American Horror Story AHS

14 serial killer che hanno ispirato film e serie tv

CINEMA CURIOSITA' SERIE TV
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Spesso, quando si parla di film horror, alla base di quelle storie terrificanti non vi è solo una fervida immaginazione, ma anche un fondo di verità. Potrete, infatti, rimanere sorpresi dal fatto che gli spietati killer che appaiono in serie come American Horror Story, siano in realtà davvero esistiti.

  1. Il Killer dello Zodiaco

Ciò che rende spaventoso questo serial killer – che ha ispirato film come The Zodiac Killer (1971), l’episodio ‘Zodiac’ di American Horror Story e Zodiac (2007) – è che non fu mai catturato. In questo momento, potrebbe essere ancora là fuori chissà dove. Sembra che Zodiac abbia ucciso almeno 37 persone, ma gli inquirenti sono sicuri solo su sette vittime “canoniche”, due delle quali sono sopravvissute. Nelle sue lettere dichiarava ”Mi piace uccidere le persone perché è molto divertente”. Ogni messaggio si concludeva con il disegno di un cerchio e una croce all’interno, che lo divideva in quattro parti.

 2. Jack lo Squartatore

Jack lo Squartatore è l’appellativo attribuito a uno spietato serial killer che agì nel 1888 in un degradato quartiere di Londra. Le sue vittime furono principalmente prostitute su cui il killer compii terribili atti di violenza, il che suggeriva un certo disprezzo per il genere femminile. Le ferite inflitte dal killer sulle vittime suggerirono alla polizia una certa conoscenza dell’anatomia umana. Non è mai stato catturato, rimanendo uno dei più celebri misteri della città di Londra. La sua figura ha ispirato numerosi film come From Hell (2001) e The Lodger (1927).

 3. L’uomo con l’ascia di New Orleans

American Horror Story è sicuramente al primo posto tra le serie tv che mostrano i più celebri serial killer. Tuttavia, l’apparizione dell’uomo con l’ascia in Coven è sicuramente la più riuscita.
Il killer con l’ascia agì tra il 1918 e il 1919. Come suggerisce lo pseudonimo, le vittime venivano aggredite con un’ascia, spesso appartenuta a loro stesse. Il tratto comune che connetteva tutti gli omicidi era la maniera nella quale vennero commessi i crimini. Nella maggior parte dei casi, veniva forzata la porta posteriore della casa ed in seguito gli abitanti venivano colpiti con un’ascia o un rasoio. I crimini non erano ovviamente rapine, poiché l’aggressore non prendeva nulla dalle case delle sue vittime. Le sue prime vittime furono una coppia di salumieri italiani. Ai due vennero tagliate le gole e successivamente i loro corpi furono fatti a pezzi con un’ascia. Lo schema si ripeté successivamente sulla stessa tipologia di vittime che, tuttavia, riuscì a sopravvivere.

Qualche mese dopo, vennero riportati numerosi attacchi: una donna incinta miracolosamente sopravvissuta che scorse una figura scura con un’ascia (con cui fu colpita in volto), un uomo italiano, una coppia e la loro figlia di due anni (i due sopravvissero, ma la figlia no). Successivamente, il killer inviò una curiosa lettera al giornale Times-Picayune, in cui annunciava un omicidio che si sarebbe compiuto quel martedì notte. Tuttavia, quella notte non fu compiuto alcun omicidio, ma gli omicidi continuarono fino al 27 ottobre 1919, dopo la morte di Mike Pepitone. Il colpevole non fu mai trovato.

 4. John Bunting

John Justin Bunting, nato nel 1966 a Inala, Queensland, fu il principale accusato per una serie di crimini compiuti ad Adelaide, South Australia nel 1990. Alcuni sintomi tipici dell’omicida seriale erano già presenti in Bunting nell’adolescenza, come la tortura di insetti. Inoltre, manifestava pesanti predisposizioni xenofobe e militò in organizzazioni naziste. Nel tempo maturò un odio profondo verso pedofili, omosessuali, tossicodipendenti ed obesi, che lo spinge nella scelta delle sue prime vittime.

