Doctor Who

RECENSIONE Doctor Who 10×03

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Se vi chiedessero di andare a fare una passeggiata sul Tamigi del diciannovesimo secolo, voi cosa rispondereste?
Il nostro Dottore risponderebbe sicuramente di si senza pensarci due volte. Ed è proprio questo che succede in questa nuova puntata di Doctor Who.

Come ricordate avevamo lasciato il Dottore e la sua assistente sulla via del ritorno dopo aver salvato una colonia umana nel futuro, ma qualcosa era andato storto ed i nostri erano finiti in un passato un po’ troppo remoto; precisamente nella Londra del 1814. I due potrebbero andarsene subito, ma perché non curiosare in giro durante una fiera che si tiene sul Tamigi gelato?

I protagonisti si avventurano tra strane pietanze e bizzarre attrazioni ottocentesche, ma all’improvviso una coppia di ladruncoli di strada ruba il cacciavite sonico del dottore e nella fuga uno dei due finisce inghiottito nel ghiaccio misteriosamente: sembra proprio che qualcosa incomba sotto i piedi dei visitatori della fiera.
Ai nostri non resta che indagare, facendosi un bel bagnetto nel fiume per scoprire chi o cosa c’è là sotto: risulta evidente che non si tratta di un pesciolino, ma di una gigantesca creatura aliena tenuta in catene sul fondo dello stesso.
Grazie all’aiuto del gruppo di orfani che in precedenza li aveva derubati, il Dottore e Bill riescono a capire dove cercare il responsabile di tale situazione.

Chiedendo in giro, i due scoprono che una ricca famiglia londinese sfrutta la creatura da generazioni per creare carburante spaziale dalle sue feci (eh già) ed arricchirsi; e c’è di più: approfittando della fiera sul ghiaccio, il rampollo di questa famiglia senza scrupoli intende dare in pasto alla creatura tutti i visitatori della stessa.
Una volta scoperto il piano malvagio che sta per mettersi in moto, dottore e compagna vengono catturati e imprigionati in un capannone della fiera, ma riescono fortunatamente a liberare se stessi e la bestia che si dirige, finalmente libera, verso l’oceano.
Messa in salvo la creatura i due tornano a casa, mentre qualcuno bussa alla porta che fin dall’inizio della stagione il dottore sta sorvegliando: chi sarà?

Una puntata ricca di azione e momenti di riflessione, con tematiche ancora attuali come il razzismo. Infatti una delle prime battute nella puntata di Bill riguarda cosa penserà la gente dell’800 riguardo il suo colore della pelle.
Altri temi che vengono trattati sono i bambini (che spesso finivano sfruttati o costretti a derubare la gente per sopravvivere) e quello del “butterfly effect” temporale, ovvero della ripercussione degli eventi del passato sul presente (la stessa Bill chiede al dottore come possano non causare sconvolgimenti nella linea temporale compiendo azioni nel passato, ma quest’ultimo ci scherza sopra come al solito).
La puntata è una specie di gavetta per la nuova assistente, che inizia a capire come il Dottore sfrutti il suo ruolo di Signore del Tempo sia nel bene che nel male e come spesso la storia lasci da parte gli eventi che non riesce a spiegare (basti vedere come, una volta tornati nel presente i protagonisti, nessuno abbia fatto menzione della bestia nel Tamigi nelle cronache e libri di storia dell’800).
In conclusione si tratta di un buon episodio che fornisce molti spunti per riflettere su ciò che rappresenta l’operato del Dottore nel tempo e pone dubbi su ciò che verrà nel prosieguo della stagione; infatti uno spunto per il futuro sviluppo della trama viene lasciato nel finale con la misteriosa porta sorvegliata dal Dottore.

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