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RECENSIONE The Crown

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The Crown credo rientri nelle gioie che può regalare solo Netflix.
Ci ho messo un po’ a decidermi ad iniziare questa serie, sarà per mancanza di tempo o per poca fiducia, ma una volta iniziata credo di averla apprezzata davvero a pieno.
Ne venivo da una serie in apparenza simile, ma in realtà molto diversa, ossia Victoria e non pensavo potesse sorprendermi un prodotto simile, ed invece mi sono ricreduta.
Perché Vittoria ed Elisabetta saranno sì due grandi regine, ma sono completamente diverse e le rispettive serie hanno fatto trasparire questa cosa.


Se da una parte avevamo una ragazza diventata regina poco più che adolescente, con un matrimonio apparentemente perfetto, Elisabetta è tutt’altra storia.
Trovo che The Crown abbia trattato un tema piuttosto complesso, ossia la famiglia reale, e si sa che con certi argomenti bisogna andarci molto cauti, ma nel complesso è stata abbastanza onesta e rispettosa, se così si può dire.
The Crown ha trattato la famiglia reale più importante del momento come una famiglia qualsiasi, con i loro problemi e le loro pecche, ed è riuscito ad umanizzare una donna che negli anni ha ricevuto troppe critiche per la sua estrema compostezza.
Personalmente ho sempre adorato sapere qualcosa di più su Elisabetta e questa serie è stata davvero una soddisfazione.

Gli ambienti sono stati riprodotti abbastanza bene e anche i vestiti più famosi indossati dalla regina sono stati mantenuti, diciamo che ho trovato molta cura in questi piccoli particolari che danno il riscontro visivo della realtà.
Il vestito del matrimonio, il vestito dell’incoronazione, insomma, piccoli dettagli che fanno la differenza.

Ho trovato Claire Foy davvero brava nel suo ruolo, è stata in grado di trasmettere l’essenza di Elisabetta, mantenendo quella rigidità in pubblico che caratterizza questa donna.
Elisabetta è sicuramente un personaggio particolare, ma credo sia stata interpretata molto bene.
È sicuramente un personaggio difficile, con relazioni intricate e compiti a volte troppo pesanti, ma la cosa che più ho apprezzato è stato il mostrare le sue debolezze, non le sue forze che tutti già conosciamo.
Il rapporto con la sorella, il rapporto con lo zio e la difficoltà a relazionarsi con altri politici, a causa della sua cultura… Ecco, The Crown mi è piaciuto proprio per questo, per questa estrema umanizzazione e per la messa in luce di certe difficoltà che realmente hanno avuto peso nella vita da monarca della Regina d’Inghilterra.

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Carini però dai

Una parte fondamentale della trama credo sia stata la relazione con Filippo, che al contrario di quella tra Victoria ed Albert non è proprio rose e fiori.
È anche vero che le due relazioni hanno qualcosa in comune, ossia il matrimonio non appoggiato da molti.
Filippo ed Elisabetta però non hanno avuto una relazione così felice, questo è noto a molti, diciamo che a differenza dei due protagonisti della serie “sorella”, i due regnanti sono una coppia normale, in piena regola.
Hanno una relazione fatta di momenti di dolcezza, ma anche di discussioni piuttosto forti.
L’assenza del marito per le lezioni di volo, la poca considerazione dell’uomo nella vita politica, sono tutti fattori forse scomodi da interpretare, ma alla fine se si vuole una serie onesta questo è il prezzo.
L’unica cosa che forse non ho apprezzato per quanto riguarda Filippo credo sia stato il mettere in ombra tutte le iniziative positive che hanno caratterizzato quest’uomo: non si è visto che è un uomo attento all’ambiente per esempio, e trattando l’inquinamento speravo ci fosse qualcosa in più, ma mi riservo per le prossime stagioni.
È stato sicuramente un bravo padre ma credo che sia stato estremizzato il suo ruolo è ridotto troppo quello di Elisabetta Madre, come se a lei dei figli non importasse troppo.
(Che poi Carlo è già angosciante da piccolo, vorrei sottolineare)
Inoltre Matt Smith, dal suo canto, è stato davvero bravo, come il resto del cast, e forse anche la sua fisionomia aiutava a caratterizzare un Filippo chiuso e a volte quasi represso.

La somiglianza estetica maggiore però, l’ho riscontrata in Vanessa Kirby e la principessa Margareth.
Questo personaggio è stato perfetto, davvero sotto ogni punto di vista.
La sorella della regina è sempre stata al centro di vicende amorose piuttosto intricate e The Crown si è concentrato principalmente su questo, facendo apparire un’immagine quasi stremata, alla fine della serie, dal peso del suo nome e dall’amore che non ha potuto vivere.
Questo è stato l’inizio della “distruzione” se così possiamo chiamarla di Margareth e spero che nelle prossime stagioni si noti.
È ironico come questa storia si possa affiancare a quella dello zio, sempre colpevolizzato ed anche in modo piuttosto plateale.
Credo mi rimarranno in testa le scene in cui l’uomo fa trasparire l’immenso dolore nell’aver dovuto rinunciare alla corona per la donna che nonostante tutto ama.
Forse non si merita così tante colpe, quest’uomo.
Ho trovato la figura della Regina Madre invece molto odiosa, tranne quando è rappresentata fuori da palazzo, lì è decisamente meno “pesante”.

Parlando delle relazioni a palazzo, ne ho apprezzate particolarmente due, ossia quella tra Elisabetta e il padre, complice forse un po’ il film “Il Discorso del Re”, e quella tra Elisabetta e Winston Churchill.
Quest’ultima è stata assolutamente una delle carte vincenti di The Crown in quanto ha rappresentato a 360 gradi il ruolo che l’uomo ha avuto nella vita della Regina.
Winston è stato una guida, un punto di riferimento per Elisabetta, che non ha mai nascosto una preferenza nei confronti dell’uomo.
Ma anche in questo caso, The Crown ha umanizzato il ministro in una maniera impressionante, dal rapporto con la moglie all’estenuante malattia… Insomma, ho adorato anche lui.

Nel complesso questa serie rientra sicuramente tra le più piacevoli viste con ora, quindi non vedo l’ora di vedere la seconda stagione e perché no, vedere un Elisabetta mamma, una Margareth sposata e un Filippo un po’ meno acido.
Qualche gioia l’avrá anche lui, così ci dicono.

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