RECENSIONE Civiltà Perduta

CINEMA RECENSIONI
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Civiltà Perduta, ossia The Lost City of Z, è uscito nelle sale cinematografiche questo 22 giugno e io ovviamente non potevo lasciarmi scappare l’occasione di vedere Charlie Hunnam sul grande schermo.
Cosa mi aspettavo? Esattamente quello che ho guardato, e devo dire di essere uscita dal cinema abbastanza soddisfatta.
Conoscevo poco la trama, così come non ho mai letto l’omonimo libro da cui è stato tratto.
Per chi di voi non sappia di cosa parla Civiltà Perduta, ecco un breve riassunto.
Percy Fawcett, Maggiore dell’esercito britannico la cui carriera è ostacolata dalla cattiva fama del suo cognome, accetta di affrontare la più grande avventura della sua vita: attraversare l’Amazzonia per mappare un territorio sino a quel momento privo di definizioni cartografiche. Fawcett si innamora della giungla nella quale è costretto a sopravvivere per due anni, ma resta folgorato da essa quando vi scopre alcuni resti di un’antica civiltà.


Z, così soprannominata da Percy, diventa presto un’ossessione che lo porta ad attraversare la giungla una seconda e poi una terza volta, fino a quando scomparirà misteriosamente insieme al figlio primogenito Jack.
Per essere un film che promette una trama incompleta, ammetto che mi ha intrigato parecchio, tanto da spingermi a comprare quel biglietto del cinema e godermi un Charlie baffuto in tutta la sua bellezza.
Molti dicono che Jax abbia fatto capolino per qualche istante, ma l’interpretazione è stata davvero magistrale. Charlie si è calato interamente nei panni di Fawcett. Lo sguardo, le movenze, erano quelle di un militare che sostiene a testa alta l’affronto di non ricevere meriti per quello che fa, a causa di suo padre, che ha infangato il nome della famiglia per una ragione che non viene mai del tutto rivelata allo spettatore.
Percy è un uomo forte e dai valori imprescindibili, che ama la sua famiglia ma che in che è segnato dal fatto di non portare onore al suo nome.


Troviamo anche un Robert Pattinson non indifferente, che ha del tutto abbandonato il ruolo del bel vampiro scintillante per calarsi in quello dell’esploratore che diventa un amico fidato e un compagno di viaggio per Percy.
Magistrale anche l’interpretazione di Sienna Miller, una donna indipendente nella Londra del 1900, che non ha paura di affiancare il marito né di sfidarlo quando tenta di rilegarla nel suo ruolo di moglie e madre devota alla casa.
E’ a tratti lei la protagonista del film, colei che sostiene la famiglia da cui Percy si allontana per inseguire il suo sogno di trovare l’antica civiltà. Sicuramente Percy non avrebbe potuto fare nulla senza di lei, lei che l’ha sostenuto e che non ha ostacolato il suo sogno  acconsentendo addirittura che lui portasse il loro primogenito con sé, durante la sua terza spedizione.
Il film scorre piacevolmente, anche se l’ho trovato piuttosto lungo, per essere un film fine a sé stesso e che non portava ad una vera conclusione della storia.
Alcune scene erano decisamente di troppo ma non c’è nulla da dire in merito alla regia e alla fotografia, che colpiscono lo spettatore a pieno.

Lo consiglio? Decisamente sì, se amate l’avventura e siete armati di pazienza.
Come lo definirei? Affascinante e intrigante, di certo merita di essere visto.

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