Game of Thrones

RECENSIONE Game of Thrones 7×03

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Che episodio, ragazzi! Che episodio! Se Game of Thrones avesse sempre episodi come quello appena andato in onda lo amerei ancora di più di quanto già non faccio. Il secondo episodio, a essere sincera, mi aveva fatto un po’ storcere il naso, ma questo ha risollevato notevolmente il livello del mio gradimento. Personaggi e relazioni costruite come si deve, dialoghi sensati, colpi di scena (un tantino telefonati, ma non troppo) e un buon livello di feels mi hanno fatto amare The Queen’s Justice alla follia. Dimentichiamoci del fatto che la flotta di Euron si ingigantisce a piacere, il tempo scorre un po’ a caso e i capelli di Cersei non crescono mai e concentriamoci invece sulle cose che funzionano bene, ché sono tante.

Sapevamo che in questo episodio sarebbe avvenuto l’incontro che aspettavamo da anni e gli autori non ci fanno attendere oltre: Jon e Davos sono accolti sulle spiagge di Roccia del Drago dai Dothraki di Daenerys e da Missandei e Tyrion. L’incontro tra “il Bastardo di Grande Inverno” e “il nano di Castel Granito” è una sorta di viale dei ricordi. I due si erano conosciuti quando Jon era appena diventato un Guardiano della Notte e Tyrion non era ancora in fuga dalla sua stessa famiglia. Il flebile sorriso che si scambiano sembra quasi carico di malinconia per un tempo in cui non se la passavano particolarmente bene, ma le cose erano comunque più facili di adesso.

Ora i due uomini che si erano conosciuti nelle foreste del Nord non esistono più, segnati e trasformati dalle cicatrici – del corpo e soprattutto dell’anima –  che gli eventi hanno loro inferto. Una delle prime cose che fa Tyrion è chiedere di Sansa e l’ho apprezzato molto. Se Tyrion si domanda come abbia fatto un Guardiano a diventare Re del Nord, Jon si chiede come abbia fatto un Lannister a diventare Primo Cavaliere di una Targaryen. “Un racconto lungo e sanguinoso” risponde Tyrion. “A dire il vero sono quasi sempre stato ubriaco.” Ecco appunto, solo da ubriaco potevi cacciarti in una storyline così piatta, mio caro Tyrion. Spero che l’arrivo di Jon – e in generale gli eventi di questa stagione – riporti Tyrion ai fasti dei primi anni perché nelle ultime due o tre stagioni l’ho sempre trovato piuttosto piatto.

Mentre i due camminano sui bastioni che portano al castello, Tyrion fa notare a Jon che agli Stark non porta bene andare a sud. “Ma io non sono uno Stark” replica Jon e in quel preciso istante uno dei draghi gli passa sopra la testa. Riferimenti velatissimi, proprio. Coincidenze? Io non credo.

L’episodio pare anche essere destinato a dare un lungo arrivederci a Melisandre. Ora che la Strega Rossa ha fatto il suo dovere facendo incontrare ghiaccio e fuoco, ha intenzione di ritirarsi a Volantis a meditare sugli errori commessi in passato. Tipo bruciare una bambina innocente. Varys le consiglia di non tornare più nel Continente Occidentale, perché per lei potrebbe essere pericoloso, ma è qui che la donna ci lascia con una frase alquanto interessante. Dice di essere destinata a tornare ancora un’ultima volta a Westeros, per morire in questo strano continente. Proprio come Varys… Per la prima volta in sette stagioni vediamo Varys davvero preso in contropiede e io non vedo l’ora di vedere dove porterà questa affermazione.

Mentre Melisandre rivela a Varys questa scomoda premonizione, nella sala del trono di Roccia del Drago ghiaccio e fuoco finalmente si incontrano. Come già si sarà intuito dalla mia recensione del primo episodio, non ho grande stima per Daenerys quindi se siete suoi fan perdonatemi in anticipo e non urlatemi Dracarys. Io cerco di essere sempre il più obiettiva possibile, ma a vederla lì su quel trono a sciorinare i suoi mille nomi già mi fa salire il Joffrey! È piena di sé, altezzosa e supponente e pretende che Jon si inginocchi e le garantisca la sua lealtà, in nome dei loro antenati. In cambio lo nominerà Protettore del Nord.

