Time's Up

Why We Wear Black: Ma come ti vesti? #GoldenGlobesEdition

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Ma come ti Vesti? Golden Globes edition

“It’s not a moment… it’s a Movement.”
[ Eva Longoria ]

Come aprire un articolo se non con questa frase che rappresenta a pieno la situazione?
Perché sì, con questi settantacinquesimi Golden Globes ha preso ufficialmente vita un movimento senza precedenti ad Hollywood.

Il mondo patinato rappresentato da questo quartiere di Los Angeles è sempre stato pieno di ombre, ma con il caso Weinstein si è aperto uno squarcio difficilmente ricucibile; una ad una le star si sono esposte, abbandonando ogni remora ed esprimendo la loro opinione su un tema così forte, e quale occasione migliore dei primi Golden Globes dopo lo scandalo?

Ma andiamo con ordine: 330 donne tra le più importanti nello showbiz hanno dato vita ad un movimento, chiamato Time’s Up (Il tempo è scaduto), in supporto alle spese legali e non per le vittime di abusi sessuali, arrivando a toccare l’esorbitante cifra di 13 milioni di dollari in poche ore.

“No more silence. No more waiting. No more tolerance for discrimination, harassment or abuse”

Nomi celebri come Jennifer Lawrence, Cate Blanchett, Emma Stone, Brie Larson, Natalie Portman, Reese Witherspoon, Meryl Streep, Julianne Moore, Ashley Judd, Tracee Ellis Ross, Sophia Bush, Kerry Washington, Shonda Rhimes… Potrei andare avanti ore citando attrici (e in seguito attori) che hanno aderito alla causa, con una lettera aperta al Times, con un inizio significativo…

“Dear Sisters.”

Può sembrare una frase come le altre, ma una coesione così non si era mai vista, tutti uniti contro un’unica causa, e cosa fare se non protestare in occasioni ufficiali?

Così, in una delle serate più importanti dell’industria cinematografica, il red carpet per una volta ha brillato in maniera diversa, tingendosi di nero.
Il nero è un colore che parla più di mille altri colori, il nero rappresenta la dignità, la morte di una società civilizzata (perché quando si parla di abusi si parla semplicemente di morte di una società, ridotta all’osso nel modo più becero possibile), rappresenta la semplicità, eliminando le distinzioni… Non importa che tu sia uomo o donna, attore o semplice impiegato, casto o sexy, l’abuso non è mai un qualcosa di accettabile, né tantomento qualcosa di cui vergognarsi.
Non ci si può nascondere dietro un dito o giustificazioni, ed è per questo che il tempo è scaduto.

Questo tempo non sarebbe nemmeno dovuto esistere, ma se si vuole essere davvero persone migliori parlare è la migliore arma.

Presentarsi tutti in nero su questo red carpet non è un capriccio o una banale protesta contro il nuovo presidente, è un messaggio forte e chiaro che Hollywood ha voluto gridare al mondo.

Basta.

“In solidarity”

Questo “Ma come ti vesti?” non sarà sicuramente una critica verso gli abiti delle attrici, come è sempre stato, ma una celebrazione di questo gesto che per quanto piccolo può segnare una vera svolta.

Eleganti, impeccabili e combattenti, come non ci possiamo inchinare di fronte queste cinque bellezze?

È stata sfoggiata l’eleganza, la classe e anche il sex appeal di queste donne, urlando ancora più forte che una scollatura non giustificherà mai certe azioni e che, su quel tappeto rosso, ci si può camminare a testa alta, arrivandoci grazie al talento.

globes

Non importa se si è bianchi, incinta, sposate, afroamericane, ispaniche, qualunque cosa non giustificherà mai nessun tipo di abuso, che sia alzare la voce o qualcosa di più spinto e diretto.

Non importa qualche lustrino qua e là o una fascia rossa intorno alla vita, perché su tutto l’evento, soltanto 3 persone si sono presentate vestite in un colore diverso dal nero, dando motivazioni più o meno condivisibili.

Ma questo non è tempo per le polemiche, ma solo ed esclusivamente per riflettere.
Ammiriamo questi uomini e queste donne che dopo anni e anni di silenzio finalmente danno voce ad una causa sottostimata, svalutata e ignorata. Sediamoci, prendiamoci due minuti tra un episodio di Netflix e l’altro e pensiamo a cosa fare per cambiare nel nostro piccolo la cosa.
Non abbassiamoci ai piedi di chi ha potere, non bruciamo la dignità per quattro soldi in più, non stiamo in silenzio davanti allo scempio, spegniamo la fiammella prima che diventi un fuoco troppo grande per essere domato, pronto solo a mietere vittime su vittime.

Non serve essere attori di Hollywood per poter fare la differenza, basterebbe davvero poco, un’occhiata più innocente ed un sorriso più sincero.
Perché anche per noi il tempo è scaduto.
Finalmente è tempo di alzare la voce.

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