Game of Thrones

RECENSIONE Game of Thrones 7×01

Game Of Thrones RECENSIONI SERIE TV
Share

Eccoci qua. È tornato. Game of Thrones è finalmente tornato dopo oltre un anno di attesa, ma ne è certamente valsa la pena. È tornato e ci ha portato il freddo dell’inverno e il fuoco del Signore della Luce, la follia di Cersei e la determinazione di Dany. Se non avete visto l’episodio e non volete spoiler fuggite subito perché ora si comincia.

Niente titoli di testa dopo il solito logo della HBO. La premiere della settima stagione di Game of Thrones comincia subito e rimanda i titoli dopo una prima scena che vale l’intero episodio e che quasi mi spinge a fare la ola sul divano. C’è Walder Frey che ha radunato i suoi a un banchetto, per celebrare coloro che l’hanno aiutato a massacrare gli Stark alle Nozze Rosse. Per un attimo ho creduto che ci facessero rivedere da un’altra prospettiva la scena della scorsa stagione in cui Arya aveva ucciso il patriarca dei Frey regalandoci grandi soddisfazioni, ma è stata solo una frazione di secondo poi ho capito. Arya ha preso le sembianze di Frey  e ha avvelenato tutti i commensali proprio per ripagare con la stessa moneta la casata che ha sterminato la sua famiglia. Lascia in vita solo le donne e alla povera moglie (o figlia?) di Walder Frey lascia un monito che non può che rendermi particolarmente soddisfatta: finché il lupo è vivo, le pecore non sono al sicuro. Il Nord ricorda, eccome se ricorda!

Arya è cresciuta. Tantissimo. È ancora guidata dalla rabbia e dal desiderio di vendetta, ma è diventata scaltra, astuta e paziente. Non dubito che riuscirà a eliminare tutti i nomi della sua lista (magari risparmiami giusto il Mastino, per favore), ma ora sa attendere e non agire impulsivamente. E il prossimo nome sulla sua lista è quello di Cersei a quanto pare, come rivela a un drappello di giovani soldati Lannister che incontra sulla strada per Approdo del Re. Ovviamente i soldati la prendono come battuta e si fanno una risata insieme a lei, ma noi sappiamo che quella è la sua missione e che farà di tutto per portarla a termine. Non vedo poi così improbabile il fatto che possa essere Arya a compiere il destino di Cersei, magari con le sembianze di Jaime o Tyrion, avverando quindi anche la profezia.

In ogni caso, ho apprezzato molto questa scena con i soldati e non solo perché abbiamo finalmente visto Ed Sheeran come guest star e ha anche cantato – Ed che ne dici di incidere quella canzone?! L’ho apprezzata molto perché per la prima volta da molto tempo vediamo Arya sorridente e quasi rilassata, e credo fosse sincera. Inizialmente ho avuto l’impressione che volesse ucciderli, ma a poco a poco si è resa conto che quei soldati non sono altro che ragazzi come lei, come Jon, come lo sarebbe stato Robb… sono ragazzi gentili, con sogni e affetti lasciati a casa, che si sono ritrovati presi in mezzo in un ingranaggio più grande di loro. Questa non è stata una semplice scena di passaggio per dare un ruolo a Ed Sheeran, è una scena che mostra come Arya sia ancora capace di umanità e compassione.

Intanto, al nord, gli Estranei continuano a marciare verso la barriera e tra le loro fila ora c’è anche il gigante Wun Wun, Meera e Bran sono stati accolti alla Barriera da Edd l’Addolorato e Jon è alle prese con il suo nuovo ruolo di King in the North. È necessario trovare il Vetro di Drago, l’unico materiale con cui è possibile uccidere gli Estranei, ed è necessario che tutti combattano, anche le donne. E qui la giovane Lyanna Mormont mette all’angolo ancora una volta tutti quei Lord che pensano che una donna non possa difendere se stessa e le proprie terre.