Ho seriamente temuto che Jon lo facesse, ma l’ho sottovalutato. Nonostante la faccia da cane bastonato, Jon sa quale sia il proprio dovere verso il suo popolo. Credo che personalmente non gli interessi più di tanto del titolo di Re del Nord, ma sa che è la sua arma più valida per mantenere unito il suo popolo contro la minaccia degli Estranei. È venuto a chiedere e a offrire aiuto reciproco contro una minaccia ben più grande di quella di Cersei, ma Daenerys non riesce a capirlo e l’unica cosa che le interessa è il fatto che lui non voglia inginocchiarsi e riconoscerla come regina.

Non crede nemmeno alla reale presenza degli Estranei – giusto perché lei non possiede tre draghi, no? –e ricomincia con la solita pappardella del “sono nata a Dragonstone” e blah blah blah. È vero: ne ha passate tante, è stata trattata male ed è stata la fede in se stessa a farla arrivare dove è ora (insieme a tre draghi che non sono cosa da poco, aggiungerei io), ma per come la vedo è troppo piena di sé e troppo viziata. Anche Jon ne ha passate di ogni colore, ma la differenza tra i due è enorme. Con la scusa della legittimità del trono per il cognome che porta, Daenerys è troppo autocelebrativa  e dà l’impressione di non ragionare ed è accecata dalla sete di potere e di gloria che maschera come ricerca di giustizia.

La differenza abissale che corre tra i due è chiara anche nel modo in cui Dany parla di sé, mentre Jon non dice una parola su ciò che ha fatto e che gli è capitato. Anzi è lui stesso a zittire Davos quando esagera nel mettere in mostra le sue sofferenze e i suoi meriti. Jon non è lì per parlare di sé, non è lì per giurare fedeltà a una regina che non conosce. È lì per svolgere il proprio dovere in quanto Re del Nord. In ogni caso, Davos è un consigliere leale e sono contenta che Jon possa contare su di lui.

Dopo questo rant contro Daenerys, torniamo ad Approdo del Re dove ha luogo una delle scene che più mi ha gelato il sangue in tutti questi anni di omicidi, morti e tragedie in Game of Thrones. Euron è tornato e ha portato un regalo a Cersei, come aveva promesso: Ellaria e Tyene. Il più folle dei Greyjoy vuole dare a Cersei ciò che nessun altro uomo è ancora stato in grado di darle: giustizia per sua figlia Myrcella. Euron è uno psicopatico affascinante che ci ha conquistati fin da subito, ma sostanzialmente è un bullo e la sua vittima preferita, dopo i suoi nipoti, è Jaime. Ancora una volta non risparmia occasione di infierire su di lui e provocarlo. Il fatto che Cersei lo metta a capo della flotta e gli prometta il matrimonio una volta che la guerra sarà vinta non fa che acuire il suo senso di invincibilità, ma non so quanto questo possa durare. Credo che sia questione di tempo prima che lui tradisca Cersei per unirsi a qualcuno di più forte o viceversa che Cersei si sbarazzi di lui.

Nei sotterranei di Approdo del Re, Cersei può quindi compiere la propria tremenda vendetta. Ha pensato a lungo a come uccidere Ellaria, colpevole di aver avvelenato la sua unica figlia Myrcella, ma farle spaccare il cranio dalla Montagna come a Oberyn sarebbe stato troppo rapido e clemente. Si sa, i Lannister pagano sempre i propri debiti e Cersei ripaga Ellaria con la sua stessa moneta, aggiungendo però quel pizzico di crudeltà che tanto le piace. Incatena Ellaria e Tyene una di fronte all’altra e con un bacio sulle labbra avvelena la giovane Serpe, lasciando che lei muoia lentamente mentre Ellaria passerà i giorni che le restano a osservare il corpo della figlia decomporsi. Abbiamo sempre saputo di quanto Cersei sia folle, glaciale e senza scrupoli; il fatto che abbia fatto saltare in aria il Tempio di Baelor con centinaia di persone all’interno solo per spazzare via i suoi nemici lo dimostra. Ma qui credo che si sia veramente superata. Credo che questa sua vendetta, e ciò che essa sottintende, sia la scena più inquietante e agghiacciante che Game of Thrones ci abbia regalato fino ad ora. Niente sangue, niente splatter, ma mi ha gelato il sangue nelle vene.

