RECENSIONE American Crime Story: Versace 2×05-2×06

American Crime Story RECENSIONI SERIE TV
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Con un salto temporale di due anni, antecedenti ai fatti avvenuti nei scorsi episodi, scopriamo finalmente come l’anima di Andrew Cunanan è sbocciata tra follia, amore desiderio di sangue. Vediamo insieme cosa è successo nelle ultime puntate di American Crime Story: The Assasination of Gianni Versace.

Si sa, uno dei gli ultimi step da compiere per completare il processo di autoaccettazione è quello di dover far coming out con il resto del mondo. Se quello di David è stato il classico “papà sono gay” per Jeff Trail e Gianni Versace, la storia non ha avuto la stessa trama. Analizzando il primo, la sua situazione è alquanto logorante dall’interno poiché la posizione militare che ricompre nei Marines lo rende perfetto come soldato ma nullo come uomo. In quegli anni essere gay nelle forze armate era reato e lui, dopo aver salvato un marinaio da morte certa per averci provato con uno del suo squadrone, si rende conto che se deve accettare se stesso dovrà anche abbandonare la nave. Cosa che poi fa.

Sono gli anni di sconforto in cui a piccoli passi perde potere tra i vari ranghi e sono gli anni in cui conosce Andrew Cunanan, artefice della sua morte successivamente.
La figura di Versace invece deve confrontarsi con il resto del mondo ed essere consapevole che se dovesse fare coming out attraverso la stampa, dichiarando che Antonio è il suo compagno e non il suo assistente, la compagnia e chi ci lavora, potrà avere negative conseguenze.

Il coming out per Andrew Cunanan non esiste, lui stesso non si identifica, non si etichetta e preferisce utilizzare questo suo velo sugli altri uomini, abbindolandoli ai suoi piacere.
L’America e il mondo hanno fatto grandi passi da quegli anni anche se in alcuni stati è ancora illegale essere gay, ma per chi li ha vissuti, non era vita quella ma sopravvivenza e solo chi era più forte e riusciva a contrastare tutti gli insulti ce la faceva. Come Jeff, che arrivato ad al punto di decidere se vivere sotto schiaffo o una vita in pace con se stesso, ha tentato il suicidio, fallendo (fortunatamente).

Grazie a queste due puntate vengono spiegate le dinamiche di come il trio si è formato, di come David ed Andrew sono entrati in contatto e di come Jeff si è unito poi alla cerchia.
Con fare dispettoso, Andrew sfrutta uno dei suoi “paparini”, Norman, per farsi organizzare una grande festa di compleanno. Nella lista dei presenti ci sono anche Jeff e David che legheranno subito dal primo momento, facendo andare su di giri lo stesso Cunanan.

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L’amore remixato alla follia porta a compiere gesti di natura malata, come acquistare cose di valore che non si possono permettere per una persona che non ci tiene a te e non perché non sia innamorata di te, ma perché si rende effettivamente conto che avere qualcuno di mentalmente instabile al proprio fianco non è la cosa migliore da fare. Folgorato da una notte di passione, Andrew decide di invitare il giovane architetto in un grande hotel a LA per passare un po’ di tempo insieme. Convinto di convolare a nozze, le sue bugie lo portano a scavarsi ancora di più la fossa, ricevendo insieme alle aragoste un bel no come risposta.

Aggiungendo ai vari fatti un full immersion di siringhe e sostanze chimiche, Andrew perde pezzi, sfiorando quasi l’overdose, dove con un immaginario faccia a faccia con Versace, si rende conto che non sono i soldi a fare la felicità e che il suo essere miserabile è dovuto dalla solitudine, la sua in particolar modo.
Si presenta tra le scene la madre di Andrew, visibilmente psicopatica che sta anche lei al gioco del figlio, sbandierando ai quattro venti le false verità che le vengono presentate ogni volta che l’assassino la va a visitare.

UN NOME CHE NON CONTA
Arrivati a questo punto della serie, un buon punto, il nome di Versace viene utilizzato solo come di riferimento e come base di partenza per uno studio nei confronti di come nasce un killer e cosa lo spinge a fare determinate cose. Essere un assissino deve essere un’indole che come un fiore cresce dentro e che al posto dell’acqua ha bisogno di dolori e invidia, per poi sbocciare tra sangue e corpi nascosti. La stagione ha raggiunto a pieno lo scopo al quale mirava: capire cosa rende una persona orribile e se la cosa deve nascere di per se oppure matura con il tempo attraverso i fatti e le cose accadute.

UCCIDERSI O NO?
Essere gay non è difficile, solo che alcune volte, quando la pressione e la paura fanno forza unica, autogestirsi sulle proprie scelte diventa difficile, se non impossibile. Jeff ha tentato il suicidio ancor prima di perdere tutto e nonostante fosse consapevole che la vita avrebbe preso una nuova svolta se fosse rimasto in vita, leggermente più triste, ha comunque tenuto la corda e i piedi per terra. Cosa lo ha salvato? L’amore per David, quell’amore che lo ha ucciso brutalmente in un secondo momento proprio quando era quasi riuscito nel liberarsi di quel male conosciuto due anni prima, in un bar.

VOGLIO PASSARE IL RESTO DELLA MIA VITA CON TE
Ancora non si è capito se Andrew avesse avuto sul serio una famiglia in passato, e le sue bugie continue mandano in confusione anche me, ma sta di fatto che la sua voglia spudorata di sposarsi è un chiodo fisso che lo ha portato alla pazzia più completa, alimentata sempre dal desiderio di vendetta e di invidia una cosa tipo “se non posso averla io, allora nemmeno tu” – la ricca vita di Versace, Jeff & David e l’amore.

Perché nonostante lui abbia ricevuto un no secco durante il periodo di conoscenza con David, ritorna all’attacco una seconda volta, quando per quest’ultimo era solo una notte di sesso e nulla più.

In ogni episodio di American Crime Story: Versace, i suoi occhi diventano sempre più vitrei e distanti, è il simbolo di chi non ha pudore, coscienza e benevolenza. il simbolo di chi ormai è sul baratro appeso con una sola mano e solo il continuo ammazzare gli da la forza di trattenersi ancora di più, di trasmettere altra forza alle sue dita. Il punto è: basterà questa forza? Per quanto tempo ancora la farà franca e finalmente qualcuno schiaccerà questa mano facendolo cadere verso il nulla per il resto della sua vita, chiudendolo in gabbia?

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