Doctor Who

Recensione Doctor Who 10×10

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La Scozia, grazie ai suoi paesaggi mozzafiato, è uno dei paesi più belli del mondo; il nostro Dottore poteva non visitarla? La risposta è ovviamente negativa.
Infatti nella nuova puntata di Doctor Who i nostri viaggiatori dello spazio-tempo si recano proprio nella Scozia all’epoca dell’impero romano per stabilire chi conosca meglio le vicende della leggendaria Nona Legione.
Il Dottore e Bill, in particolare, decidono di dividersi per cercare le prove di quanto affermano essere avvenuto alla legione romana: per il Signore del Tempo la stessa è stata annientata in una sanguinosa battaglia contro i Pitti (gli antichi guerrieri scozzesi), mentre la sua assistente ritiene sia sopravvissuta.

Bill, alla ricerca della Nona Legione, s’imbatte in una giovane guerriera scozzese che la vuole morta e nella fuga da quest’ultima precipita in una buca scavata dal nemico.
Qui incontra un romano superstite e si accorge con stupore di parlare la sua lingua per effetto del “Tardis Universal Language”; i due riescono a uscire dalla trappola, ma vengono sorpresi da una creatura aliena che uccide il legionario e costringe la ragazza a rifugiarsi in una caverna dove si nascondono anche gli ultimi superstiti della Nona Legione.
Intanto il Dottore, accompagnato da Nardole, riesce a trovare il luogo della battaglia appena combattuta e, come lo stesso si aspettava, trova i resti della Nona Legione; tuttavia c’è qualcosa di molto strano: alcuni dei guerrieri sembrano essere stati uccisi da creature aliene.
Poco dopo i due fanno la conoscenza dei Pitti che vogliono catturarli, ma riescono a prevalere con l’astuzia e scoprono che gli stessi stanno proteggendo da secoli una strana caverna dall’invasione di creature extraterrestri; il problema è che questa volta una delle creature è sfuggita, ha sterminato la Nona Legione e rischia di mettere in pericolo l’intero pianeta. Inoltre, esaminando la caverna, il Dottore scopre che il tempo trascorso li dentro, per effetto del varco spazio-temporale presente nella stessa, è diverso dal resto del pianeta ( infatti un secondo al suo interno corrisponde a due giorni dell’esterno, che lui perde entrandoci).

Il nostro amico cerca di trovare una soluzione per il problema e quello che scopre è che la bestia aliena è stata indebolita dai romani e si nutre della luce.
Successivamente, grazie ad un fortuito caso, riesce a ricongiungersi con Bill, ma deve fare i conti con l’ostilità fra Pitti e Romani che accompagnano quest’ultima.
La tecnologia del Tardis consente per la prima volta alle due fazioni di capirsi e grazie alla mediazione del Dottore queste riescono a collaborare per sopravvivere alla minaccia aliena incombente: il piano consiste nel tenere bloccato l’alieno fino all’alba per impedirgli di nutrirsi e quindi scacciarlo con l’aiuto di rudimentali utensili che possono indebolirlo rifrangendo la luce lunare.
Alla fine l’alieno entra nella grotta e prova a cibarsi dei nostri amici, ma questi grazie al gioco di squadra lo tengono bloccato fino alle prime luci del sole, costringendolo a fuggire nel portale per tornare nel suo mondo.
A questo punto il Dottore decide di risolvere il problema in modo definitivo entrando nel varco dimensionale per fare da guardiano negli anni a venire, ma la legione e i Pitti decidono di impedirglielo e di assumere loro stessi il ruolo di guardiani della Terra.

La compagnia fa poi ritorno al Tardis e scopre che a bordo c’è qualcuno: il Dottore ha deciso di liberare Missy ed affidargli la manutenzione del Tardis, non senza qualche dubbio.
La situazione è incerta ed il Maestro potrebbe riservare sorprese al vecchio amico-nemico; infatti sembra che la musica stia per cambiare per il Signore del Tempo: la domanda è se il Maestro la farà terminare o se, invece, assumerà il ruolo di suo alleato.

La puntata è permeata da un’atmosfera speciale derivante dagli splendidi paesaggi della Scozia e dall’epico periodo storico dell’espansione romana che incontra la resistenza del popolo scozzese.
La questione della difesa della Terra dal portale alieno situato nel profondo delle highlands evidenzia ancora una volta l’importanza che il Dottore – primo a offrirsi volontario per tale compito – ha per la razza umana, ma anche la grande nobiltà che quest’ultima è in grado di esprimere quando si trova in situazioni di necessità.
Nel finale, come sempre, scorgiamo indizi sui futuri sviluppi della trama e questa nuova collaborazione con Missy, come accennato poco fa, non sembra sia destinata a finire bene nonostante le buone intenzioni del Dottore. Fortunatamente per lui non è solo, ma ha accanto i fedeli Bill e Nardole.
Non ci resta che attendere con impazienza l’epilogo della stagione: sappiamo che Moffat e colleghi non ci deluderanno.

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