#PILOTADVICE RECENSIONE The Resident 1×01

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PILOT ADVICE
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“Vogliamo aiutare i nostri pazienti, ma sui banchi non ci insegnano che ci sono molti modi per nuocergli.”

Scritta da Amy Holden Jones , Roshan Sethi e Hayley Schore, la serie di cui vi parleremo oggi è l’ultima arrivata a casa Fox, The Resident.

Iniziamo con la classica domanda “Perché ho deciso di guardare questo pilot?”, vi dirò seguo e o seguito molti medical drama e per quanto mi piaccia il genere devo ammettere – a malincuore- che spesso rimango delusa. Il problema di questo genere è che tratta sempre gli stessi argomenti quindi molte volte serie diverse si ritrovano a fare episodi molto, molto simili. Questo è uno dei motivi per cui non volevo iniziare una altra serie di questa tipologia.
Cosa mi ha fatto cambiare idea? Il cast!
Secondo me, un buon cast è fondamentale per ogni serie tv e questa ne ha uno eccezionale.
All’interno del cast troviamo: Bruce Greenwood, Matt Czuchry, e due attori a cui sono particolarmente affezionata Emily VanCamp e Manish Dayal.

I personaggi sono interessanti e ben strutturati, ognuno ha caratteristiche particolari e intriganti.
La puntata si apre con il primo giorno da stagista del dottor Devon Pravesh(Manish Dayal), secondo me lui è il personaggio con più potenziale,  in soli 40 minuti ha subito una grande crescita personale. E’ arrivato come lo studente modello di Harvard e il suo entusiasmo è stato smozzato quando si è reso conto che le cose non sono semplici e che basta veramente poco per distruggere una vita, ma il suo sconforto l’ha portato a prendere in mano la situazione e a conquistare la prima vittoria, salvare una vita.
A guidare Devon c’è Conrad Hawkins (Matt Czuchry) un eccentrico dottore che spicca per i suoi metodi non convenzionali e spesso duri, ciò che mi ha veramente sorpreso è la sua determinazione nel portar avanti i suoi ideali, lui non si pone limiti e pur di fare la cosa giusta è disposto a sbagliare.
E poiché un po’ di love story non guasta mai, l’affascinante dottore è sentimentalmente legato all’infermiera  Nic (Emily VanCamp). Lei da subito si dimostra una persona più razionale, crede che esistano ancora “ i bravi dottori e le brave infermiere” è vuole rientrare in quella categoria, tuttavia afferma di apprezzare i metodi di Conrad.
E infine, troviamo il dottor Randolph Bell (Bruce Greenwood), un medico ormai finito – non a caso soprannominato, Mengele ovvero “L’angelo della morte” – che usa l’intimidazione  per ottenere ciò che vuole e la sua fama per coprire i suoi errori, non a caso preferisce prendersi meriti non suoi che preoccuparsi di salvare delle vite.

Ammetto di aver visto la puntata solo per gli attori ma posso assicurarvi che questa serie mi ha colpito già dalla prima scena in sala operatoria!
Quello che davvero mi ha colpito è stata la rappresentazione cruda e veritiera di ciò comporta essere un medico. Già da questa prima puntata possiamo notare come questa serie si distacca particolarmente dai medical drama a cui siamo abituati, è più realistico soprattutto per quanto riguarda gli errori ospedalieri e su come vengono “coperti”.
E’ anche politicamente scorretto, ed è interessante vedere una serie del genere sotto questo aspetto, ovvero quello “politico” perché ci mostra che ciò che aggrava sulle spalle dei famigliari giova all’ospedale, è un aspetto che non vediamo spesso e che solitamente non viene messo in risalto o considerato.
Ottimo cast, personaggi interessanti, trama intrigante… cosa aspettate a vederlo?
Le premesse sono ottime e questo pilot è, senza ombra di dubbio, PROMOSSO!

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