RECENSIONE Will 1×04

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Questa settimana, causa impegni, ho dovuto aspettare fino ad oggi per vedere il quarto episodio di Will, ma l’attesa del piacere è essa stessa il piacere no? Will mi ha decisamente ricompensata dell’attesa con un episodio ricco di spunti e citazioni che mi è piaciuto molto.

L’episodio non fa in tempo ad aprirsi con la prima sequenza che io ho già un bel sorriso d’estasi stampato in faccia: sulle note di una remastered version di Fame di David Bowie, William si infila una giacca di velluto verde petrolio che si abbina agli occhioni di Laurie Davidson e mi uccide sul colpo. All’orecchio ha un orecchino di perla come quelli che nel ‘500 spesso gli uomini indossavano e qui mi avete persa  un’altra volta perché l’orecchino è proprio una caratteristica ripresa in quasi tutti i ritratti di Shakespeare. Con il sorriso sghembo sulla faccia e la sua solita aria da genio affascinante, William si passa una mano tra i capelli, prova gli inchini, saluta e manda baci a un pubblico immaginario e poi esce di casa godendosi  la fama che la sua prima tragicommedia, I due gentiluomini di Verona, gli ha regalato. William è una rock star e lo sa. È irresistibile e lo sa.

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Ma l’idillio del palcoscenico dura giusto il tempo del dramma perché poi i problemi continuano a inseguirlo. Il problema maggiore è rappresentato da Mr. Cotton alias suo cugino Southwell, sempre più deciso a combattere contro il divieto di culto per i cattolici. Sta per ottenere dal Papa il permesso di presentare il suo manoscritto alla Regina Elisabetta e ha bisogno che Will lo finisca. Will è restio fin da subito, anche perché non vuole mettere ulteriormente in pericolo Alice e la sua famiglia, ma è solo dopo aver partecipato a una folle festa in cui lo trascina Marlowe che si rende conto che deve allontanarsi dal cugino.

Kit porta lui e gli amici ad una festa a base di alcol, droga e orge organizzata niente meno che da Sir Francis Bacon. Qui viene introdotto a quella che è una sorta di setta esoterica guidata da John Dee, astrologo e matematico della regina, figura alquanto misteriosa che è chiaramente presentata come ispirazione per il personaggio di Prospero in La Tempesta. “Ha previsto la sconfitta dell’Armata Spagnola. Si dice che abbia provocato lui stesso la tempesta” sussurra maliziosamente Kit all’orecchio di Will. E le citazioni a La Tempesta arrivano anche da Sir Walter Raleigh, navigatore, corsaro e poeta al servizio della regina, che descrive l’America come “un nuovo mondo coraggioso”.

Durante questa fantomatica cerimonia esoterica, Marlowe spinge William a fumare una qualche strana droga per trovare nelle fiamme l’ispirazione. Marlowe influenza fortemente William e la rivalità che è nata tra i due li divide, ma anche li accomuna. È come se loro due soli conoscessero cosa vuol dire la fama, il genio, l’arte. “Loro non capiscono. Per giungere alla grandezza devi viaggiare solo” rincara la dose Kit. Ed è solo che William si avvicina alle fiamme e in preda alle allucinazioni vede ciò che lo tormenta: Topcliffe, lo zio ucciso dai protestanti, gente che lo accusa di essere una spia e un traditore.

Queste visioni infernali lo spingono a correre a casa, sconvolto, e a tentare di dare fuoco al manoscritto di Southwell, ma arriva Alice che glielo impedisce e scopre quindi che sta collaborando con il cugino. Aveva perdonato il fatto che Baxter fosse morto al posto suo e che lui sia un cattolico, ma ora gli dice che è un bugiardo e un impostore e che deve allontanarsi dal teatri perché non gli permetterà di mettere in ulteriore pericolo la vita delle persone a cui tiene.

Questo è ciò che lo spinge a rendersi conto di cosa comporta aiutare Southwell: non può permettersi di mettere in pericolo i Burbage, la compagnia e il teatro. William si reca quindi dal cugino e gli dice che non scriverà il suo manoscritto: “sei pieno d’ira e risentimento e la pace non nasce mai da questi sentimenti”.

Will tiene davvero a Alice e nonostante abbia famiglia a Stratford credo che ne sia innamorato. Tenta di proteggerla da ciò che comporta il suo essere cattolico, ma l’idea che possa sposare “l’uomo della birra” Keenan lo terrorizza. Crede davvero in lei e quando le dice che non è una semplice copista e che un giorno lui scriverà per il teatro che lei dirigerà credo che sia sincero. A sua immagine ha intenzione di scrivere il personaggio di Margaret nell’Enrico VI: “una donna che fa da sola le sue scelte”.

L’Enrico VI è la prossima opera che William ha intenzione di scrivere, su suggerimento di Richard che gli ha gentilmente richiesto di ispirarsi alle Cronache di Holinshed anziché scrivere una qualche commedia di fate. A Richard proprio non piace l’idea di interpretare Oberon, principe delle fate: non è abbastanza virile per l’attore più bravo e affascinante di tutta Londra a quanto pare. Ah Richard, povero figlio dell’estate! Il personaggio di Richard Burbage lo trovo davvero ben riuscito. Un po’ è merito di Mattias Inwood, che rende alla perfezione il ruolo di questo giovane ingenuo e narcisista, e un po’ è merito del suo rapporto con William e dei loro dialoghi che davvero mi regalano sempre un sacco di gioie. Insomma, quante altre persone sarebbero in grado di passare dal lamentarsi per avere un nuovo ruolo allo scommettere sul numero di morti per la peste?! Richard è un bambino viziato e lo adoro alla follia!

I adore Richard!

In tutto questo, Topcliffe continua a torturare il povero Matthew in modi dei quali Ramsay Bolton sarebbe particolarmente fiero. Matthew prima di morire non rivela dove è nascosto Southwell, ma si lascia sfuggire il fatto che stia scrivendo un trattato per la regina. E allora ci vuole poco a Topcliffe per fare due più due e capire come trovare questi scrittori che sono “i nuovi serpenti del giardino dell’Eden”. Il passo verso Shakespeare, il nuovo fenomeno londinese, è breve. Ma  inaspettatamente non cerca Will perché lo crede un cattolico, ma anzi lo ingaggia per dare vita a una contro-propaganda a favore del protestantesimo, scrivendo un vero e proprio dramma.

Insomma, mentre il nostro Will si trova tra due fuochi, lo show sta cominciando a ingranare egregiamente e anche la storyline della caccia ai cattolici si sta amalgamando alla storia principale. Non potrei chiedere di meglio!

Will torna la settimana prossima. Leggete le nostre vecchie recensioni e passate da Traduttori Anonimi che traducono la serie e continuate a seguirci sulla nostra pagina Facebook. E se avete idee da proporci, non esitate a contattarci!