The Walking Dead

RECENSIONE The Walking Dead 8×10

RECENSIONI SERIE TV The Walking Dead
Share

Rieccoci anche questo lunedì con una nuova recensione di The Walking Dead. Lo show è tornato la scorsa settimana dopo la lunga pausa invernale con un episodio che ha segnato l’addio definitivo di uno dei pilastri della serie ovvero Carl. L’episodio di questa settimana, intitolato The Lost and the Plunderers, affronta in parte le conseguenze della morte del giovane, ma presenta anche delle dinamiche interessanti che potrebbero portare scompiglio tra le fila dei Saviors.

L’episodio è, nella sua durata, diviso in sei spezzoni legati a sei personaggi: Michonne, Negan, Enid, Simon, Jadis e Rick

Michonne e Rick si trovano a dover affrontare la morte di Carl e la sua richiesta di cercare di creare la pace definitivamente. Mentre Michonne sembra affrontare il lutto più apertamente, Rick non è pronto a farlo. “Non ancora, non io” dice quando Michonne gli propone di leggere le lettere che il ragazzo ha lasciato ai suoi cari, e non solo. C’è infatti una lettera indirizzata a Negan in cui, scopriremo alla fine dell’episodio, Carl gli fa le stesse richieste che ha fatto a suo padre, ma su questo ci ritorneremo dopo.

Nel momento in cui lasciano Alexandria, Rick e Michonne non si lasciano alle spalle solo la loro casa, ma soprattutto l’idea di una Casa (e di famiglia) con la lettera maiuscola che per un attimo avevano potuto accarezzare. Si lasciano alle spalle anche quella “zona sicura” che ora non è che un campo di battaglia devastato, una “zona sicura” che per poco tempo ha rappresentato una concreta possibilità di futuro.

Come dicevo, sembra quasi che Rick non riesca ancora ad affrontare il lutto pienamente e lo dimostra il fatto che subito pensa ad andare alla discarica, quasi come se volesse tenere la testa occupata per non pensare. Alla discarica però ora sono tutti zombie a parte Jadis, la leader.

1430

Negan aveva mandato Simon a “riscuotere” le scuse e a requisire le armi, mettendo bene in chiaro di non ucciderli tutti come invece avrebbe voluto fare l’uomo, ma Simon si fa prendere la mano complice anche l’assoluta antipatia di Jadis. Quando Rick lo scopre, lascia indietro Jadis, da sola prigioniera degli zombie che una volta erano la sua comunità, e in seguito se ne pente quando Michonne gli fa notare che è proprio questo di cui parlava Carl, ciò che dovrebbero fare quando hanno scelta. Aiutare gli altri quando non sono costretti a difendersi per sopravvivere.

Rick decide quindi di leggere la sua lettera e quella di Negan, in cui Carl chiede a entrambi di porre fine alla guerra. Ma è troppo tardi ormai, la pace non è possibile, non finché Negan è in vita. Rick contatta quindi Negan per ribadire il concetto e quando gli dice che Carl è morto l’uomo sembra realmente dispiaciuto e io sono convinta che fosse sincero, ma ovviamente non ci pensa due volte a spargere sale su una ferita aperta: “Avresti potuto lasciare che vi salvassi tutti. Hai fallito come leader e soprattutto come padre.” 

La guerra non è mai stata più inevitabile.

I can’t believe I’m saying this but... Negan’s starting to make some sense

PROMOSSI

Negan/Simon: ho apprezzato molto il contrasto e confronto tra Negan e Simon e tra le loro due visioni opposte. Simon è dell’idea che i Saviors debbano imparare la lezione e eliminare tutti quelli della discarica, colpevoli di essersi alleati con Rick, mentre Negan continua a vederli come una risorsa. Il fatto che Simon disobbedisca agli ordini sottolinea una crepa sempre più profonda tra i Saviors. In tutto questo, Negan dimostra ancora una volta di avere una propria logica e una propria coerenza, se non addirittura una propria morale, per quanto malata e perversa. Negan non uccide perché gli va di farlo, uccide sempre per una ragione ovvero per mantenere lo status quo. Tutti sono una risorsa e nella sua visione distorta lui è davvero un salvatore che regala loro una vita migliore. Mi è piaciuta quindi questa nuova dinamica di contrasto che si insinua tra le fila degli adepti di Negan e a essere sincera non mi dispiace che Simon abbia dato un taglio netto (si spera) alla storyline della discarica.

BOCCIATI

Oceanside: l’ho già detto l’altra volta, ma continuo a non sentire l’esigenza di questa storyline che mi sembra sempre più filler e superflua.

Regia: The Walking Dead non brilla per regia o aspetti tecnici, ma questa volta  ci sono stati tre o quattro momenti in cui si sono superati e hanno optato per uno zoom ottico tremendo che faceva molto anni ’70. Spero di dimenticarlo presto!

Sorprendentemente anche questo episodio mi è piaciuto e quindi siamo a quota due di fila. Non voglio sbilanciarmi per scaramanzia perché ormai non mi fido più, ma spero che si continui così.

Come sempre ringrazio voi per essere ancora qui con noi e ringrazio le fantastiche pagine affiliate:  Caryl ItaliaJeffrey Dean Morgan ItaliaNorman Reedus ItaliaAndrew Lincoln ItalyThe Walking Dead-Italy. Passate a trovarle e veniteci a trovare anche sulla nostra pagina Facebook!