Il 20 maggio 1999 segnò il momento di inizio delle ricerche che portarono ad arrestare Bunting ed i suoi complici. In seguito al ritrovamento dei barili con i corpi delle vittime immersi nell’acido, la polizia trovò altri due corpi sepolti nel cortile di una abitazione a Salisbury Nord, periferia a nord di Adelaide. Solo a fine Giugno 1999 furono identificate tutte le vittime. Solo in seguito si scoprì che solo una persona era stata uccisa nell’edificio di Snowtown.

Le vittime erano tutte conoscenti o parenti di almeno uno dei componenti del gruppo.

I complici di Bunting furono Robert Joe Wagner, Mark Ray Haydon che ammise il suo ruolo nella eliminazione dei corpi dopo i delitti.

 5. John Wayne Gacy

Residente a Chicago, John Gacy fu soprannominato Killer Clown per aver rapito, torturato, sodomizzato e ucciso 33 vittime, fra adolescenti e maschi adulti, 27 dei quali seppelliti sotto la sua abitazione o ammassati in cantina. Durante tali aggressioni, era solito vestirsi come il suo alter-ego: ‘Pogo il Clown‘. Fu arrestato nel 1980 ed ebbe l’iniezione letale nel 1994.

I film a lui ispirati sono: Gacy, Dear Mr. Gacy, To catch a killer e il documentario Serial Killers: The Real Life Hannibal Lecters. Inoltre, la sua storia ha ispirato il celebre romanzo horror di Stephen King, IT. Viene infine citato nell’episodio ‘Devil’s Night’ di American Horror Story.

 6. Fantasma del Texarkana

Il Fantasma del Texarkana è  lo pseudonimo dato a un assassino seriale mai identificato che ha agito a Texarkana nel 1946 e che avrebbe ucciso otto persone fra il 23 febbraio e il 4 maggio 1946. Le vittime ambite dal killer erano per lo più giovani coppie, con metodi non precisi ma eventuali (come ad esempio la violenza sessuale a danno delle giovani donne). L’assassino non fu mai identificato, ma le vittime aggredite lo descrissero come un uomo alto circa un metro e ottanta, con una maschera e solo due fori per gli occhi.

La storia ha ispirato il film La città che aveva paura (1976) e The Town That Dreaded Sundown (2014).

 8. Jeffrey Dahmer

Dahmer fu ritenuto rsponsabile di diciassette omicidi effettuati tra il 1978 e il 1991 con metodi particolarmente cruenti (contemplando atti di violenza sessuale, necrofilia, cannibalismo e squartamento), fu condannato nel 1992 alla pena dell’ergastolo per poi essere ucciso, due anni dopo, da Christopher Scarver, un detenuto sofferente di schizofrenia.

Le vittime venivano mutilate e le parti asportate dai corpi venivano conservate in freezer come cibo, oppure disciolte nell’acido, oppure messe in formaldeide. Le teste erano invece bollite per rimuoverne la carne, lasciando il teschio nudo, il quale veniva dipinto per farlo sembrare di plastica. Dahmer sottopose, inoltre, alcune vittime ad esperimenti di lobotomia iniettando, tramite fori trapanati nel cranio, acido muriatico o acqua bollente nel cervello delle vittime, con l’apparente scopo di creare zombie e provocando la morte dei malcapitati.

Alla sua storia sono ispirati: The Secret Life: Jeffrey Dahmer, The Jeffrey Dahmer Files, Dahmer, Raising Jeffrey Dahmer e il romanzo My Friend Dahmer. Inoltre, appare nell’episodio ‘Devil’s Night’ di American Horror Story.

 9. Ivan Milat

Ivan Robert Marko Milat fu un serial killer australiano, arrestato e condannato negli anni novanta per sette omicidi. Negli anni novanta si consumarono una serie di omicidi identifica come “I delitti dello zaino” a danni di 7 giovani vittime che vennero ritrovate parzialmente sepolte in una zona vicino Berrima. Cinque su sette vittime erano stranieri in viaggio. Milat fu condannato a 7 ergastoli e 18 anni.

La sua storia ispirò il film Wolf Creek del 2005, una miniserie televisiva del 2015 intitolata Catching Milat e una serie tv di nome Wolf Creek.

