RECENSIONE House of Cards 5×13

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Voglio dividere questa recensione in due parti: la prima dove racconto ciò che succede nell’episodio e la seconda dove spiego perché House of Cards è perfetto.

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L’episodio inizia così come era finito. Con un bel faccia a faccia tra Underwood che minaccia Romero di rendere pubblico l’episodio in cui prese parte ad una violenza di gruppo ai danni di una ragazza, a meno che non riesca a bloccare i lavori della commissione. Che bello poi vedere Romero supportare Frank perché “sono a favore di un presidente donna”.

Un altro faccia a faccia lo abbiamo subito dopo tra Claire e Frank. Questi le spiega che aveva previsto tutto da mesi: Claire diventerà Presidente e lui agirà da fuori nel settore privato. Inoltre, questa è stata una bella botta da digerire ma anche di ammirazione per una mente geniale, era lui stesso la talpa che passava informazioni ad Hammerschmidt con l’aiuto di Doug, perché secondo lui quando colui che è implicato fa passare per primo le notizie riesce facilmente a gestirle. Nel momento delle confessioni, suor Claire gli comunica di aver ucciso Tom e di aver fatto ripulire tutto da Usher. Mi sembra quasi uno scenario alla Tarantino!

Troviamo quindi un Frank che cerca di convincere la moglie a concedergli la grazia in un secondo momento e successivamente anche a Doug in modo da evitare la prigione. Dopo un po’ di incertezza lei accetta così il marito firma le dimissioni e lei presta giuramento. E il suo ruolo da presidente non si fa aspettare: c’è in presunto attacco russo in Siria e Jane Davis preme per avere un immediato intervento militare ma Claire vuole prima Al Ahmadi, lo ottiene e gli USA fanno una delle cose che gli riesce di più. Lo uccidono. In seguito chiede a Frank che vada a vivere da un’altra parte per una questione di immagine e per non avere problemi per chiedere la grazia, così tutti pensano che effettivamente sia andato via come politico.

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Arriva il momento tanto atteso, un annuncio da parte di Claire presidente. In questa occasione, resa propiziatoria dall’uccisione di Al Ahmadi e dall’imminente intervento militare in Siria, avrebbe dovuto anche annunciare la grazia per il marito, cosa che lei non lo fa. Frank cerca di chiamare la moglie ma lei rifiuta la chiamata, rompendo la quarta parete e dicendo “tocca a me”.

Ricordate LeAnn sì? La ragazza ha una tragica fine dato che finisce fuori strada con la sua auto dopo essere stata abbagliata di proposito, facilmente intuibile di chi sia il piano. Ve l’avevo detto nella scorsa recensione che quell’accordo non le sarebbe convenuto!

E si conclude così anche questa stagione di House of Cards.

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Ciò che colpisce lo spettatore di questa serie tv è la lentezza generale, sia scenica che narrativa. Ma grazie a questo egli ha la costante sensazione che si stia andando effettivamente da qualche parte di ben definito. Si arriva alla fine dell’episodio con un senso di completezza perché il cerchio viene chiuso brillantemente.
La longevità di questa serie la si deve ai due protagonisti sicuramente: Kevin Spacey e Robin Wright svolgono un ruolo ai limiti della perfezione. Ma la particolarità che la contraddistingue e la rende quasi unica nel suo genere è la caratterizzazione dei personaggi secondari e delle sottotrame. Si ha veramente la sensazione di vivere al fianco di Doug o della LeAnn per esempio, o ad esempio quando c’erano Remy Danton e la Sharp.
Sono personaggi ai quali ci si affeziona, dai quali si è intrigati nonostante a volte facciano scelte piuttosto discutibili. Il tutto poi si incastra creando effettivamente uno spaccato sulla vita americana, trovando stereotipi ed elementi che abbiamo imparato anche ad amare grazie soprattutto ai film e in seguito ad altre serie tv.
E’ attuale, tremendamente attuale. Il suo fare parallelismi con ciò che succede nella realtà, prendete il binomio ICO/ISIS ma anche Underwood/Trump che rischia l’impeachment, fa capire quanto oltre ormai si siano spinte le finzioni. Il tutto in maniera velata, certo, ma comunque sono elementi di una certa importanza. Perché ricordiamolo, House of Cards è un prodotto famoso in tutto il mondo e l’unico, forse, modo per far appassionare tutti alla politica americana e alle sue oscure manovre era proprio creare questi parallelismi.
Ritroveremo una sesta stagione con Claire al comando, il primo presidente donna e sicuramente sappiamo già che nonostante gli apprezzamenti avrà sicuramente del da farsi per essere rispettata fino in fondo. E Kevin Spacy/Frank Underwood ci sarà? Come reagirà a questa presa di posizione?

Grazie per averci seguito, buona estate e arrivederci alla prossima stagione!

 

 

Un saluto a HouseOfCards ITA | Kevin Spacey Italia | Serie Tv News risorse che vi terranno costantemente aggiornati sulla serie!