Ma il vero problema sta nel rapporto tra Jon e Sansa. I due si sono appena ritrovati e nonostante li leghino affetto e rispetto reciproco, credo che debbano ancora capire bene come relazionarsi. Jon è restio a fidarsi dei consigli di Sansa, forse perché non ha ancora capito quanto lei sia maturata oppure perché si rende conto che l’influenza di Ditocorto su di lei è ancora troppo forte. Sansa, dal canto suo, fa giustamente di tutto per far valere la propria voce, ma talvolta risulta ancora troppo impulsiva e vendicativa. Comprensibile dopo tutto ciò che ha passato. Jon invece è misericordioso ed è anche questo che mi piace di lui. Sta facendo di tutto per poter affrontare gli Estranei avendo un nord unito e compatto ed è per questo che sceglie di restituire agli eredi di Karstrak e Umber i propri castelli, nonostante il tradimento dei padri.

C’è poi una parte di dialogo tra Jon e Sansa che voglio sottolineare perché la ritengo davvero importante. I due fratellastri parlano di Ned e Sansa sottolinea come Jon debba essere più furbo di suo padre e di Robb. Jon è coraggioso, forte e intelligente, ma Sansa ha ragione: è anche ingenuo e non può rischiare di commettere gli stessi errori di suo padre e suo fratello. Con gli Estranei alle porte, Jon sta sottovalutando Cersei e Sansa sa quanto questo possa essere pericoloso. Jon potrà anche essere un Targaryen, ma io non posso fare a meno di rivedere in lui i valori e la forza, ma anche l’ingenuità, di Ned.

 

Cersei, Cersei… la leonessa Lannister è ormai fuori controllo, lo sappiamo bene. Dopo aver fatto saltare in aria il Tempio di Baelor, aver cancellato mezza casata Tyrell e aver causato il suicidio del suo ultimogenito Tommen è diventata Regina dei Sette Regni, o sarebbe meglio dire Tre Regni come le ha fatto notare Jaime, dato che le ribellioni infiammano tutto il continente. Questo non sembra preoccupare, però, la regina che anzi si staglia algida su una mappa di Westeros dipinta a terra, convinta di poter dominare tutto il continente. Jaime è un po’ la voce della coscienza di sua sorella, ma resta inascoltato il più delle volte e io prego sempre gli dei vecchi e nuovi che prima o poi rinsavisca del tutto e come il Jaime dei libri (prometto che sarà l’unico riferimento ai libri che farò!) dia il ben servito a Cersei una volta per tutte. Cersei non ha mai amato Jaime quanto lui ama lei e credo che piano piano lui se ne stia rendendo conto. Non è rimasto più nulla della grande dinastia che erano e sa che in parte è anche colpa della sorella e ora che la donna ha intenzione di unire le loro forze a quelle di Euron Greyjoy, capisce che sta prendendo una strada sempre più pericolosa.

Euron Greyjoy è folle, adulatore e megalomane quindi non mi stupisco che tra i due possa esserci un’affinità. A Cersei serve una flotta, Euron vuole il potere. Un matrimonio sembra essere la soluzione perfetta e poco importa che Cersei sostenga di non fidarsi di lui: “Non sei degno di fiducia. Hai ucciso il tuo stesso fratello.” / “Dovresti provarlo. È una sensazione fantastica.” Cersei è interessata a questa alleanza ed è solo questione di tempo prima che Euron ritorni con il fantomatico dono che vuole portarle (che si tratti di Tyrion?), con buona pace di Jaime che ogni volta che si parla di matrimonio ha la morte negli occhi.

