Doctor Who

Recensione Doctor Who 10×05

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Spazio, ultima frontiera.
Ma di cosa? Della razza umana, della vita?
Lo spazio è un luogo imprevedibile e pericoloso, ma il pericolo può giungere anche dall’interno della nave spaziale con cui lo si attraversa. E magari può trattarsi di zombie in tute spaziali.
L’episodio, infatti, prende avvio con il desiderio del nostro Dottore di rivedere l’universo che tanto ama, seguito subito dall’invito alla sua assistente ad avventurarsi in una nuova impresa che suscita il grande disappunto di Nardole che preferirebbe restare sulla Terra a sorvegliare la misteriosa cella che vediamo da molti episodi.
E così, impostate le coordinate del Tardis verso il punto di origine di una chiamata di emergenza nell’universo, i nostri si ritrovano catapultati in una stazione spaziale dove è in atto qualcosa di terribile.

Dopo aver scoperto inquietanti cadaveri simili a zombie perché tenuti ancor in movimento grazie alle tute spaziali, automatizzate e dotate d’intelligenza artificiale, indossate dagli stessi, i tre viaggiatori scoprono che quasi tutto l’equipaggio è deceduto in circostanze anomale e ora si trova in giro per la nave cercando di uccidere chiunque viva al suo interno.
Non avendo alternative valide per ritornare al sicuro nel Tardis, la compagnia è costretta a contattare i superstiti ed a raggiungerli grazie all’ausilio di tute spaziali scollegate dalla rete informatica che ha reso zombie l’equipaggio.
I superstiti spiegano che il sistema di bordo e le tute dei cadaveri connesse allo stesso stanno risucchiando l’ossigeno necessario a respirare nella nave, ma perché lo stiano facendo rimane un mistero.
Poco dopo, nel tentativo di sfuggire ad un’improvviso assalto degli zombie, il Dottore è costretto a cedere a Bill il casco della propria tuta per salvarla, mentre lui, essendo rimasto solo con una protezione più leggera, viene colpito dalle radiazioni spaziali e rimane cieco.

Non si tratta di nulla che possa spezzare lo spirito del nostro eroe che afferma che presto potrà riacquistare la vista, ma i nemici non si arrendono e continuano a inseguire ininterrottamente il gruppo.
Al presentarsi dell’ennesimo guasto della tuta di Bill, il Dottore le chiede di restare indietro e attendere che gli zombie la raggiungano e trasformino, poiché in seguito la farà tornare normale; l’assistente, fidandosi di lui, accetta l’inquietante proposta.
La situazione si fa sempre più cupa ed i nostri restano bloccati in una camera della nave in attesa di soccorsi, ma il Signore del Tempo non resta con le mani in mano e dopo aver esaminato i dati della nave sembra avere un’intuizione: dopo aver combinato qualcosa alle tute di tutti, li invita ad aprire le porte agli zombie spaziali, i quali una volta entrati non li uccidono per qualche strano motivo.

La situazione si fa più chiara poco dopo, quando il Dottore spiega che le tute-zombie erano programmate per distruggere i loro componenti organici – ovvero gli esseri umani – per far risparmiare ossigeno (e quindi denaro) all’azienda proprietaria della nave, ma, dopo che lui ha modificato le tute del gruppo in modo da autodistruggersi in caso di morte di chi le sta indossando, si sono fermate per evitare danni potenzialmente molto più costosi.
E non solo, poichè adesso stanno addirittura fornendo ossigeno ai superstiti per assicurarne la futura sopravvivenza. Per quanto riguarda Bill, il nostro viaggiatore del tempo aveva notato che la sua tuta non aveva abbastanza batteria per ucciderla ed infatti ne è venuta fuori indenne.
L’unica cosa che rimane da fare è fuggire da quella trappola spaziale, lasciando i dipendenti della nave a protestare presso l’Ufficio Direzione dell’azienda.
Una volta tornati a casa, Nardole sgrida il Dottore per aver rischiato di morire per un capriccio, ma quest’ultimo è più preoccupato del fatto che la sua cecità in realtà non sembra poter scomparire. Adesso cosa succederà?

La puntata è un mix tra Alien, Star Trek (citato in apertura) e The Walking Dead, caratterizzato da ambienti spaziali fantascientifici, da una buona dose di paura e da una sottile ironia sul capitalismo (sul cui futuro gli autori si sono divertiti a fare una previsione agghiacciante).
Il finale, inoltre, solleva nuovi interrogativi sulle sorti del nostro povero Dottore rimasto cieco ed a ciò va aggiunto che le anticipazioni di chiusura lasciano intravedere il ritorno di Missy. Cosa succederà?
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