A conferma del fatto che ogni volta che muore un adolescente a Cersei partono gli ormoni – e qui sono certa che non sia un caso, ma che gli autori abbiano giocato con noi – la donna raggiunge Jaime e passano la notte insieme. Io nella mia testa continuo a gridare “Jaime ripigliati!”, ma quanto pare non serve a nulla. Questa sequenza però è importante per un fatto ben preciso, non solo per mantenere le quote di tette e fondoschiena: è la dimostrazione di quanto Cersei ora si senta sicura di sé e di come ostenti questa sua sicurezza e il potere che sembra essersi assicurata. Non si preoccupa più di nascondere la sua relazione con il fratello e anzi, quando al mattino una dama di compagnia annuncia l’arrivo del rappresentante della Banca di Ferro di Braavos (bentornato Mark Gatyss!), vuole che Jaime sia lì, in bella vista nel suo letto.

Jaime è poi il protagonista della sequenza finale, quella che praticamente ruba la scena persino all’incontro tra Jon e Daenerys. Gli Immacolati sono stati mandati a conquistare Castel Granito, ma Tyrion sa che i Lannister li aspetteranno pronti a combattere quindi escogita un piano per farli passare delle fognature, da lui stesso costruite. Il piano sembra funzionare, se non fosse che i Lannister presenti sono troppo pochi. Si è trattato di una contro-imboscata e mentre gli Immacolati sono occupati a prendere il castello, Euron distrugge le loro navi. Questo mi fa pensare ancora una volta che ci sia una talpa nel concilio ristretto di Daenerys. Ma chi?

Nel frattempo, il grosso dell’esercito Lannister – insieme ai Tarly e a Bronn – raggiunge Alto Giardino, guidato da Jaime. Jaime cammina nel castello dei Tyrell e lo vediamo di spalle, muoversi sicuro, con in sottofondo The Rains of Castamere. I brividi: mi sono venuti i brividi per la bellezza di questa sequenza, perché anche se il Jaime di queste ultime stagioni non è il Jaime che dovrebbe essere, non posso negare di essergli totalmente affezionata.

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Il cavaliere è stato mandato da Cersei a ultimare la sua vendetta, uccidendo OlennaIl confronto tra i due è assolutamente memorabile. Olenna conosce il potenziale di Jaime e capisce che è totalmente succube di Cersei perché la ama davvero: “Tu la ami davvero, povero sciocco. Lei è una malattia, sarà la tua fine” gli dice guardandolo negli occhi. E io sono certa che sarà davvero così: la fine di Cersei avverrà per mano di Jaime e insieme periranno. Jaime ha imparato dai suoi errori, ma l’amore per sua sorella ancora gli offusca la mente. Credo che prima o poi però aprirà gli occhi e capirà che Cersei lo ha sempre usato e non lo ha mai amato nello stesso modo in cui lui ama lei. Forse Olenna potrebbe aver dato inizio a questa presa di coscienza.

Jaime rispetta Olenna e infatti ottiene dalla sorella che possa morire senza sofferenze a causa di un veleno, anziché torturata come vorrebbe lei. Olenna beve il suo vino avvelenato tutto d’un fiato e ci lascia con la sua ultima stoccata, da vera Regina di Spine. Ammette di essere stata lei stessa ad aver tramato l’omicidio di Joffrey e chiede a un Jaime sconvolto e incredulo di farlo sapere a Cersei: “Dillo a Cersei, voglio che sappia che sono stata io.” Addio Olenna, ci mancherai!

Intanto, in giro per Westeros, Jorah è completamente guarito grazie alle cure di Sam, Tyrion ha convinto Daenerys a concedere a Jon il giacimento di Vetro di Drago, Theon è stato ripescato dai suoi e soprattutto Bran è tornato a Grande Inverno. Devo ammettere che quando Sansa lo ha riabbracciato mi sono commossa, ma Bran è stato inquietantissimo con i suoi occhi fissi nel vuoto. Ragazzo mio, capisco che ora sei il Corvo a Tre Occhi, vedi tutto e sei rimasto traumatizzato dal Re della Notte, ma quella è tua sorella e non la vedi da anni. Almeno un mezzo sorriso potresti farlo, no? In ogni caso non vedo l’ora che torni Jon e che Bran possa rivelargli quello che sa.

 

Game of Thrones torna la prossima settimana quindi ecco il trailer del nuovo episodio:

Ci rivediamo qui la prossima settimana, ma non dimenticate di passare da Traduttori Anonimi che sottotitolano la serie e dalla fantastiche pagine affiliate: Ladies of Winterfell // Stark SistersNikolaj Coster-Waldau ItaliaJorah Mormont ItaliaKit Harington & Richard Madden Italian Page.