Poi c’è il Mastino, il mio amatissimo, adoratissimo Sandor Clegane che dopo l’uccisione di Ray e la distruzione della comunità che stava diventando la sua casa si è unito alla Fratellanza Senza Vessilli e ora è in viaggio verso nord con Beric Dondarrion e Thoros di Mir. Il Mastino è un “orso brontolone” come lo definisce anche Thoros, ma è un altro personaggio che è cresciuto tantissimo ed è per questo che è tra i miei preferiti in assoluto. Continua ad essere sempre scontroso e schivo, ma è anche capace di compassione nonostante lo nasconda. Lo si è visto nel suo rapporto con Sansa e in parte anche con Arya e lo si vede ora. Giunto in una casa abbandonata, il gruppo si ripara dal freddo e vi trascorre la notte, ma all’interno vi sono due cadaveri, quelli di un uomo e sua figlia. Sono coloro che il Mastino aveva derubato quando avevano dato ospitalità a lui e Arya. Sandor è chiaramente turbato e nella notte seppellisce i loro corpi. Prova addirittura a pregare gli dei e poi opta per un semplice, ma sentito “Mi dispiace che siate morti, meritavate di meglio”. Sandor ha così tanto da dare. Sono curiosa di vedere come evolveranno le dinamiche con “questi adoratori del fuoco”, fuoco in cui lui stesso è riuscito a vedere gli Estranei che oltrepassano la Barriera. Ora che sono diretti a Nord poi spero davvero che possa incontrare nuovamente Sansa perché penso che potrebbero nascere delle dinamiche davvero interessanti per il suo personaggio. Potrei scrivere un trattato su quanto è interessante il personaggio del Mastino, ma cercherò di trattenermi perché questa recensione sta diventando più lunga della sigla di Game of Thrones.

Alla Cittadella, invece, Sam continua la sua preparazione per diventare maestro in un’incessante routine fatta di studio e assistenza ai malati e agli anziani. Qui troviamo un nuovo personaggio, l’Arcimaestro, interpretato dal grande Jim Broadbent, che sembra essere l’unico a credere a Sam quando racconta degli Estranei, anche se non pare particolarmente preoccupato. Sam riesce a essere d’aiuto a Jon anche da lontano, scoprendo che sotto Roccia del Drago si trova un giacimento di Vetro di Drago, ma la cosa che veramente ci colpisce è un’altra. Tra i malati a cui Sam porta il rancio c’è n’è uno che chiede se Daenerys sia già giunta sul continente. Non vediamo la sua faccia, ma solo un braccio quasi completamente di pietra. Vi dice niente?

Sam non lo sa, ma Daenerys è arrivata eccome sul continente! È approdata con il suo seguito a Roccia del Drago, dimora dei suoi avi dove lei stessa è nata, ha divelto il vessillo di Stannis e ora è pronta a riprendersi ciò che era di suo padre. Dunque, io non amo particolarmente Daenerys, ma devo ammettere che tutta questa sequenza finale è stata decisamente d’impatto. La strada percorsa in silenzio, le massicce mura di  pietra che sembrano nascondere un’eredità millenaria, il tavolo su cui Stannis pianificava le sue mosse e poi quell’unica battuta, pronunciata in penombra con il mare alle spalle, che racchiude tutta l’attesa che abbiamo per questa stagione: “Cominciamo”.

Sì, cominciamo! E cominciamo alla grande. Game of Thrones non sarebbe potuto tornare in modo migliore. Sono state gettate le basi per quella che si prospetta una nuova grande stagione in cui i nodi cominciano a venire al pettine, le dinamiche tra i personaggi si fanno sempre più complesse e l’inverno che è ormai arrivato non è solo quello portato dagli Estranei, ma è anche quello metaforico di una situazione sempre più pericolosa ed incerta, in cui sono più che certa che saranno le donne a farla da padrone. È finita la guerra dei Re ed è cominciata quella delle Regine.

Ci rivediamo qui la prossima settimana, ma non dimenticate di passare da Traduttori Anonimi che sottotitolano la serie e dalla fantastiche pagine affiliate: Ladies of Winterfell // Stark Sisters, Nikolaj Coster-Waldau Italia, Jorah Mormont ItaliaKit Harington & Richard Madden Italian Page.

Intanto godetevi il promo della 7×02, Stormborn:

Per seguire al meglio Game of Thrones, ricordatevi che sul nostro sito abbiamo una sezione dedicata allo showContinuate a seguirci anche sulla nostra pagina Facebook e non dimenticate: se avete idee da proporci o se vi piacerebbe entrare nel nostro team, non esitate a contattarci.