Victoria

RECENSIONE Victoria 2×06

RECENSIONI SERIE TV VICTORIA
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Siamo ormai giunti quasi al termine di Victoria (ma vi rendete conto che mancano solo due episodi alla fine di questa stagione?!) e lo show ci ha stupiti ancora una volta con un episodio davvero, davvero molto bello e ricco di emozioni.

Filo conduttore è la terribile carestia che si abbatte sull’Irlanda tra il 1846 e il 1847. La gente muore per la strada, senza nemmeno la forza di arrivare alla propria casa, mentre quintali di grano vengono mandati in Inghilterra per essere venduti. A questo si somma il non troppo celato malcontento che lega i rapporti tra irlandesi e inglesi, dovuto in gran parte alla questione religiosa.

Victoria quasi è all’oscuro di questa situazione, fino a quando il Dottor Traill, parroco protestante di Schull, nella contea di Cork, non le indirizza una lettera pubblica chiedendo aiuto. Traill è una persona giusta e caritatevole che si prodiga per gli altri, siano essi cattolici o protestanti, anche a discapito della propria vita e la regina resta molto colpita dalle sue parole, al punto da invitarlo a Buckingham Palace. Victoria è molto scossa da ciò che sta capitando a una parte del suo popolo e vorrebbe partire subito per l’Irlanda. Ciò che la preoccupa e la fa arrabbiare, inoltre, è che né Albert né il Primo Ministro Peel sembrano voler intervenire su questo aspetto.

Da parte di Peel è comprensibile questa posizione perché se lui si schierasse a favore dell’invio di cibo in Irlanda si creerebbe un precedente che rischierebbe di spaccare in due il suo partito e il suo governo. A questo proposito è molto toccante il dialogo finale tra Peel e Victoria, la quale si dimostra decisa, fiera e combattiva: una madre che farebbe qualunque cosa per salvare i suoi figli. Victoria è persuasiva e si rifiuta di restare a guardare mentre il suo popolo muore di fame e lo stesso Peel non oppone grande resistenza, anche se ascoltando la propria coscienza rischia di distruggere il partito.

Per quanto riguarda Albert invece ci sono rimasta un po’ male. Mi aspettavo che lui, sempre così attento ai poveri e ai bisognosi, si sarebbe dimostrato più sensibile. Lo perdono solo per il fatto che era impegnato a introdurre i gabinetti a Buckingham Palace, per migliorare la pulizia e l’igiene di tutti, anche della servitù.

Ancora una volta la Storia, poi, si intreccia alle storie. Miss Cleary, la giovane irlandese cattolica alle dipendenze di Mrs. Skerrett, è distrutta dal fatto che la sua famiglia è vittima della carestia e rischia di perdere la casa. La giovane chiede a Penge se può anticiparle la paga per poter provvedere ai suoi familiari, ma Penge rifiuta. Seriamente, c’è qualcuno di più odioso di Penge?? Io non credo. Per fortuna ci pensa Francatelli a risolvere la situazione, regalandole il suo orologio d’oro perché lo rivenda. Francatelli ha davvero fatto una bella crescita rispetto alla prima stagione, dove mi sembrava solo un mascalzone. Il cuoco italiano è “un uomo che ha imparato a fare la cosa giusta.”

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In questo episodio ricco di emozioni e dall’atmosfera un po’ gloomy, ci tocca affrontare un’altra brutta notizia. Ernest è tornato in Inghilterra, ma non si tratta solo di una visita di cortesia. La sua vita dissoluta in Francia dopo la morte del padre gli ha lasciato un souvenir poco gradito: la sifilide. In Gran Bretagna si fa curare sotto falso nome con delle sedute di vapore di mercurio che seppur funzionanti, sembrano lasciarlo debilitato. Alla preoccupazione per la salute, poi, se ne aggiunge un’altra: il ritorno a corte della sua amata Harriet.

Harriet è rimasta vedova dopo che il marito, il Duca di Sutherland, è morto a seguito di un incidente di caccia. Qui devo ammettere di essermi sentita sollevata: se Harriet è vedova vuol dire che prima o poi lei e Ernest potranno finalmente stare insieme e amarsi come meritano. Sono una brutta persona, lo so.

E invece no, mai una gioia per Ernest e Harriet. Il fatto che Ernest sia malato, anche se sembra momentaneamente stare meglio, gli impedirà in ogni caso di sposare Harriet: per come è fatto Ernest credo che non la metterà mai in pericolo, non le farà mai correre il rischio di ammalarsi a sua volta, quindi temo che farà di tutto per allontanarsi. Spero però di sbagliarmi e che in qualche modo le cose si risolvano per il meglio. La consapevolezza di questo gliela si legge negli occhi quando, sdraiato su un parto di fiori, Albert gli comunica della morte di Sutherland e ancora di più quando finalmente lui e Harriet si rivedono. Alas, poor Ernest!

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L’episodio di Victoria si chiude sulle immagini del funerale di Traill, morto nel 1847 dopo aver contratto il tifo aiutando i poveri della sua contea, e sulle note di Skibbereen, una bellissima ballata cantata da Sinead O’Connor, lasciandoci un po’ di tristezza ma la consapevolezza di aver assistito ancora una volta a un ottimo episodio di un’ottima serie tv.

Se volete leggere la recensione dello scorso episodio la trovate qui. Anche questa settimana ringrazio le nostre pagine affiliate e vi invito a passare da loro: An Anglophile Girl’s Diary, Mr. Tom HughesNoi che vogliamo i period drama della BBC sulle reti italianeRoba da VittorianiDavid Oakes ItaliaGli attori britannici hanno rovinato la mia vitaJenna Coleman Fans.

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