RECENSIONE Chicago Med 3×11

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E niente, Chicago Med ci mette tanto vicino agli americani che quasi la differenza non si vede.

Bentornati amici, anche questa settimana Chicago Med si presenta più captain ovvio del solito, come sempre.

Io odio quando le serie diventano prevedibili… qual è il senso di guardarle sennò?

Parliamoci chiaro eh, st’episodio è stato anche mezzo carino, interessante e quel che vi pare, ma io non posso prevedere le cose una/due recensioni prima.

Che poi io promuoverò Chicago Med fino alla fine perché Grey’s ormai da evitare come la peste è un altro discorso, ma trovo comunque insopportabile capire le storyline prima.

Capiamoci, Connor e la Bekker (mi manca il suo nome ma shh) erano una cosa scritta ancora prima che Robin venisse sacrificata in nome di Storybrooke, ma far tutta sta manfrina per farli diventare i Derek e Meredith dei poveri che si accoppiano nel primo sgabuzzino dell’ospedale anche no dai.

Cioè, li trovo una coppia ben assortita ed insieme potrebbero anche fare qualcosa di interessante, perché il caratterino c’è, la tensione anche, magari è la volta buona per Connor di trovare la persona giusta.

Diciamo che la storiella della faida per la carriera l’abbiamo già vista con Sam e lo stesso Connor, mi sembra noiosa ecco, o meglio ripetitiva fino al midollo, per non dir scontata al massimo.

Mi fa storcere il naso anche la storyline di Sarah.

Credo che se da un lato palesare l’interesse esclusivamente materiale del padre sia producente, dall’altro lo trovo parecchio umiliante, specialmente per un personaggio come Sarah.

Ha bisogno di un riscatto agli occhi dello spettatore, non di essere distrutta per la millesima volta.

Capiamoci, questo personaggio ultimamente ha affrontato o storyline inconcludenti (vedi il fratello di April) o deleterie per il suo personaggio, mirate a metterla solo in cattiva luce.

Okay, quando si è malati è nella natura umana andare a cercare qualcosa in più, che siano affetti o fede religiosa, ma credo che questo episodio di Chicago Med ci abbia mostrato come il controllo mentale da chi si ama sia deleterio.

Perché qua è di questo che parliamo, puro e semplice controllo mentale.

Nascondere alla propria figlia di essere malati soltanto per fare in modo che lei si occupi delle finanze non è essere un padre in via di redenzione, ma è essere un approfittatore delle debolezze altrui.

Per Sarah il padre è una debolezza, e quest’uomo abusa di questa cosa. Onestamente spero che il dottor Charles decida di mettersi in mezzo, una volta tanto, e apra gli occhi alla sua pupilla, evitandole ulteriori sofferenze.

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Per parlare di Natalie, ribadisco quanto detto l’altra volta, ossia che il suo personaggio rappresenta qualsiasi umano medio con un briciolo di intelligenza.

Ora so che rischierò di infilarmi in argomenti spinosi filopolitici, ma come ci ha brillantemente evidenziato Chicago Med, la politica no vax è assolutamente inconcludente.

Viviamo nel 2018, siamo una società abbastanza avanzata dal punto di vista sociale e medico, quindi spiegatemi perché la gente deve ancora ammalarsi di malattie stupide come la pertosse, quando alla fine esiste questo benedetto vaccino?

Il vaccino garantisce un’immunità generale, non individuale, sia chiaro.

Quindi sì, questa storyline mi è piaciuta davvero tanto, specialmente perché ha mostrato come la medicina e i dottori (in questo caso degli attori hanno prestato la voce al personale medico) appoggi completamente la causa, evidenziandone rischi e conseguenze.

E se questa è una problematica in America tanto quanto in Italia, forse un po’ di informazione in più non farebbe male, ecco.

Concludo con una domanda, anzi forse più di una:

  1. Ma una storyline a Sharon Goodwin?
  2. Ethan e April fanno altro oltre a saltellare nudi qui e là?
  3. Maggie avrà una gioia?

Alla prossima!

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