maggie ha anche un altissimo senso di giustizia e lo dimostra quando accetta di concedere ai prigionieri di poter uscire brevemente dalla loro prigione a cielo aperto. Un po’ come per Jesus, spero solo che gli showrunner non trasformino questa dimostrazione di pietà e giustizia in mera ingenuità.

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BOCCIATI

Tara: io capisco che Tara sia arrabbiata con Dwight per la morte di Denise e ne ha tutto il diritto. Ma non si rende conto che questa sua voglia di vendetta è pericolosa e inutile. Lei stessa ha avuto la sua seconda occasione, dato che stava dalla parte del Governatore. Perché non dovrebbe averla anche Dwight? Ha ragione Rosita quando dice “Abbiamo appena perso Carl. Ora fermiamoci.” E’ tempo di smetterla con le morti inutili che possono essere evitate.

Gabriel e Carson: il minutaggio dedicato alla fuga di Gabriel e Carson ha proprio l’aspetto di un mero filler. La questione della casa nel bosco è stata troppo inverosimile e il fatto che poi alla fine Gabriel venga riportato da Eugene, la fa sembrare anche un po’ inutile. Capisco il fatto di voler approfondire la fede di Gabriel, ma sarebbe bello che fosse fatto in maniera coerente con il resto dello show.

 

Era da un po’ di tempo che non provavo questa sensazione di soddisfazione dopo un episodio di The Walking Dead. Sono contenta di provare di nuovo interesse per uno show che in passato ho amato molto. E sono ancora più felice di provare di nuovo affetto per un personaggio. Come sempre, non canto vittoria troppo presto, ma per adesso mi godo il momento e un episodio ben fatto.

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