 10. Ted Bundy

Bundy è ricordato come un uomo affascinante, tratto che sfruttava per conquistare la fiducia delle sue vittime. Era solito attirare la loro attenzione fingendo di essere disabile o in difficoltà, oppure impersonando una figura autoritaria, per poi aggredirle e stuprarle in luoghi appartati. Talvolta ritornava sulla scena del crimine per avere rapporti sessuali con i cadaveri in decomposizione, almeno finché la putrefazione non era tale da rendere questi atti impraticabili. Ha decapitato almeno 12 vittime, conservandone le teste nel suo appartamento come trofeo. In alcune occasioni ha semplicemente fatto irruzione nelle abitazioni delle vittime bastonandole mentre dormivano.

Fu inizialmente incarcerato nello Utah nel 1975 per sequestro di persona con tentata aggressione e, successivamente, fu sospettato di diversi altri omicidi irrisolti in molti altri stati americani. Di fronte alle accuse di omicidio in Colorado, progettò due fughe per poi compiere altre aggressioni tra cui tre omicidi, finché non fu nuovamente catturato in Florida nel 1978. Ricevette tre condanne a morte in due processi separati per gli omicidi in Florida. Morì sulla sedia elettrica nel 1989.

La sua storia ha ispirato: The Deliberate Stranger (1986), Ted Bundy (2002), Ann Rule President: The Stranger Beside Me (2003) e Bundy: An American Icon (2008).

 11. The Hwaseong Serial Murders

Il film Memories Of Murder del 2003 racconta la storia del primo serial killer di Seoul, i cui omicidi sono conosciuti anche come Hwaseong Serial Murders, simili a quelli del Killer dello Zodiaco. Le vittime furono 10 donne tra il 1986 e il 1991 nel South Korea.

 12. The Boston Strangler

S0tt0 tale nomina si nasconde il serial killer Albert DeSalvo, che strangolò 13 donne nella città di Boston tra i 19 e gli 85 anni. Molte delle vittime, inoltre, furono violentate prima di essere uccise. Nessuna delle scene del crimine presentò segni di forzatura, il che portò la polizia a credere che le vittime avessero lasciato entrare l’assassino. DeSalvo confessò nel 1964, ma ci furono molti dubbi sul suo reale coinvolgimento negli omicidi fino al test del DNA nel 2013. Un film sulla sua storia è in produzione, chiamato Stranglehold.

 13. Ed Gein

Edward “Theodore” Gain fu uno dei peggiori serial killer statunitensi. I suoi delitti prendono piede tra il 1947 e il 1957.
Il 17 novembre 1957 la commessa di una drogheria di nome Bernice Worden (madre del vicesceriffo) sparì nel nulla. Fra i sospettati c’era anche Ed Gein poiché, secondo le testimonianze, era stato l’ultimo ad avere avuto contatti con lei. Durante l’ispezione di un capanno di Gein, gli agenti scoprirono il cadavere della Worden, senza testa, appeso per le caviglie e aperto in due a partire dalla vagina; le mutilazioni erano state inflitte postmortem. La donna era stata uccisa con una carabina calibro 22. La testa fu rinvenuta in un’altra stanza della casa, con due chiodi conficcati ai lati: Ed aveva intenzione di appenderla al muro come un trofeo.

La sua storia ha ispirato numerosi film horror come Psyco, Non aprire quella porta, Il Silenzio degli Innocenti, Deraged e il personaggio di Bloody Face in American Horror Story.

 14. Alleen Wuornos

Se questo nome non vi suona nuovo, sarà per la sua apparizione in ‘Devil’s Night’ di American Horror Story e il film Monster. La Wuornos fu ritenuta responsabile dell’omicidio di 7 vittime. Tuttavia, per far ricadere le accuse, affermò di essere stata violentata dalle sue vittime e che i suoi gesti fossero solo legittima difesa. Morì nel 2002 con l’iniezione letale in Florida. Le sue ultime parole furono “Sì, vorrei solo dire che tornerò, come in Indipendence Day, con Gesù, il 6 Giugno, come il film. Tornerò, tornerò, tornerò.

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