Outlander

RECENSIONE Outlander 3×01 – The Battle Joined

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Sassenach, stranieri, amici delle highlands scozzesi, Outlander è finalmente tornato. Starz ci ha regalato un premiere degna di un documentario storico ma senza dimenticare l’amore che avvolge la serie e i suoi protagonisti.

Culloden, una panoramica sulle vittime scozzesi ci mostra uno dei momenti più tragici e importanti della storia della Scozia quando il Bonnie Prince Charlie, idealista senza ragione, ha portato alla distruzione un intero paese.

Jamie, sotto il corpo di un soldato nemico, apre gli occhi. Mentre gli inglesi percorrono il campo uccidendo gli ultimi inermi sopravvissuti, con sguardo vitreo e respiro affannoso lui ci riporta agli ultimi momenti della battaglia, al ricordo di Claire e al duello finale con Black Jack Randall. Sull’incontro e la sequenza dei due rivali l’immagine, fino ad ora fredda e cupa, prende letteralmente fuoco: Jamie pone fine alla vita di Jonathan Randall alla luce di un destino già segnato da tempo. La violenza si ribalta e il corpo morto dello stesso carnefice ripara Jamie dal freddo e dai soldati in perlustrazione.

Bellissima è l’immagine dei fieri highlanders che, muniti di sole spade, vanno incontro alle armi da fuoco inglesi senza timore: sono uomini d’onore che credono nella loro causa perché amano la Scozia più di qualsiasi altra cosa. Jamie conosce il destino di quella battaglia e il dolore dei suoi pensieri ci affonda nel petto come le lame che immaginiamo stroncare le vite degli amici che abbiamo conosciuto.

Jamie è ferito e delirante quando l’immagine di Claire gli si avvicina nella notte gelida: sembra stia per regalargli quell’istante ultimo di serenità che precede la morte quando, invece, lo riporta alle mani dell’amico Rupert. Mentre questi lo porta in salvo, dalle dita di Jamie viene abbandonato sul campo l’amuleto d’ambra che lo ha tenuto compagnia per tutta la battaglia.

 

Claire viene lasciata andare così – “She is gone” affermerà più tardi – e da qui ci ritroviamo ad affrontare in parallelo il 1948 della donna.

Si tratta di un episodio emozionante e potente in cui veniamo da subito ricongiunti a ciò che abbiamo scoperto negli ultimi minuti dello scorso finale di stagione e, insieme ai protagonisti, veniamo costretti ad affrontare le loro vite separate. E’ estrema la contrapposizione tra i due momenti storici, quasi come se gli autori non volessero parlarci solo di Claire e Jamie: nel passato la morte, che ci dilania e ci determina, nel futuro la vita a cui bisogna, talvolta, guardare con gli occhi della necessità.

Frank ha accettato la storia di Claire, ama già il bambino come fosse suo ma il rapporto tra i due – adesso a Boston – non sarà facile: la donna non riesce ad accettare di dover condividere una nuova vita con Frank e crescere quel figlio con un padre che non è il suo.

I superstiti di Culloden sono rifugiati in una vecchia casa dove, però, non tardano ad arrivare gli inglesi con l’ordine di giustiziare tutti i traditori della corona: “a testa alta”, come ripete lo stesso Rupert, ogni soldato dichiara con forza il suo nome facendo con onore il suo ultimo passo verso i fucilieri. Salutiamo così un altro personaggio a cui col tempo ci siamo affezionati. Dopo averlo visto per un breve momento della battaglia, non sappiamo invece che fine abbia fatto il fedele Murtagh, portatore dell’ultima buona notizia: tutti gli uomini di Lallybroch sono in salvo.

Ma dopo la battaglia, la sofferenza fisica ed emotiva di Jamie è evidente, ha ormai accettato la sua fine quando ha riportato Claire a Craigh Na Dun. L’uomo si fa avanti per la propria esecuzione quando Lord Melton, l’ufficiale inglese incaricato, riconosce in ‘Red Jamie’ colui con cui suo fratello ha contratto un debito d’onore: si tratta del giovane William Grey a cui Jamie aveva risparmiato la vita dopo essere stato attaccato nell’episodio Je Suis Prest della seconda stagione. Non potendo mettere fine alla sua vita, l’ufficiale fa riportare Jamie a Lallybroch, afflitto dalla colpa di essere ancora vivo.

Claire nel frattempo deve fare i conti non solo con i ricordi da reprimere ma anche con un ruolo di moglie e (futura) madre che non gli si addice: dopo tre anni trascorsi a cospirare contro le sorti della Storia, la nostalgia diventa tanto più forte quanto più quotidiana è l’azione.

Ma il ruolo di Frank è anche più doloroso in questo primo episodio: ogni passo che Claire sembra fare verso di lui viene immediatamente ritratto quando il marito prova a toccarla. Claire è consapevole del dolore che sta infliggendo all’uomo ma è quasi una pena che vuole provare perché nulla di tutto ciò è giusto: non è giusto perdere l’amore della propria vita – ciò vale per lei come per Frank – e non è giusto che un bambino nasca senza poter conoscere suo padre.

Uno dei momenti più toccanti di questa premiere arriva però alla fine, quando Claire con il parto accetta lentamente l’amore che Frank le ha riservato lungo tutto questo tempo: la nascita di Brianna segna il bisogno di amore e di un nuovo inizio per l’intera famiglia ma a gettare un’ombra su quel momento perfetto è la battuta dell’infermiera riguardo ai capelli rossi della bambina. Jamie è lì, dopotutto, anche a secoli di distanza.

Ho amato questo primo episodio e ho dovuto riguardarlo più volte per essere (in)sicura di cogliere tutto nonostante non succeda nulla che noi già non sappiamo. Ma è una premiere che ci introduce a immaginare una serie diversa da quella che conosciamo: non siamo abituati a pensare a Jamie e Claire così distanti ma siamo costretti con loro ad affrontare le due vite che procedono separatamente. Quando li rivedremo insieme? Quali sono le regole dei viaggi attraverso il tempo? Speriamo di scoprirlo presto ma, soprattutto, di non impazzire nell’attesa.

Vi aspettiamo a breve con la recensione del prossimo episodio, ma intanto continuate a seguirci anche sulla nostra pagina  Facebook. E non dimenticate: se avete idee da proporci o se vi piacerebbe entrare nel nostro team, non esitate a contattarci.