Victoria

RECENSIONE Victoria 2×08 – season finale

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Qualcuno mi dia un pizzicotto e mi svegli da questo incubo, per favore! Nella recensione dello scorso episodio di Victoria ve lo avevo detto che temevo che la felicità portata dalla Scozia non sarebbe durata a lungo, ma quello a cui il finale di stagione ci ha messi di fronte è molto peggio di qualunque cosa pensassi.

The luxury of conscience è un episodio che più che essere conclusivo di un ciclo, apre invece le porte a un futuro che sembra soprattutto incerto e che mi ha messo addosso una tristezza assoluta. Se devo essere sincera, un po’ mi dispiace che la stagione sia finita in questo modo. Avrei voluto un lieto fine e spero che lo speciale natalizio possa aggiustare almeno qualcosa, anche se sappiamo tutti che la Storia è il più grande spoiler…

L’episodio si apre con Uncle Leopold che arriva a sorpresa a palazzo e questo già avrebbe dovuto farci capire che le cose sarebbero state complicate. Il suo arrivo turba particolarmente Albert e questo non fa che acuire alcuni contrasti con Victoria. Albert è particolarmente nervoso e il fatto che tema che la piccola Vicky, cagionevole di salute, si possa ammalare non fa che peggiorare le cose. In particolare ad Albert non è mai piaciuta Lehzen e non approva il modo in cui bada ai loro figli.

Per Victoria è molto difficile rendersi conto che non può dividere l’affetto tra suo marito e la Baronessa e soprattutto che l’essere troppo legata alla donna che l’ha cresciuta sta compromettendo la felicità del suo matrimonio. Ma quando Vicky rischia la vita a causa di una congestione polmonare anche Victoria si rende conto della necessità di allontanare Lehzen e a malincuore la manda a casa, in Germania, dalla quale manca da vent’anni. Devo ammettere che anche se Lehzen non mi è mai piaciuta particolarmente, l’addio tra le due (e persino quello tra Lehzen e l’antipatico Penge) è stato toccante, anche perché arrivava dopo una tragedia che mi ha lasciato particolarmente sconcertata.

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Anche al Parlamento vi sono tensioni poiché Peel ha intenzione di presentare una legge di abrogazione del dazio sui cereali e di favorire il libero mercato. Dopo molta fatica e contrasti, la legge di Peel viene approvata ma quando esce dal Parlamento un contadino, preoccupato che questo gli rovini il commercio, tenta di sparargli. Peel si salva solo perché Drummond si butta tra lui e l’omicida e si becca la pallottola al posto suo.

Edward Drummond ci lascia così, morto praticamente sul colpo in mezzo alla strada, mentre Lord Alfred lo aspettava invano al ristorante. Non mi aspettavo minimamente questo colpo di scena; sapevo che la loro storia non avrebbe mai potuto avere vita facile, ma questo è stato davvero troppo. Ci sono rimasta malissimo, mi sono sentita come se avessi preso in pieno un treno. Ma quello che mi ha fatto più male è stato pensare che Drummond e Lord Alfred non si siano rivisti dopo la prima cena al ristorante in cui Alfred aveva cercato di dissuadere Drummond dal rompere il fidanzamento per non rovinare la sua promettente carriera.

Alfred era sembrato restio a continuare ciò che era nato in Scozia e l’entusiasmo e l’amore avevano lasciato il posto nei suoi occhi alla delusione. Mi spezza il cuore pensare che Alfred se ne sia rimasto ad aspettare da solo al ristorante dopo averlo invitato nuovamente a cena per cercare di riparare le cose; che sia rimasto ad aspettarlo invano pensando di averlo deluso.

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Alfred e Drummond li voglio ricordare così!

Mi sono venute le lacrime agli occhi nel vedere Peel piangere la morte di quello che era non soltanto un assistente, ma anche un amico. E ho apprezzato davvero molto la dolcezza e la sensibilità della Duchessa di Buccleuch, che ha sempre saputo del legame che univa i due uomini, nel comunicare a Lord Alfred della morte dell’uomo che amava, così come l’aiuto che Miss Coke gli ha dato durante il funerale.

E se pensavamo che le disgrazie fossero finite qui, ovviamente ci sbagliavamo di grosso. Ernest sembrava finalmente guarito dalla sifilide e non vedeva l’ora di poter condividere un momento di tenerezza con Harriet, con l’intenzione di chiederle di sposarlo. Ma poco prima di incontrarla per farle la proposta, facendo il bagno, scopre un brutto sfogo cutaneo sulla schiena, indice che la malattia è ancora presente. Ovviamente, Ernest trova una scusa per non incontrare Harriet ed è chiaro che non le chiederà mai di sposarlo, perché mai la metterebbe in pericolo. Un altro pezzo del mio cuore ha fatto crack.

Unica nota di felicità di questo tristissimo episodio sono Francatelli e Mrs. Skerrett: Francatelli ha finalmente invitato Nancy a uscire e nella bellissima cornice di Hyde Park e del Serpentine tra i due scatta il bacio. Era ora! E poi chi potrebbe resistere a Francatelli che ti porta le tartine di fragole?

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E così si conclude la seconda stagione di Victoria che devo dire mi è piaciuta molto, tanto quanto la prima. Il livello stilistico e narrativo di questa serie è sempre molto alto e dal punto di vista della narrazione è migliorato rispetto alla prima stagione, la quale talvolta aveva dei momenti morti o quasi campati in aria. Abbiamo perso personaggi a cui eravamo molto legati (Lord M. ci manchi!), abbiamo conosciuto storie toccanti (quella del Dottor Traill, per esempio), ci siamo emozionati come sempre per l’amore di Albert e Victoria e abbiamo ammirato la crescita di questa forte regina.

Non vedo l’ora di vedere lo speciale di Natale, sperando che possa portar via un po’ della tristezza che questo finale di stagione mi ha lasciato.

Un grazie davvero ENORME va alle nostre pagine affiliate che hanno condiviso le mie recensioni. Vi invito a passare da loro e a invaderle di like: An Anglophile Girl’s Diary, Mr. Tom HughesNoi che vogliamo i period drama della BBC sulle reti italianeRoba da VittorianiDavid Oakes ItaliaGli attori britannici hanno rovinato la mia vitaJenna Coleman Fans.

Un grazie ENORME va anche a voi che siete arrivati a leggere fin qui. Ci rivediamo a Natale!

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